SARAH, CARMINE MISSERI SU RAI3: “TUTTO FALSO” -VIDEO

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L’intervista a “Chi l’ha visto”
TARANTO – «Per niente vero. Perchè io fino adesso sono stanco di sapere tante cose, indagato, che mi vogliono fottere intere, non è niente vero, perchè io di tutta questa faccenda non ne saccio niente». Così Carmine Misseri ha risposto alla giornalista della trasmissione ‘Chi l’ha visto?’ che gli chiedeva in una intervista avvenuta proprio poche ore prima del suo arresto, se era vero che aveva aiutato suo fratello, Michele Misseri, ad occultare il cadavere di Sarah Scazzi. «L’ho già detto agli inquirenti – ha continuato Carmine Misseri – così come ho fatto con tante cose che sono andato a dire loro, così …». La giornalista ha poi chiesto a Carmine Misseri di raccontare come era trascorsa la giornata del 26 agosto, quando sparì Sarah: «Io e Michele ci siamo incontrati verso le 5.30, le 6.00. Siamo stati insieme tutta la mattina». A che ora vi siete lasciati? «Le 12-12.30, dopo che si fanno le sei ore di lavoro. Poi ognuno prende la sua strada, ad Avetrana e Manduria». E ancora: «intorno alle 3 Michele mi ha chiamato. Io stavo in campagna con mia moglie a piantare la verdura. Mi telefonò e mi disse ‘se chiama mia moglie dì che sono alla masseria che sono scappati i cavallì». Poi lei – domanda la giornalista di ‘Chi l’ha visto?’ ha chiamato altre quattro volte. «Dopo due ore, per chiedergli: ti sei ritirato a casa? Mi ha detto di sì. E mi ha detto: ‘mi ha chiamato Sabrina e che non si trova Sarah»’. E quindi Carmine racconta di aver telefonato al fratello altre volte solo per chiedere notizie della ragazza, «per umanità».

CARMINE MISSERI: “NON HO FATTO MALE A NESSUNO” «Io non ho mai fatto male a nessuno»: lo dice in una intervista a ‘Chi l’ha visto?’, Carmine Misseri, poco prima di essere arrestato oggi insieme al nipote Cosimo Cosma perchè accusati di concorso in soppressione di cadavere. Riferito al fratello, Michele Misseri, Carmine nella intervista dice tra l’altro: «Avrebbe dovuto parlare prima, che c’era bisogno di aspettare tanto?». Se lo sarebbe mai aspettato?, chiede la giornalista. «No, mai. Non me l’aspettavo – dice Carmine Misseri – Conoscendolo, che lui non fa male neanche a una mosca». E poi, riferito a Sarah e al momento in cui il fratello, Michele ha confessato: «È una bambina, non è una ‘canà, non è una busta dell’immondizia. Ci sono rimasto male».

ARRESTATI CARMINE MISSERI E COSIMO COSMA Il giallo di Sarah Scazzi sembra davvero non finire mai. Questa mattina è arrivato un nuovo colpo di scena: Carmine Misseri e Cosimo Cosma, fratello e nipote di Michele Misseri, sono stati arrestati dai carabinieri del comando provinciale di Taranto. La loro posizione viene ritenuta fortemente sospetta. 

