EGITTO, FARNESINA: “VIAGGI INSICURI, NON PARTITE” VIDEO

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IL CAIRO – Continua la rivolta che tiene l’Egitto nel caos da giorni. Alcuni vandali, stando a quanto afferma la tv satellitare Al Arabyia, avrebbero tentato di saccheggiare il tempio di Karnak a Luxor, senza successo. Nel frattempo alcuni manifestanti egiziani in piazza Tahrir hanno issato un fantoccio di cartone raffigurante il presidente Mubarak impiccato. «Il tribunale del popolo ti ha condannato alla pena di morte», si legge nel cartoncino a fianco al ‘pupazzo’. Grandi manifestazioni di protesta contro il regime hanno preso il via ad Alessandria, Suez e Porto Said.

Gli utenti di Twitter hanno anche lanciato un’iniziativa per ritrovare le persone scomparse nell’ultima settimana: un documento di Googledocs aperto al contributo di tutti gli utenti. Nel documento compaiono già i nomi, foto, numeri telefonici, di una decina di persone che risultano disperse, o con le quali si sono persi i contatti da 48 ore se non di più. Dal profilo di alcuni, sembrerebbe trattarsi perlopiù di blogger, o attivisti del web, «scomparsi» anche dalla rete da qualche giorno.

AL JAZEERA: SEI GIORNALISTI ARRESTATI Sei giornalisti di Al Jazira sono stati arrestati al Cairo: lo riferisce la stessa emittente satellitare. «Quattro soldati sono entrati e ci hanno preso la telecamera, ora siamo in stato di arresto. Il segnale è stato interrotto», è riuscito a scrivere su Twitter Ayman Mohyeldin, uno dei corrispondenti dell’emittente satellitare al Cairo. Ieri, le autorità egiziane avevano deciso la chiusura dell’ufficio di Al Jazira al Cairo e il ritiro degli accrediti ai suoi corrispondenti. I giornalisti sono però riusciti lo stesso, nel corso della giornata, a garantire un flusso costante di informazioni.

FARNESINA: VIAGGI INSICURI La Farnesina continua a sconsigliare i viaggi non necessari in Egitto, compresi quelli nel Mar Rosso. Lo ha ribadito il capo dell’Unità di crisi, Fabrizio Romano, spiegando – nel corso di un incontro con i cronisti sulla situazione nel Paese – di considerare «imprudenti» viaggi in tutto l’Egitto. Anche, quindi, nelle località del Mar Rosso come Sharm El Sheikh, anche se, ha ricordato, lì la situazione appare in questo momento tranquilla: «Dalle notizie che stanno arrivando, quelle relative a Sharm oggi appaiono tranquille», ha ricordato precisando però che è «meglio essere prudenti». Romano ha ribadito che nel paese «lo scenario è estremamente complesso». Da una parte c’è stata, soprattutto nei primi due giorni, una carenza di protezione da parte delle forze dell’ordine che ora comunque «si sta colmando». Dall’altra si tratta di un’area dove c’è un«’altissima presenza di cittadini europei». Il capo dell’Unità di crisi ha ricordato che, per quanto riguarda i turisti, la Farnesina sta operando in stretto collegamento anche con i tour operator per monitorare la situazione, i flussi e le eventuali richieste di rimpatrio. Ed ha attivato un forte coordinamento con le compagnie aeree per far fronte ad eventuali richieste o emergenze. Ricordando che è stato inviato un team dell’Unità di crisi al Cairo per monitorare le situazioni di particolare pericolo per i connazionali, Romano ha sottolineato che è in continuo aggiornamento il sito ‘viaggiaresicurì, nonchè le informazioni diffuse tramite Televideo-Rai, Facebook e Twitter. Per quanto riguarda invece gli italiani residenti nel paese e le imprese, la Farnesina, tramite l’ambasciata e la rete consolare, ha chiesto ai connazionali di fornire indicazioni sulla collocazione delle loro abitazioni per «facilitare gli eventuali soccorsi». Ed è stato attivato anche un help desk con Assafrica di Confindustria per l’assistenza alle imprese italiane nel paese. Più volte al giorno, ha aggiunto, vengono inviati sms con indicazione di numeri di emergenza ed informazioni sulle condizioni di sicurezza quali gli eventuali coprifuoco, i collegamenti e le zone a rischio. Attivato anche, ha aggiunto Romano, un centro di prima emergenza presso l’ospedale italiano al Cairo, dove viene fornita assistenza anche ai cittadini di altre nazionalità. Parlando con i giornalisti nel punto stampa sulla situazione egiziana, il capo dell’Unità di crisi ha confermato che si sono registrati «alcuni furti» a danno degli italiani ma soprattutto nelle prime due notti, quando si sono avuti «momenti di difficoltà e paura». L’Unità di crisi ha messo a disposizione un numero (0636225) per «qualsiasi richiesta, chiarimento o segnalazione» sulla situazione in Egitto.

