ANTORO IN PIAZZA PER I PM.MASI: “MISURA COLMA” VIDEO

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ROMA – «Vogliono chiudere Annozero? Lo chiudano e vediamo che succede… Stamattina non riuscivo a stare fermo al bar per la gente, anche di centrodestra, che ci difende, che non vuole rinunciare ad uno spazio come il nostro». Lo ha detto Michele Santoro nel corso della conferenza stampa convocata alla Fnsi. «Annozero è un cavolo di angolo che va dopo tutti i tg che dicono quello che vogliono. Dire anche altre cose è faziosità o democrazia? Questo per non parlare del fatto che chiudere annozero vorrebbe dire fare un favore alla concorrenza Mediaset». «Ci massacrano dalla mattina alla sera -ha aggiunto Santoro- Ed è un pericolo aizzarci la gente contro perchè noi non abbiamo le scorte. Berlusconi chiede rispetto ma lui non rispetta gli altri. Per questo staremo fermi davanti al tribunale nel giorno che il Pdl farà la sua manifestazione». «Come si fa -si è chiesto Santoro- a lavorare in questo paese in cui i politici non devono rispettare nessuna regola, nemmeno di buona educazione. E invece delle regole ci vogliono anche per loro. Non possiamo lavorare in base al borsino degli umori del presidente del consiglio». Secondo Santoro «non è vero che gli italiani seguono gli ultimi avvenimenti politici senza interesse. Non è vero che gli italiani non si indignano. Si indignano e vogliono conoscere». «Ieri sera -ha sottolinea il conduttore- ‘Annozerò ha registrato oltre sette milioni di telespettatori e questo in presenza di una partita di calcio di tutto interesse. Questa è la testimonianza di un grande interesse dell’opinione pubblica, che chiede informazioni». Santoro ha raccontato poi il retroscena che ha portato alla telefonata in diretta di Masi. «Ho passato un fine settimana – ha detto – subendo la reazione alla pubblicazione del mio numero di telefono sul quotidiano ‘Liberò. E naturalmente tutti hanno taciuto sul fatto che il mio numero di telefono non è stato dato da una escort, ma da un quotidiano. Lunedì mattina è arrivata in redazione una nuova circolare del direttore generale che diceva di far corrispondere il pubblico direttamente agli ospiti. Ognuno si portava i suoi. E il pubblico nella trasmissione passava alla responsabilità del direttore di rete». Santoro ha detto che la libertà di non poter scegliere il pubblico va contro le sue «prerogative autoriali». «Non potevo accettare questo – ha sottolineato il presentatore – e dopo tre-quattro giorni di lavoro mi sono impegnato a non far applaudire il pubblico nel corso del dibattito». Il conduttore di ‘Annozerò ha poi raccontato che fin da lunedì ha cercato di contattare il sottosegretario Bonaiuti per avere un ospite del Pdl per la trasmissione di ieri. «Bonaiuti non ci ha mai chiamato – ha detto ancora – e per questo ci siamo mossi noi invitando direttamente Cicchitto e lui aveva anche confermato la propria presenza. Ma alle ore 11 di giovedì mattina ci giunge la telefonata del vicedirettore generale Guido Paglia, che comunica che il Pdl si sentirebbe meglio rappresentato da Ghedini o dal ministro Alfano. Ovviamente obietto che Ghedini in trasmissione con l’onorevole Bindi potrebbe far sembrare il programma un dialogo tra un marziano e un abitante di Venere». A questo punto Santoro spiega che Paglia comunica la presenza del ministro della Giustizia Angelino Alfano in trasmissione, ma alle ore 16 di giovedì lo stesso guardasigilli comunica la sua impossibilità. «Noi dobbiamo rispettare tutte le norme – ha aggiunto Santoro – mentre i politici non hanno nessuna norma da seguire, nemmeno quelle della buona educazione». Infine, spiega che, giovedì sera, prima dell’inizio della registrazione della trasmissione, alle 20,15, telefona il sottosegretario Bonaiuti. «Ovviamente – ha spiegato Santoro – io dico alla segretaria di Bonaiuti che, visto che non mi ha risposto per una settimana, può benissimo aspettare e richiamarmi l’indomani». «Improvvisamente – ha aggiunto – si presenta agli studi della Dear, dove registriamo il programma, non so con quale passi perchè la redazione mi dice di non saperne nulla, l’onorevole Francesco Paolo Sisto. Erano circa le 20,55 e mi dice che era l’uomo che il Pdl aveva designato per partecipare alla trasmissione. Dietro di lui sessanta ragazzi del Pdl con una camicia tricolore. A questo punto sono stato costretto a dire all’onorevole Sisto che era venuto alla festa senza invito». Dopodichè arriva la telefonata del direttore generale Mauro Masi, durante l’anteprima del programma.