LE TANTE VERSIONI DI MICHELE Ecco, in sintesi, le diverse versioni fornite da Michele Misseri agli inquirenti sull’uccisione della nipote Sarah Scazzi, avvenuto il 26 agosto dello scorso anno.
6 OTTOBRE 2010, MISSERI ‘UNO’: Michele Misseri si imbatte in Sarah che, alla ricerca della cugina Sabrina, entra nel garage dello zio, dove lui sta sistemando il trattore. L’uomo tenta un approccio sessuale con la nipote, che respinge le avances. Michele l’aggredisce alle spalle e con una corda la strangola. Nasconde il cadavere, poi lo colloca nel bagagliaio della sua auto, si dirige nelle campagne di Avetrana, denuda la salma e si lascia andare a un rapporto sessuale completo. Depone di nuovo il cadavere in auto e, infine, lo getta in un pozzo. L’uomo non chiama mai in causa la figlia Sabrina.
15 OTTOBRE 2010, MISSERI ‘DUE’: Sarah arriva in casa Misseri e la cugina Sabrina la trascina nel garage con la forza, avendo la stessa Sabrina ed il padre concordato di darle una lezione per intimorirla ed evitare che la ragazza diffondesse in paese la notizia delle attenzioni sessuali riservatele dallo zio, delle quali anche Sabrina era venuta a conoscenza. Mentre quest’ultima tiene per le braccia la cugina, Michele Misseri avvolge una corda intorno al collo di Sarah e la strangola. Sabrina, nel momento in cui vede la cugina accasciarsi, impaurita molla la presa e si allontana. L’uomo poi fa sparire il cadavere gettandolo nel pozzo. Alcuni giorni dopo, tramite il suo legale, Michele Misseri fa sapere di voler ritrattare la precedente confessione nella parte relativa agli atti sessuali sul cadavere.
4 NOVEMBRE 2010, MISSERI ‘TRE’: Sabrina e Sarah si incontrano per andare al mare e litigano, forse per gelosia nei riguardi di un amico comune, Ivano Russo. Sabrina trascina nel garage Sarah: la discussione degenera e lei strangola la cugina con una cintura trovata in garage. Sabrina sale a casa ed informa il padre Michele, che stava dormendo. L’uomo rassicura la figlia, che si allontana con l’amica Mariangela. Michele Misseri carica la salma di Sarah in auto, si dirige in campagna, abusa sessualmente del cadavere e, infine, lo getta nel pozzo calandolo con una corda.
19 NOVEMBRE 2010, MISSERI ‘QUATTRO’: Michele Misseri conferma sostanzialmente l’ultima versione, ma ritratta le presunte avances alla nipote e l’abuso sessuale del cadavere.
VIGILIA DI NATALE 2010, MISSERI CINQUE: Michele Misseri scrive due lettere alle figlie Sabrina e Valentina, scagionando di fatto la secondogenita e scusandosi per averla accusata ingiustamente ma senza spiegare i motivi delle precedenti accuse. È proprio in una lettera di poche righe inviata alle figlie Valentina e Sabrina (quest’ultima detenuta in carcere perchè accusata di concorso in omicidio) che Michele Misseri fa riferimento al fratello Carmelo: «mi hanno detto – scrive testualmente – che se non faccio quella confessione dovevano arrestare la mamma e zio Carmelo io per non mettere altri innocenti o dovuto fare la falsa».

MOGLIE A CARMINE: TI HO SALVATO LE CHIAPPE
Carmine Misseri e suo nipote Cosimo Cosma avrebbero mentito più volte, così come le rispettive mogli; e in una occasione la consorte di Carmine avrebbe ricordato al marito: «ti ho salvato le chiappe», riferendosi alla vicenda di Sarah Scazzi. È quanto contenuto nell’ordinanza di custodia cautelare in carcere firmata dal gip Martino Rosati nei confronti di Carmine Misseri e Cosimo Cosma. Secondo il giudice, nell’alibi di Carmine Misseri per il pomeriggio del 26 agosto 2010 – giorno della scomparsa di Sarah – ci sarebbe un buco di oltre due ore e non risponderebbe al vero che egli sia stato tutto quel tempo a lavorare in campagna. A smentire Carmine, ma anche la moglie, ci sarebbero una serie di intercettazioni ambientali compiute anche nell’auto della coppia. Posizione simile per Cosimo Cosma, il quale ha riferito agli inquirenti di essere rimasto a casa quel giorno per tutto il pomeriggio almeno sino alle 18-18.30, circostanza confermata anche dalla moglie. Ma le versioni della coppia sarebbero smentite dai tabulati del traffico del telefono in uso a Cosma dal quale risultano due tentativi di chiamata nel pomeriggio compiuti dalla moglie di Cosma per mettersi in contatto con il marito, a testimonianza del fatto che i due non erano insieme in casa.

