GLI INTERROGATORI DI RUBY: SESSO TRA PREMIER E NOEMI

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ROMA – La ‘vergine’ Noemi Letizia ha fatto sesso con il premier e durante il Bunga Bunga tutte le donne erano nude e regalavano piacere sessuale a Berlusconi. Sintetizzando al massimo, dai verbali di Ruby Rubacuori emerge questo. “Non ho mai frequentato la dimora romana del presidente Berlusconi, ma nella prima serata a Villa San Martino ebbi modo di conoscere Noemi Letizia che era conosciuta come la “cocca di papi”“, dice Karima El Mahroug ai magistrati il 3 agosto, nel suo quarto incontro con i pubblici ministeri di Milano. “Noemi mi chiese quanti anni avevo e le risposi di averne 24 – dice Ruby, come riporta Repubblica – allora lei, scherzando, mi disse che tanto la preferita di Silvio, riferendosi al premier, era lei. Da altre ragazze che partecipavano alle feste del presidente ho saputo che tra Noemi e Berlusconi c’era stata una relazione intima di natura sessuale. Non posso riferire con esattezza chi me l’ha detto perché era una voce che circolava con grande insistenza tra tutte le ragazze”. Peccato che i magistrati non vedono in Ruby il ritratto dell’affidabilità, ma interessante è capire che Noemi, quella che fece scattare l’ira di Veronica Lario e il divorzio del premier – fosse per tutte le donne del Sultano la “cocca di papi” e, tra loro, fosse un convincimento diffuso che avesse avuto una “relazione sessuale” con il presidente del Consiglio.

“Il primo incontro con Berlusconi c’è stato il 14 febbraio – racconta la marocchina – sono stata chiamata da Emilio Fede. A Villa San Martino la serata è iniziata con una cena tricolore cioè con cibi bianchi, rossi e verdi rallegrata dalla musica di Apicella in persona che poi mi ha regalato due cd. Dopo la cena Berlusconi mi ha proposto di scendere presso il Bunga Bunga, dicendomi che il termine l’ha preso in prestito dal suo amico Gheddafi e sta a designare una sorta di harem femminile che si esibisce al piano inferiore della villa”. Ruby chiarisce in cosa consisteva il Bunga Bunga. “La sera del 14 febbraio tra le persone che c’erano alla cena ricordo (omissis) e inoltre Nicole Minetti, Barbara Faggioli. La Minetti già la conoscevo perché faceva con me la cubista. La Faggioli già la conoscevo perché anche lei lavora per Lele Mora nel campo dello spettacolo. Quella sera Berlusconi mi raccontò che il bunga bunga consisteva in un harem che aveva copiato dal suo amico Gheddafi nel quale le ragazze si spogliano e devono fargli provare “piaceri corporei”. È stata in quella circostanza che io ho opposto un netto rifiuto. Sono stata riaccompagnata a casa verso le 2 e 30 dal suo autista che si chiama Angelo ed è napoletano. A suo dire le ragazze sarebbero rimaste a casa di Silvio Berlusconi per tutto il fine settimana e cioè fino al lunedì mattina per esaudire i suoi desideri”. “Le ragazze che ho visto a cena, per quanto ho potuto comprendere, erano tutte maggiorenni – continua la marocchina – la più giovane aveva, così mi ha detto, 19 anni, è brasiliana e si chiama Ally. Ricordo i nomi di altre ragazze. In tutto c’erano circa 30 ragazze. Gli uomini erano Berlusconi e Fede. Quella sera Berlusconi mi invitò a chiamarlo “papi”, ma io lo chiamai Silvio“.

