Morti e feriti in Egitto, carri armati e spari nelle strade. Coprifuoco in tutte le città. video

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Gli oppositori del presidente Hosni Mubarak lo avevano denominato il Venerdì della Rabbia e i fatti hanno confermato che non si trattava soltanto di uno slogan: in tutto l’Egitto la rabbia popolare è esplosa davvero, ancora più di quanto non fosse avvenuto nei giorni precedenti. E, come previsto e annunciato, è dilagata subito dopo le tradizionali preghiere del riposo settimanale islamico. Il presidente egiziano Mubarak ha ordinato all’esercito di garantire la sicurezza insieme alla polizia. E per la prima volta dall’inizio della rivolta i militari sono stati dispiegati nelle strade della capitale.

 

La rivolta in diretta. Dal Cairo il racconto dell’inviato del Sole, Alberto Negri

Egitto nel caos, manifestazioni in molti quartieri del Cairo. Video

Internet, cellulari e tlc in black out. Così il governo di Mubarak spegne la democrazia in rete

Dalle ultime notizie al Cairo ci sarebbero una decina di morti (una donna è stata uccisa nella piazza Tahrir) e più decine di feriti negli scontri. La centralissima piazza Tahrir della capitale è stata completamente chiusa. Un morto anche nella assediata Suez dove l’esercito ha schierato i carri armati. La folla non si è fermata, numerosi i manifestanti che hanno tentato l’assalto ai tank. I militari hanno aperto il fuoco. Decine di migliaia di persone sono sfilate per le strade non soltanto del Cairo ma anche di tutte le altre principali città: da Alessandria ad Assuan a Mansoura a Ismailia. Ad Alessandria i manifestanti anti governativi hanno incendiato l’edificio del governatorato durante violenti scontri con le forze di polizia. La sede del Partito Nazionale Democratico (Pnd) del presidente egiziano Hosni Mubarak al Cairo è stata data alle fiamme. In serata i carri armati dell’esercito e militari egiziani sono stati dispiegati anche nelle strade del Cairo.

Coprifuoco
La televisione di Stato egiziana ha annunciato il coprifuoco che è stato imposto a Il Cairo, Alessandria e a Suez fra le 18 e le 7 del mattino, ora egiziana,un’ora in più rispetto all’Italia.

Hillary Clinton
Gli Stati Uniti chiedono moderazione al governo egiziano di fronte alle grandi manifestazioni per le dimissioni del presidente Hosni Mubarak. «Il governo egiziano deve capire che la violenza non farà sparire il malessere nella società» ha detto il segretario di stato Hillary Clinton. Parlando alla stampa, Clinton ha chiesto al governo egiziano di «frenare le forze di sicurezza» e di togliere il blocco a Internet e telefoni.

Arrestato ElBaradei
Il leader dell’opposizione laica, il premio Nobel,
Mohamed ElBaradei, è stato posto agli arresti domiciliari al Cairo. Lo hanno riferito fonti della sicurezza egiziana mentre dilagano le proteste nella capitale. Il fermo di ElBaradei «vuol dire che il regime è alla massima tensione immaginabile» ha subito commentato l’ex presidente del consiglio Romano Prodi alla notizia che Mohamed El Baradei sarebbe stato fermato dalla polizia dopo il suo rientro in Egitto.

Ferito leader dei dissidenti
Secondo quanto riporta al Jazeera, nella capitale egiziana oltre alla forze dell’ordine sarebbero in azione anche delle “squadracce” filo-governative. Una di queste squadre avrebbe aggredito e seriamente ferito ieri Ayman Nour, uno dei principali dissidenti. Parlando ad al Jazeera il figlio di Nour ha detto che sua padre è stato aggredito e preso a bastonate in testa e ora è ricoverato in terapia intensiva in ospedale. Nour è già malato di diabete e ha problemi di cuore. Nour nel 2005 si era candidato alla presidenza sfidando Mubarak e successivamente ha passato più di due anni in prigione.

Il black out delle comunicazioni
L’accesso alla rete e le comunicazioni fra telefoni cellulari sono stati bloccati in tutto l’
Egitto. E’ questa una delle tante misure preventive attivate dal governo di Mubarak per arginare le proteste organizzate per il «venerdì della collera». Il governo egiziano ha chiesto a tutti gli operatori di telefonia mobile che operano nel paese di sospendere il servizio “in alcune aree” dell’Egitto ha riferito il gruppo internazionale Vodafone citato dal sito del quotidiano britannico “Guardian”. In un comunicato diffuso dall’operatore di comunicazioni mobili si legge che la legislazione egiziana dà alle autorità il potere di chiedere la sospensione del servizio e le compagnie telefoniche sono obbligate a rispettare la decisione.

Quello che si sta verificando in Egitto è il primo black-out globale di Internet e della telefonia cellulare mai registrato finora in un paese ed è stato possibile solo perché a livello governativo si è agito a livello di router. «È la prima volta che accade un blocco globale di questo tipo», ha detto Raoul Chiesa, membro dell’Agenzia europea per la sicurezza delle reti e dell’informazione (Enisa) e del comitato direttivo dell’ Associazione italiana per la sicurezza informatica (Clusit). Un altro esperto ha osservato che sono stati bloccati anche i siti delle università, di solito i più protetti e collegati alla rete ad alta velocità Eumedconnect 2 che connette l’Europa ai paesi che si affacciano sul Mediterraneo. Bloccare così rapidamente la possibilità di utilizzare Internet è possibile, secondo gli esperti, «solo se a livello governativo si agisce a livello di router», ossia del dispositivo di rete che si occupa di instradare i pacchetti informativi

Amnesty International
Amnesty International ha sollecitato il governo egiziano a tenere a freno le forze di sicurezza onde evitare ulteriori morti di manifestanti nel corso delle proteste che vanno avanti in tutto il paese, con migliaia di persone scese in piazza contro la povertà, la corruzione e la violenza della polizia.

Fitch minaccia il taglio del rating
L’agenzia di valutazione Fitch potrà abbassare il rating dell’Egitto, attualmente a BB+, se le attuali sommosse «freneranno la performance economica del paese». Ad affermarlo in un comunicato è l’agenzia di rating.

fonte:sole24ore                        

Morti e feriti in Egitto, carri armati e spari nelle strade. Coprifuoco in tutte le città. videoultima modifica: 2011-01-28T19:07:27+01:00da michelepositano
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