MASI: INDEGNI PROCESSI IN TV È «indegna l’attività istruttoria parallela che svolgono taluni sulla televisione del servizio Pubblico come se avessero ricevuto chissà quale delega dall’autorità giudiziaria»: lo ribadisce il direttore generale della Rai, Mauro Masi, dopo la telefonata di ieri in diretta ad Annozero, sottolineando di aver subito in passato nel corso della trasmissione «comportamenti maleducati e inaccettabili». Ma ora, afferma, «il limite è stato abbondantemente raggiunto e la misura è colma». «Voglio premettere sul piano personale – dice Masi – che per ben due volte e per puro spirito di correttezza aziendale e di rispetto per il mio ruolo ho ritenuto di poter subire nel corso della trasmissione Annozero comportamenti maleducati e inaccettabili; ora il limite è stato abbondantemente raggiunto e la misura è colma». «Sul piano più rilevante, quello aziendale – continua il dg – ribadisco che è indegna l’attività istruttoria parallela che svolgono taluni sulla televisione del Servizio Pubblico come se avessero ricevuto chissà quale delega dall’autorità giudiziaria che ancora una volta dovrà verificare l’attendibilità di un teste di accusa che anche ieri sera ha rivelato in diretta televisiva fatti e circostanze oggetto di un procedimento penale ancora in fase di indagine preliminare». Masi ricorda «peraltro che Santoro è presente nel palinsesto Rai non per una libera scelta editoriale ma in forza di due sentenze – come tutti ben sanno, molto ‘peculiarì – dei giudici del lavoro per cui è evidente che una dissociazione a tutela dell’azienda non può non avvenire nella forma pi— esplicita». «Resto poi convinto che la missione del Servizio Pubblico deve essere ed è tale solo se realmente pluralista e rispettosa di tutte le parti e di tutte le regole. Questa è una battaglia – ribadisce in conclusione – che porterò avanti fino in fondo prendendomi tutte le responsabilità del caso».

TRAVAGLIO: ATTACCHI MIRATI A PM E GIORNALISTI «Dai Girotondi ad oggi sono stati sotto attacco sempre gli stessi pm e gli stessi giornalisti». Lo ha detto Marco Travaglio nel corso di una conferenza stampa con Michele Santoro, chiedendosi perchè «ci si interroghi continuamente sulle indagini di Milano contro il premier e non su quei magistrati di Roma che hanno insabbiato l’inchiesta di Trani». Travaglio ha parlato «dell’incapacità e della cialtroneria di una manica di servi che si sputtanano in diretta tv» e criticato i mezzi di informazione che «parlano continuamente di scontro tra le parti per non far capire niente alla gente». Travaglio ha quindi letto una lettera di risposta al ‘Fatto quotidianò (che sollevava il tema della necessità di regole per i politici nelle trasmissioni tv dopo l’intervento del premier) del presidente della Commissione di Vigilanza, Sergio Zavoli. «Una lettera incomprensibile – ha detto Travaglio – che sembrava scritta da qualcun altro, perchè i libri di Zavoli sono chiarissimi». Nella lettera, Zavoli sostiene sostanzialmente di non poter rispondere, mentre in Commissione è in discussione l’atto di indirizzo sul pluralismo.

ROMANI: VIOLATE LE REGOLE Il Ministro dello Sviluppo Economico, Paolo Romani, ha inviato – in base al potere d’impulso attribuito alla legge ministero – al presidente dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, Corrado Calabrò, «una lettera di segnalazione delle violazioni che la Rai ha concretato nel corso della trasmissione del programma Annozero del 20 e del 27 gennaio in relazione ai generali obblighi derivanti dal contratto di servizio». Nella missiva, inviata per conoscenza anche al presidente della commissione di Vigilanza Rai, Sergio Zavoli, e al presidente della Rai, Paolo Garimberti, «si richiede all’Autorità di valutare la possibilità di attivare i poteri di verifica e istruttori di cui all’art. 48 del Testo Unico, nonchè ogni ulteriore iniziativa di rispettiva competenza». In particolare, scrive Romani nella lettera a Calabrò, nel corso delle puntate di Annozero del 20 e 27 gennaio si è «dato ampio rilievo ad affermazioni di carattere gratuito, denigratorio e gravemente lesive della dignità e del decoro di eminenti personalità politiche, che sarebbero state proferite da soggetti coinvolti nell’attività di indagine da parte della magistratura requirente». Dall’esame delle trasmissioni, sottolinea il ministro, l’Agcom potrà evincere «che le modalità di rappresentazione dei fatti e delle dichiarazioni riportate nel corso di dette trasmissioni non assumevano alcun rilievo ai fini di una leale ed imparziale prospettazione delle vicende, ma esulavano dal consueto canone della continenza (intesa come obbligo di astenersi dal rappresentare fatti e circostanze superflui e comunque inutilmente lesivi della sfera di terzi) e trasmodavano in palesi violazioni della libertà e dei diritti individuali dei soggetti evocati, con particolare riguardo alla dignità della persona»; le «modalità di rappresentazione e l’enfasi attribuita a dichiarazioni di soggetti privati non qualificati gravemente lesive della dignità e del decoro di soggetti titolari di rilevanti cariche pubbliche hanno palesemente travalicato i limiti della corretta informazione offerta dal concessionario pubblico radiotelevisivo»; «il richiamato canone di diligenza qualificato impone evidentemente al concessionario del servizio pubblico radiotelevisivo un ricorso ancora più accorto al richiamato canone di continenza, in specie quando le affermazioni testualmente riportate, di per sè prive di effettivo valore aggiunto ai fini di un’obiettiva ricostruzione dei fatti, risultino lesive della dignità e del decoro di alte cariche istituzionali»; «in definitiva, le modalità di rappresentazione dei richiamati fatti e delle affermazioni riportate, per le modalità concrete con cui sono state poste in essere, hanno determinato gravi violazioni dei canoni di lealtà ed imparzialità dell’informazione che devono necessariamente caratterizzare l’attività di pubblico servizio più ancora che l’attività di un qualunque altro operatore della comunicazione».