Il secondo incontro è avvenuto “sempre ad Arcore, nel mese di marzo 2010″, aggiunge Ruby, nonostante le tracce telefoniche rilevano la sua presenza in molte altre occasioni. “Ricordo che erano presenti Nicole Minetti, Barbara Faggioli, Marystel, ragazza di colore che ha partecipato alla Pupa e il Secchione. Mi risulta che Marystel, Barbara Faggioli e Nicole Minetti dispongano di appartamenti a Milano 2 in cui il presidente paga in dono 5 anni d’affitto. Tale proposta viene fatta a me da Berlusconi che, in quell’occasione, scoprì che ero minorenne e senza documenti. In quella circostanza, poiché gli avevo detto falsamente che ero egiziana, Berlusconi mi propose di farmi passare per nipote del presidente egiziano Hosni Mubarak e di fornirmi documenti comprovanti la mia nuova identità di cui lui si sarebbe occupato. Mi propose inoltre di mettermi nella disponibilità di un centro estetico in via della Spiga. Il fatto che fossi parente del presidente egiziano avrebbe giustificato questa disponibilità economica. Mi risulta che Berlusconi si sia interessato per l’acquisto di un convento di suore che sta proprio in via della Spiga e vale due milioni di euro”. “Quella sera – racconta la ragazza parlando di quello che secondo lei è il secondo incontro con il premier – dopo la cena consumata con Berlusconi e con tutte le ragazze che stavano là, il presidente mi propose di dormire a casa sua dicendomi che non mi avrebbe chiesto nulla in cambio. Dopo cena ci siamo recati tutti nella sala al piano inferiore dove si è tenuto il bunga bunga. Io ero tranquilla in quanto Lele Mora aveva garantito la mia estraneità a qualsiasi attenzione sessuale. Nel bunga bunga tutte le ragazze erano nude ed ebbi la sensazione che vi fosse un effetto emulativo tra di loro per farsi notare da Berlusconi con atti sessuali sempre più spinti”.

“Io – continua Ruby – non mi sono spogliata e non ho fatto esibizioni sessuali. L’unica ragazza vestita ero io, guardavo e giusto per darmi un atteggiamento, ogni tanto servivo il presidente e gli ho portato del Sanbitter. Molte ragazze mi interrogavano su questo atteggiamento e io rispondevo che ero una “novizia” e che non intendevo assecondare subito tali prassi. Dopo il bunga bunga che durò circa tre ore ci fu un bagno collettivo in una piscina coperta. Tutte le ragazze si sono buttate nude nell’acqua mentre io, dopo aver indossato dei pantaloncini e un top bianco fornitomi dal presidente, ho fatto l’idromassaggio sola nella vasca. Quella sera, su invito di Berlusconi, rimasi a dormire ad Arcore”. In quel che una delle testimoni dirette ha definito un “puttanaio”, non è difficile arrivare e uscire senza controlli. “Le ragazze avevano i telefoni cellulari – sostiene Ruby – tanto che qualcuna di loro ha fotografato la casa del presidente. A questo proposito Barbara Guerra e un’altra, tutte e due presenti alle serate del presidente, conversando con me vicino la casa di una di loro, commentarono di essere invidiose dei vantaggi e degli agi che il presidente dà alla Nicole Minetti. E dicevano che se Berlusconi fosse mai caduto in disgrazia avrebbero divulgato i fatti a loro conoscenza esibendo le foto da loro scattate ad Arcore a riprova della veridicità dei loro assunti e che sicuramente ne avrebbero avuto un tornaconto”.

Ruby ricorda allora la notte in questura del 27 maggio 2010.
“Michelle Coicencao informò Silvio Berlusconi che mi trovavo in questura, e quest’ultimo le dette il numero della Nicole Minetti dicendole che si sarebbe occupata lei della mia delicata questione. Per come ho saputo in seguito, Silvio Berlusconi era molto preoccupato che potessero emergere i rapporti con lei e le serate trascorse presso la sua abitazione. La Minetti, una volta fuori, chiamò il presidente rassicurandolo sull’esito positivo della vicenda e a quel punto me lo passò e Berlusconi, scherzando mi disse che nonostante gli avessi detto che ero egiziana e maggiorenne lui mi voleva bene lo stesso. Dopo questa occasione ho solo risentito telefonicamente Berlusconi ma non l’ho più visto. Il presidente mi disse che mi avrebbe potuto rivedere solo una volta che avessi compiuto la maggiore età e che disponessi di documenti di identità essendo lo stesso sovraesposto ad attacchi mediatici

fonte:leggo               

GLI INTERROGATORI DI RUBY: SESSO TRA PREMIER E NOEMIultima modifica: 2011-02-18T22:33:01+01:00da michelepositano
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