GIP: MICHELE NON PUO’ AVER AGITO DA SOLO
Il 26 agosto 2010, subito dopo l’uccisione di Sarah Scazzi, a Michele Misseri sarebbero occorsi almeno 25 minuti per trasportare il cadavere in contrada Mosca e nei rimanenti 20 minuti, prima di incontrarsi con il cognato per raccogliere fagiolini, non può aver seppellito il cadavere da solo. È quanto scrive il gip del Tribunale di Taranto Martino Rosati nell’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di Carmine Misseri e di suo nipote Cosimo Cosma, accusati in concorso di soppressione di cadavere. «È di solare evidenza logica – scrive tra l’altro il giudice – che, per occultare il cadavere di sua nipote in quel ristretto lasso di tempo, Misseri (Michele ndr) si sia avvalso della collaborazione di qualcuno. Qualcuno, ovviamente, molto fidato».

“MICHELE E’ UN ATTORE” Proprio qualche ora prima dell’arresto, Carmine, fratello di Michele, era stato intervistato dalla trasmissione Chi l’ha visto?, che trasmetterà questa sera le immagini dell’intervista. «Non ho fatto niente. Posso camminare a testa alta. Michele è un attore», avrebbe detto Carmine Misseri, arrestato stamani insieme a Cosimo Cosma con l’accusa di concorso in soppressione di cadavere. L’uomo si discolpa dicendo di non aver aiutato il fratello ad occultare il cadavere di Sara, e poi si scaglia contro lo stesso Michele: «Perché non ha parlato prima? Sara è una bambina, non è un cane, una busta di immondizia che la prendi e la vai a buttare. La colpa ce l’ha lui…».

TESTIMONE INCASTRA NIPOTE Cosimo Cosma, sarebbe stato visto in atteggiamento sospetto insieme allo zio vicino al garage di via Deledda ad Avetrana, probabile luogo del delitto, nei giorni immeditamente successivi alla scomparsa di Sarah Scazzi, la 15enne di Avetrana. Questa circostanza, emersa durante indagini difensive, potrebbe essere uno degli elementi, insieme a una insolita telefonata intercorsa con lo zio alle 18,28 del 26 agosto scorso, il giorno dell’omicidio, ad aver portato al suo arresto stamane con l’accusa di soppressione del cadavere. In pratica, un testimone li avrebbe visti confabulare più volte e poi allontanarsi o abbassare la voce nel momento in cui si accorgevano di essere stati notati. Il coinvolgimento di Cosimo Cosma si inserirebbe, ma questo saranno eventualmente gli inquirenti a confermarlo, in una pista indicata da Sabrina Misseri (che però la Procura di Taranto ha interpretato sempre come un depistaggio) che porterebbe al vicino comune di San Pancrazio Salentino, in provincia di Brindisi.

LE TELEFONATE Nei verbali degli interrogatori di Michele Misseri compaiono, due telefonate al fratello Carmine e al nipote ‘Mimino’ che, secondo gli inquirenti, sarebbero indicative del tentativo di Michele Misseri di coprire i due parenti che lo avrebbero aiutato nel sopprimere il cadavere di Sarah. Le due telefonate sono proprio del 26 agosto 2010, giorno dell’uccisione della quindicenne. Alle 15.08, poco dopo che Sarah era stata uccisa, Michele Misseri telefonò al fratello Carmine, ma su che cosa si siano detti quel giorno i due hanno riferito cose molto diverse. «Mi ha detto che Sarah non si trovava», ha raccontato Carmine in una deposizione, riferendosi a quella telefonata. Michele invece ha sempre detto di non ricordare quella frase e di aver riferito al fratello che, se lo avesse cercato la moglie, avrebbe dovuto rispondere che era andato in campagna perchè «erano scappati i cavalli», motivando questo col fatto che aveva litigato con la consorte.
Ma Michele non aveva litigato con la moglie e nessun cavallo era fuggito dalla proprietà di famiglia. La telefonata di Michele Misseri al nipote è delle 18.28 del 26 agosto, peraltro chiamando sull’utenza della moglie di ‘Mimino’. «Per caso da sopra la ‘Riforma’ (una zona di Avetrana, ndr) è passata qualche macchina sospetta che c’era Sarah dentro?» avrebbe chiesto Michele al nipote, secondo il racconto dell’agricoltore. «No, di qua non è passato nessuno» sarebbe stata la risposta di Mimino. Ma se il nipote, ragionano gli inquirenti, davvero non fosse stato al corrente della scomparsa di Sarah, perchè parlare di una presunta auto sospetta con a bordo la quindicenne? In quel momento, Sarah era morta da più di quattro ore e il cadavere era stato già nascosto nel pozzo di contrada Mosca.