MUBARAK: CONTATTARE LE OPPOSIZIONI Secondo il giornale governativo al Ahram, Mubarak ha chiesto al primo ministro Ahmed Shafik di mettersi in contatto con le opposizioni. «La situazione attuale richiede una riorganizzazione delle priorità del Paese, in un modo che riconosca le legittime richieste del popolo», ha detto Mubarak. Il dialogo con le opposizioni «porterà alla realizzazione del processo democratico», ha aggiunto il presidente egiziano. Mubarak ha poi fatto appello ai membri del nuovo governo perchè l’esecutivo «si schieri contro chiunque sia legato alla corruzione», e sottolineato la necessità di «continuare con trasparenti, seri e concreti nuovi passi per maggiori riforme politiche, costituzionali e legislative». «I cittadini e i giovani sono scesi in strada dimostrando pacificamente per il loro diritto alla libertà di espressione», ha detto Mubarak: «Ma le loro dimostrazioni sono state infiltrate da un gruppo di persone che usa la religione ma che non prende in considerazione i diritti costituzionali e i valori della cittadinanza». Il presidente ha poi chiesto al nuovo governo di mantenere le sovvenzioni, di tenere sotto controllo l’inflazione e creare nuovi posti di lavoro.
Il generale Mourad Mowafi, ex governatore del Sinai del Nord, è stato nominato dal presidente egiziano Hosni Mubarak a capo dei servizi segreti. Secondo al Ahram che ne dà notizia, prende il posto dell’influente Omar Suleyman che era stato promosso al ruolo di vice presidente. Un ex generale, finora direttore del sistema penitenziario, è il nuovo ministro dell’Interno. Si tratta di Mahmoud Wagdi.

RIENTRANO DIPENDENTI ENI È previsto con tre voli charter il rientro dei 250 dipendenti dell’Eni che, insieme con le famiglie, risiedono al Cairo. Secondo quanto si è appreso, gli aerei che li riporteranno in Italia dovrebbero atterrare all’ aeroporto di Fiumicino e non a Ciampino come era stato riferito ieri in serata: il primo arrivo, per ora, è previsto intorno alle 13:30, gli altri due voli sono attesi per le 17:30 e le 19:00. Intanto, continuano i rientri dei turisti dal Cairo e dalle zone di vacanza che si affacciano sul Mar Rosso. Questa notte, alle 4:00 è giunto un aereo della Blue Panorama proveniente da Sharm el Sheik, mentre un secondo volo, di Meridiana Fly, sempre proveniente dalla nota località turistica sul Mar Rosso, atterrerà intorno alle 14:50. Altri 4 aerei di linea (2 di Alitalia e 2 di Egyptair), Cairo-Roma sono previsti tra le 13:00 e le 17:00.

FRATTINI: A SHARM TUTTO TRANQUILLO La situazione a Sharm El Sheikh, meta di molti turisti italiani, è tranquilla. Lo ha assicurato il ministro degli Esteri Franco Frattini, intervenendo a «La telefonata» di Maurizio Belpietro su Canale 5. «Abbiamo sentito italiani in vacanza – ha detto – abbiamo sentito il nostro ambasciatore che parla per Sharm di una vita quasi completamente normale; certo la presenza di carri armati impressiona, ma è proprio lì per evitare che ci siano atti di violenza e disordini nelle strade».
«Credo che l’Europa e la Comunità internazionale debbano aiutare l’Egitto a trovare una sua strada verso libere elezioni, che si svolgeranno presto, e diranno chi sarà il prescelto dagli egiziani», ha detto Frattini, secondo il quale, compito della comunità internazionale è ora quello di «sostenere un’ordinata transizione» in Egitto. «Sarebbe un errore per chiunque – ha aggiunto – non l’ha fatto l’America, non lo farà l’Europa, parteggiare per l’una o l’altra parte». «Credo che l’Italia – ha proseguito intervenendo alla »Telefonata« di Belpietro su Canale 5 – come ha sempre fatto e farà oggi l’Unione europea, debba sostenere un’ordinata transizione che al tempo stesso tenga conto delle legittime aspirazioni del popolo egiziano ad avere più democrazia e diritti e contemporaneamente contrastare ogni fenomeno di violenza e di deriva islamista radicale. Questo bilanciamento è fondamentale, quindi l’Italia non deve e non può parteggiare per questo o quel partito politico ma contribuire ad un rasserenamento della situazione evidentemente con il sostegno della comunità internazionale».
Se il presidente egiziano Mubarak debba restare o meno lo decideranno gli egiziani. Lo ha detto il ministro degli Esteri italiano Franco Frattini, rispondendo a domande dei giornalisti al suo arrivo al consiglio esteri della Ue, a Bruxelles, che oggi parlerà della crisi dell’Egitto. «Non possiamo essere noi a dettare la via al popolo egiziano», ha dichiarato Frattini. «Dobbiamo evitare di interferire nelle libere decisioni del popolo egiziano», ha detto Frattini. «Non possiamo imporre delle scelte, ma dobbiamo invece aiutare il popolo egiziano. È necessario che tutti i dimostranti pacifici sentano che siamo dietro di loro, al loro fianco, che vogliamo un Egitto forte e democratico», ha aggiunto parlando con diversi giornalisti stranieri. Il ministro ha sottolineato la necessità di una transizione «ordinata, non radicale», che mette l’Egitto nelle condizioni di scegliere la democrazia. A questo proposito ha confermato l’esigenza di una missione europea: «che andrebbe decisa per incoraggiare questo processo non per dettare legge», ha precisato. «La cosa più importante è rispettare il cambiamento e la volontà di transizione, evitando di dettare la via agli egiziani. Non spetta a noi fare le scelte: il futuro dell’Egitto sarà quello che gli egiziani decideranno nelle loro elezioni», ha ribadito. Per Frattini, questa strada vale anche verso la «rivoluzione dei gelsomini» in Tunisia: «la via delle democrazia non può essere imposta dall’Unione europea», ha rimarcato.

