Ecco l’elenco delle vendite del Trivulzio. Ribassi sui prezzi di mercato intorno al 16%

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Arriva la lista numero 2, quella delle compravendite. Il Pio Albergo Trivulzio (Pat), l’istituto pubblico milanese sotto la lente per una nuova “affittopoli”, ieri ha reso noto l’elenco delle alienazioni dei propri immobili, avvenute tra il 2006 e il 2011. Gli appartamenti venduti, perlopiù attraverso asta, sono in tutto 45, molti in centro a Milano, alcuni nei comuni dell’hinterland, fino ad arrivare a Lodi (tre stabili) e persino a Torino (9). Mediamente i prezzi, ad un primo sguardo, sono mediamente inferiori almeno del 15-20% rispetto a quelli del libero mercato. 

Perché i conti degli immobili del Pio Albergo Trivulzio non tornano, mancano all’appello molte case

L’elenco completo degli immobili venduti dal Pio Albergo Trivulzio

Le principali acquirenti sono state società immobiliari, tra cui la Pugliese, passata anni fa agli onori della cronaca per un’indagine (che ha portato a due condanne) per truffa ai danni dell’Aler (l’agenzia pubblica lombarda per la gestione delle case popolari), che ha acquistato due appartamenti nella zona semicentrale di Via Giordano Bruno per 330mila euro complessivi. Tra i nomi noti emergono con particolare evidenza quello di Domenico Zambetti, assessore alla Casa della regione Lombardia, che ha acquistato nel 2008 una casa in Corso Sempione (circa 200 metri quadrati) per 533mila euro, e quello di Adriano Bandera, membro del consiglio di sorveglianza della partecipata milanese A2a, nonché membro della Fondazione Policlinico, che ha acquistato in pieno centro un appartamento da 257 metri quadrati per 1,3 milioni. Nell’elenco ci sono anche l’avvocato Marcello Di Capua (già presidente dell’associazione Casa Letizia), il direttore generale dell’ospedale San Carlo Antonio Mobilia, Carla Vites, moglie dell’ex assessore lombardo alla Sanità Antonio Simone. Tra gli affittuari, ricordiamo, spiccano invece per notorietà Ariedo Braida, dg del Milan e l’etoile Carla Fracci. A destare particolare scalpore, relativamente agli affitti, è soprattutto la discrezionalità con cui gli appartamenti sono stati assegnati nel tempo, oltre ai prezzi agevolati.

Per quanto riguarda le vendite, a colpire è anche il fatto che diversi appartamenti non siano stati aggiudicati al primo colpo. Dato, questo, che induce Carmela Rozza, consigliere comumale del Pd, a chiedere che la lista sia integrata a giorni con i dettagli sulla durata delle aste e sulle modalità di pubblicazione delle offerte. Il suo sospetto è che, per fare un favore all’acquirente, alcune offerte siano state formalmente pubblicate ma, di fatto, tenute in sordina: «Mi interessa sapere dove e per quanto tempo sono stati pubblicati i bandi, se ne hanno saputo solo alcuni bene informati o meno». Ancora adesso tuttavia, incrociando i documenti relativi agli stabili attuali con quelli di dieci anni fa e sottraendo dalla lista l’elenco delle vendite degli ultimi 5 anni, emerge che all’appello mancano circa 300 immobili, in base a quanto risulta al Sole 24 Ore.

Le “case fantasma” potrebbero essere semplicemente frutto di alienazioni avvenute prima del 2006, ma all’interno di Palazzo Marino c’è ancora chi evoca qualche dubbio. I nomi degli affittuari e degli acquirenti dell’ente stanno in effetti arrivando col contagocce. C’è voluto un mese di sollecitazioni e richieste prima, pareri del Garante della privacy poi, e per concludere le minacce di un esposto in procura. Alla fine è arrivato l’elenco, e per giovedì è prevista l’audizione consiliare del presidente del Pat Emilio Trabucchi. «Dai primi riscontri – ha detto Barbara Ciabò, consigliere comunale di Fli e presidente della commissione casa – mancherebbero all’appello ancora molti immobili: ogni giorno che passa la reticenza del Pio Albergo Trivulzio si rivela sempre più grave e non fa che alimentare sospetti». Già lo scorso venerdì la futurista Ciabò aveva denunciato la mancata completezza delle informazioni, mentre la democratica Rozza era passata alle maniere forti minacciando, come detto, un esposto in procura. Per oggi è previsto il cda del Pat, che si preannuncia decisivo per la sorte del management.

Ieri intanto, anche la fondazione Policlinico di Milano ha reso nota la lista degli inquilini che vivono all’interno dei propri beni immobiliari. Qui il nome che spicca di più è quello di Piergianni Prosperini, ex assessore lombardo in quota Pdl, finito in carcere alla fine del 2009 per tangenti. A lui sono stati intestati tre immobili di tipo rurale per un totale di 700 metri. Il canone di affitto è di 11.512 euro l’anno. Altra personalità politica è Enrico Fedrighini, consigliere milanese dei Verdi, che però ha subito garantito che i suoi due bilocali in zona San Siro sono in linea con il valore di mercato e che l’appartamento venne assegnato per motivi reali e non per favoritismi.

fonte:sole24ore                    

Ecco l’elenco delle vendite del Trivulzio. Ribassi sui prezzi di mercato intorno al 16%ultima modifica: 2011-02-22T09:30:05+01:00da michelepositano
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