HANNO TENTATO DI PRECOSTITUIRSI ALIBI Carmine Misseri e suo nipote Cosimo Cosma hanno attuato un «generalizzato tentativo di crearsi dei copioni ben articolati per sostenere gli interrogatori». Lo ha detto il comandante provinciale dei carabinieri di Taranto, col.Giovanni Di Blasio, nella conferenza stampa tenuta insieme col procuratore di Taranto, Franco Sebastio, e col comandante del reparto operativo dei carabinieri, Antonio Servedio, sui due arresti eseguiti stamane nell’ambito dell’inchiesta sull’uccisione di Sarah Scazzi. I tentativi di precostituirsi un alibi, hanno riferito gli inquirenti, emergerebbero da intercettazioni ambientali fatte ai due arrestati. In particolare, Misseri e Cosma avrebbero cercato di prepararsi le risposte da dare agli inquirenti su dove si trovavano poco dopo che era stato commesso il delitto. «Tanto io l’ho imparato a memoria» sarebbe una delle frasi intercettate dagli investigatori e pronunciata da uno dei due arrestati. Dalle intercettazioni ambientali, hanno riferito gli inquirenti, emergerebbero anche contraddizioni rispetto alle testimonianze dei due arrestati e contrasti con le risultanze dei tabulati telefonici acquisiti durante le indagini. Sebastio ha specificato che il provvedimento di custodia cautelare in carcere a termine per trenta giorni è stato emesso sulla base del combinato disposto dell’articolo 302 del codice di procedura penale «per tutelare esigenze di indagine ed evitare inquinamento delle prove».

IL REATO DI SOPPRESSIONE CADAVERE Il reato contestato oggi ai due congiunti di Michele Misseri – il fratello Cosimo Misseri e il nipote Cosimo Cosma – è previsto dall’articolo 411 del codice penale: ‘Distruzione, soppressione o sottrazione di cadaverè. Al primo comma, dice che «Chiunque distrugge, sopprime o sottrae un cadavere, o una parte di esso, ovvero ne sottrae o disperde le ceneri, è punito con la reclusione da due a sette anni». Una differenza sostanziale rispetto al più noto ‘occultamento di cadaverè (art.412 del codice penale) sta nel fatto che sopprimere viene inteso in questo reato nel senso di nascondere un cadavere avendo l’obiettivo di sottrarlo definitivamente, o perlomeno con un alto grado di probabilità, al ritrovamento. L’occultamento è invece considerato un nascondimento temporaneo che prevede la certezza del ritrovamento, anche se dopo un certo lasso di tempo. Altra differenza sostanziale è che per la ‘distruzione, soppressione o sottrazione di cadaverè sono consentiti il fermo e l’applicazione di misure cautelari personali nelle ipotesi dei primi due commi (l’arresto è facoltativo in flagranza). Per l’occultamento di cadavere le misure cautelari personali interdittive (art. 287 cpp) e coercitive (art. 280 cpp) non sono consentite e neppure l’arresto; è consentito, invece, il fermo di indiziato di delitto (art. 384 cpp).

GAROFANO: “SVOLTA IMPORTANTE” «I nuovi arresti rappresentano una svolta molto importante. Spero che finalmente chi è a conoscenza dei fatti, e mi riferisco alle persone che appartengono alla famiglia Misseri, possa dire ciò che è successo». Lo ha detto in un’intervista a R101 Luciano Garofano, ex comandante dei Ris di Parma e consulente legale della famiglia Scazzi. «Da sempre, a partire anche dall’incidente probatorio – ha aggiunto Garofano – ci siamo resi conto che Michele Misseri non diceva tutta la verità. Vedremo ora quale sarà l’atteggiamento dei nuovi arrestati e se vorranno contribuire a fare chiarezza». «È un momento importante – ha concluso l’ex colonnello dei Ris – credo che bisognerà rivedere tutto il quadro probatorio alla luce di questi arresti, che aprono un quadro completamente nuovo, non diverso, ma nuovo. Tutto ruota attorno a un’unica certezza: che Misseri ha perlomeno occultato il corpo della povera Sarah. Speriamo ora di capire cosa è successo dal contributo degli arrestati».

