IBIA, RABBIA ANTI-GHEDDAFI, OLTRE VENTI MORTI -FOTO BAHREIN, SALTA LA FORMULA1?

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TRIPOLI – È di oltre 20 morti il bilancio del ‘giorno della collera’ proclamato oggi in Libia, contro il regime di Muammar Gheddafi.  I manifestanti sono stati colpiti dalle milizie giunte da Tripoli ad Al Baida, nell’est della Libia. Le organizzazioni dei diritti umani avevano messo in guardia contro i rischi di una dura repressione da parte delle forze dell’ordine, in un Paese che è poco abituato alla libera espressione del malcontento popolare. La reazione delle forze di sicurezza libica, secondo quanto riportano siti di opposizione questa mattina, si è fatta sentire anche nella nottata, soprattutto nell’est del Paese e a Beida dove ci sarebbero stati tra i “9 ed i 13 morti fra i manifestanti”, dopo l’intervento delle forze dell’ordine, che avrebbero messo in campo anche gli elicotteri, che avrebbero poi fatto fuoco. Intanto, la televisione libica ha trasmesso solo immagini di manifestazioni di supporto a Gheddafi e la stampa, anche la più riformista, non ha citato gli scontri di ieri a Bengasi. Piuttosto, è stato ricordato il quinto anniversario, che cade oggi, dell’attacco al consolato italiano di Bengasi nel 2006 da parte di un gruppo di libici per protestare contro le dichiarazioni del ministro Roberto Calderoli, giudicate offensive per i musulmani. Gheddafi, per rimarcare il fatto, ha ricevuto nei giorni scorsi le famiglie delle vittime che ha definito “martiri”. Altro elemento di dissuasione è costituito dai sostenitori del regime organizzati dai Comitati rivoluzionari, spina dorsale del sostegno al leader libico. Ieri, dalle prime ore del mattino fino a tarda notte, in diverse città della Libia, da Tripoli a Bengasi, passando per Sirte e Sebha, si sono svolte delle grandi manifestazioni popolari di giovani, donne e bambini che sventolavano drappi verdi, immagini del leader e gridavano slogan di supporto a Gheddafi e al sistema basato sul potere alle masse, dichiarandolo come una “scelta storica e strategica non rimpiazzabile”. E ieri la giornata del colonnello libico si è conclusa con un gran bagno di folla al momento del’inaugurazione del nuovo sport club della squadra di calcio libica Al Ahli, dove più di 15.000 tifosi hanno gridato a una sola voce il loro supporto al colonnello. 

USA, GHEDDAFI RISPONDA ALLE ASPIRAZIONI DEL POPOLO
Gli Stati Uniti, dopo gli scontri fra manifestanti e polizia in questo paese stretto fra Tunisia ed Egitto, hanno incoraggiato la Libia a rispondere alle aspirazione del suo popolo. Il portavoce del Dipartimento di Stato, Philip Crowley, ha ricordato che ”i Paesi della regione stanno affrontando le stesse difficolta’ in fatto di demografia, aspirazioni popolari e bisogno di riforme”. ”Noi – ha aggiunto – incoraggiamo questi paesi ad adottare misure specifiche che rispondano alle aspirazioni, ai bisogni e alle speranza dei loro popoli. La Libia appartiene senza alcun dubbio a questa categoria.

RIVOLTA NEL SANGUE IN BAHREIN La rivolta in Bahrein mette a rischio il Gp inaugurale del Mondiale di Formula 1. La corsa con cui il 13 marzo prenderà il via la stagione 2011 potrebbe infatti essere cancellata per via dei violenti scontri che stanno dilagando in questi giorni nella capitale Manama: è stato lo stesso patron della Formula, Bernie Ecclestone, a dire che una decisione in tal senso può essere presa la settimana prossima. «Decideremo martedì o mercoledì, se la situazione resta come oggi la risposta naturalmente è no», ha risposto chiaramente quando gli è stato chiesto se la gara del 13 marzo si correrà. «Se entro mercoledì la situazione non si sarà calmata, penso che con ogni probabilità dovremo cancellare la corsa» ha detto Ecclestone

fonte:leggo                   

IBIA, RABBIA ANTI-GHEDDAFI, OLTRE VENTI MORTI -FOTO BAHREIN, SALTA LA FORMULA1?ultima modifica: 2011-02-17T22:46:36+01:00da michelepositano
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