GARIMBERTI CON SANTORO Garimberti difende Santoro, l’Agcom sta dalla parte di Masi. E’ quanto emerge dalle reazioni di questa mattina alla telefonata del direttore generale della Rai, Mauro Masi, durante Annozero di ieri sera, che ha portato ad un battibecco in diretta tra Santoro e lo stesso dg. Se il presidente della Rai, però, ha difeso la libertà editoriale pur esercitata nel rispetto delle regole, i commissari di maggioranza dell’Agcom Martusciello, Mannoni, Savarese e Napoli sono intervenuti a gamba tesa chiedendo di sottoporre le ultime due puntate di Annozero alle valutazioni del Consiglio del prossimo 3 febbraio, per «possibili profili di violazione dei principi e della normativa» in materia di obiettività e imparzialità.

INTERVIENE L’AGCOM I commissari di maggioranza dell’Autorità per le Garanzie nelle Telecomunicazioni, Antonio Martusciello, Stefano Mannoni, Enzo Savarese, Roberto Napoli, hanno richiesto di sottoporre con urgenza alle valutazioni del Consiglio del 3 febbraio le puntate di ieri e del 20 gennaio 2011 della trasmissione ‘Annozerò. I commissari – si legge in una nota – «hanno rinvenuto nelle puntate possibili profili di violazione dei principi e della normativa in materia di »obiettività, completezza, lealtà, imparzialità dell’informazione, nonchè di presentazione veritiera dei fatti e degli avvenimenti, in modo tale da favorire la libera formazione delle opinioni«.

ALTRI COMMISSARI, APPELLO A CALABRO’ Intervengono anche i quattro commissari dell’opposizione dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, dopo la nota dei quattro della maggioranza. A quanto si apprende i quattro commissari dell’Agcom Michele Lauria, Nicola D’Angelo, Gianluigi Magri e Sebastiano Sortino hanno inviato una lettera al presidente Corrado Calabrò invitandolo a prendere tutte le opportune iniziative a tutela dell’indipendenza dell’Autorità.

BLITZ TELEFONICO Blitz telefonico di Mauro Masi prima della copertina di Annozero, dedicato al caso Ruby. Subito dopo l’anteprima di Michele Santoro, e dopo la pubblicità, Masi è intervenuto telefonicamente con parole durissime contro il conduttore e la trasmissione. «Non sono mai intervenuto – ha esordito Masi al telefono – nemmeno quando mi ha insultato in diretta, ma stavolta faccio un’eccezione». «Come lei sostiene, non come i telespettatori sanno. E’ lei a sostenere che l’ho insultata in diretta», ribatte inizialmente Santoro, visibilmente contrariato. «A tutela dell’azienda di cui sono direttore generale e che è anche la sua azienda, mi dissocio nella maniera più chiara dal tipo di trasmissione che lei sta impostando, ad avviso mio e dei nostri legali in base al codice di autoregolamentazione sulla rappresentazione dei processi in tv».
Santoro ha allora incalzato il dg chiedendogli se a suo avviso la trasmissione violasse le regole e dunque se volesse chiuderla. Masi allora ha risposto: «Le sto dicendo che ritiro me stesso e l’azienda dal tipo di trasmissione che sta facendo». «Se ritira se stesso – ha commentato Santoro – mi pare anche buono». «Ho sempre garantito che la trasmissione andasse in onda. Non sono io che debbo stabilire se le regole vengono violate o no, ma voi potreste violare le regole di servizio», afferma Masi con la voce quasi tremante dopo la dura reazione di Santoro, che ribatte infuriato: «Qualsiasi trasmissione potrebbe violare le regole. Abbiamo capito che tipo di direttore generale è lei. Buonanotte!».