MOODY’S TAGLIA RATING Moody’s ha declassato il debito dell’ Egitto da Ba1 a Ba2, con l’outlook che passa da stabile a negativo. La decisione, spiega l’Agenzia di rating, è stata presa di fronte all’aggravarsi delle tensioni politiche.

GHEDDAFI CHIAMA MUBARAK, RIENTRATI 2.500 LIBICI Si tiene in stretto contatto con il presidente egiziano Hosni Mubarak il leader libico Muhammar Gheddafi: ieri il colonnello libico ha fatto la terza telefonata da quando è scoppiata la rivolta al Presidente egiziano. Sia la Jana, l’agenzia di stampa libica, che Oea, il quotidiano riformista online, nel darne notizia non riportano però il contenuto delle conversazioni. Intanto la Libia ha attivato ieri un ponte aereo fra Tripoli e il Cairo per permettere ai suoi cittadini residenti in Egitto di rientrare in patria malgrado le difficoltà all’aeroporto della capitale egiziana. Le due società aeree libiche, la Libyan Airlines e la Afriquyia Airways, hanno affermato ieri in una nota di aver «facilitato» il rimpatrio dei circa 2500 cittadini libici bloccati in aeroporto dalla mattina di domenica.

ISRAELE: BASTA CRITICHE A MUBARAK Un invito pressante agli Stati Uniti e ai governi europei a sostenere «la stabilità» del regime egiziano e a mettere fine, almeno pubblicamente, alle dichiarazioni critiche nei confronti del presidente, Hosni Mubarak, è stato rivolto nelle ultime ore dai vertici politici d’Israele attraverso canali confidenziali. Lo sostiene oggi il giornale Haaretz, all’indomani di un contatto telefonico avuto dal presidente americano Barack Obama con il premier israeliano Benyamin Netanyahu, oltre che con altri leader internazionali. Secondo Haaretz, l’establishment israeliano resta convinto – sullo sfondo delle incognite legate alla rivolta popolare in atto al Cairo e in altre città – che «il mantenimento della stabilità del regime egiziano sia nell’interesse dell’Occidente e del Medio Oriente nel suo complesso». Per questo – suggerisce lo Stato ebraico – sarebbe il caso di «frenare le critiche pubbliche» verso Mubarak. Le indiscrezioni di Haaretz non sono state confermate, ma neppure smentite da un portavoce di Netanyahu, interpellato in proposito. Proprio ieri il premier israeliano aveva comunque sottolineato pubblicamente, dinanzi al consiglio dei ministri, il desiderio di una continuità nei rapporti con l’Egitto, a tutela degli accordi di pace firmati oltre 30 anni fa. Oggi il presidente della commissione esteri e difesa della Knesset (parlamento), Shaul Mofaz (Kadima, centro), ha ribadito in una intervista radiofonica i medesimi concetti, aggiungendo che Israele non ritiene sia il caso di compiere «ingerenze negli affari interni egiziani

fonte:leggo                    

EGITTO, FARNESINA: “VIAGGI INSICURI, NON PARTITE” VIDEOultima modifica: 2011-01-31T15:13:53+01:00da michelepositano
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