DA MICHELE A MIMINO, I MISSERI PROTAGONISTI Il primo della famiglia ad irrompere prepotentemente sulla scena dell’inchiesta è stato Michele Misseri con la sua confessione nella notte tra il 6 e il 7 ottobre 2010. Gli ultimi della famiglia a finire, non per loro volontà, sulla stessa scena sono stati il fratello e il nipote di Michele, Carmine Misseri e Cosimo Cosma. Tanti volti e un cognome che richiama sempre la tragedia di Avetrana di Sarah Scazzi: quello dei Misseri. Il volto più noto è quello di ‘zio Michelè, 57 anni, agricoltore da una vita, uomo dallo sguardo quasi indecifrabile. Ma la sua notorietà è salita alla ribalta soprattutto per la serie di versioni contrastanti fornite ai magistrati che indagano sul delitto della quindicenne: almeno tre in poche settimane, dalla prima autoaccusa alla chiamata in correità della seconda figlia Sabrina. Senza contare le ultime lettere scritte dal carcere nelle quali scagionerebbe Sabrina ma non accuserebbe nessuno del delitto, aumentando gli interrogativi sulla vicenda. C’è Cosima Serrano, la moglie di Michele, sulla quale spesso si sono concentrate le attenzioni degli inquirenti. Saprebbe tutto su quanto accaduto quel 26 agosto, è il sospetto degli investigatori, ma non si è andati oltre. Lei, considerata da chi indaga il vero capofamiglia di via Deledda 20, ha sempre respinto qualsiasi coinvolgimento nella vicenda. Non solo, ma ha sempre difeso a spada tratta la figlia Sabrina, ritenendo che il marito abbia raccontato menzogne dopo la prima confessione. Sabrina è stata catapultata dal padre in questa terribile storia e con l’accusa più grave: quella di aver ucciso la cugina per gelosia. Per gli inquirenti la ragazza avrebbe utilizzato i media per farsi pubblicità, sperando magari in un futuro sul piccolo schermo, ma in realtà cercando in questo modo di coprire le proprie responsabilità per il delitto. Ha sempre negato tutto negli interrogatori, ma il suo alibi sembra tutt’altro che privo di crepe. Le crede ciecamente invece la sorella maggiore, Valentina, che vive a Roma. Nella vicenda di Avetrana la sua figura compare a sprazzi e spesso alla finestra: dalla convinzione dell’innocenza della sorella al suggerimento al padre di accettare i consigli di un altro legale di fiducia, affidandosi a lui e lasciando sul cammino quello iniziale. Carmine Misseri, invece, sino a poche settimane fa era stato citato nell’inchiesta per via di quel telegramma inviato al fratello Michele in carcere, e che gli sarebbe stato suggerito da Valentina, con il quale lo invitava a cambiare difensore di fiducia. Ma in breve tempo le attenzioni degli inquirenti si sono spostate sul comportamento di Carmine subito dopo l’uccisione di Sarah, sino a spingere i magistrati a ritenere che abbia aiutato Michele a infilare il cadavere nel pozzo di contrada Mosca. Cosimo ‘Miminò Cosma sino ad oggi sembrava fuori dalla mischia: figura molto legata allo zio Michele, assicurano gli inquirenti. E proprio per questo lui lo avrebbe aiutato, aggiungono i magistrati, a completare quell’operazione di soppressione del cadavere di Sarah che da solo, lo zio, non sarebbe mai riuscito a fare in pochi minuti senza destare sospetti. Sei personaggi, sei volti, e una famiglia che catalizza ancora, nel bene e nel male, la curiosità della gente.

fonte:leggo                     

SARAH, CARMINE MISSERI SU RAI3: “TUTTO FALSO” -VIDEOultima modifica: 2011-02-24T06:25:27+01:00da michelepositano
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