RECORD DI ASCOLTI Nuovo record di stagione per Annozero. Il programma di Michele Santoro, con la telefonata in diretta del direttore generale Mauro Masi, è stato seguito ieri sera da 7 milioni e 87 mila spettatori, per uno share del 25,72%. La trasmissione ha vinto di nuovo il prime time. La punta di Santoro è partita con un ascolto di circa 5.200mila spettatori. Subito dopo la telefonata del direttore generale della Rai Mauro Masi gli spettatori sono saliti a 6.960mila. Intorno alle 21.44 la punta massima di ascolto con 8.190mila spettatori.

QUINTA PERFORMANCE DI SEMPRE La puntata di Annozero di ieri sera, con lo scontro in diretta con il dg Mauro Masi, dedicata al caso Ruby, è per il conduttore la quinta ‘best performancè della sua lunga carriera televisiva. È stata seconda, nella storia di Annozero, solo a quella del primo ottobre 2009, con Patrizia D’Addario in studio, intitolata No Giampy no party, che fu seguita da 7.338.021 con il 28,92% di share. La puntata di ieri, dal titolo Vincere, ha ottenuto il record stagionale con 7 milioni e 87 mila spettatori e il 25,72% di share, superando la puntata precedente, che si occupava sempre del caso Ruby, vista da 6 milioni 557 mila spettatori e uno share del 24.63%. Questa serie del programma (la quinta) è finora al livello della passata, in termini di audience con ascolti quasi sempre a cavallo dei 6 milioni di spettatori. Per il giornalista ascolti massimi nella sua storia con la puntata di Samarcanda (Raitre), del 28 maggio 1992, subito dopo la strage di Capaci. In quell’occasione, fu seguito da 7.721.000 telespettatori, con il 32,98 di share. Al secondo posto c’è la puntata di TempoReale mandata in onda sempre su Raitre il 13 aprile 1995. Ottenne il 31,85% di share e 8.197.000 telespettatori. Il titolo era: ‘Alla ricerca del leader: Silvio Berlusconi. Altro record venne segnato dal Rosso e il Nero (Raitre) con la puntata del 25 novembre del 1995 vista da 7.978.000 telespettatori con uno share del 29,07%. In studio c’erano quattro protagonisti del ballottaggio alle elezioni amministrative di Roma e Napoli, Francesco Rutelli e Gianfranco Fini; Antonio Bassolino e Alessandra Mussolini. «Si rischia meno a puntare sul rosso o sul nero?», era il titolo della puntata e il quesito girato agli ospiti.

LA COPERTINA «Celentano mi ha chiesto più volte: perchè dici sempre al pubblico di non applaudire? Io lo faccio, rispondevo, perchè altrimenti dovrei rassegnarmi al fatto che intorno a me non ci sia più un pubblico normale, ma le claque io non ne voglio», aveva detto Santoro durante la sua copertina, riferendosi proprio alla circolare del dg Mauro Masi a direttori di rete e testata sul pubblico equamente diviso. Il conduttore ha invitato il pubblico a ascoltare la puntata in silenzio, «come ad un concerto di musica classica», dando dimostrazione di «compostezza e civiltà». Santoro ha anche detto che «ogni giorno si rischia di perdere un pezzo di libertà» e che «i politici posso fare nelle trasmissioni quello che vogliono» e il pubblico «deve diventare fotocopia dei politici e dimostrare interesse e applaudire in ogni caso».
«Questo è un Paese dove il premier può permettersi di telefonare in diretta ad una trasmissione ed insultare il conduttore e può chiedere di chiudere una trasmissione non gradita», ha detto Santoro. «Esiste una carta Ue – ha proseguito Santoro – che prevede che non sono ammesse ingerenze nelle libera informazione».

SCONTRO MASI-SANTORO Alla fine si è consumato direttamente nello studio di Annozero lo scontro tra Michele Santoro e Mauro Masi che per mesi era andato avanti a colpi di interventi in tv, note, circolari e lettere di legali. Una battaglia iniziata ben prima dell’inizio della stagione televisiva, quando il conduttore era a un passo dal dire addio alla trasmissione, in cambio di un accordo per la produzione di docufiction e di una buonuscita, che i detrattori del giornalista non hanno tardato a definire scandalosa. Ne era nato un tira e molla, finito con la rinuncia di Santoro a firmare l’accordo. Poi il 23 settembre, dopo voci di ulteriori tentativi da parte del dg di trovare una soluzione alternativa nel palinsesto allo ‘spazio Santorò, il via alla trasmissione tra le scintille. Nell’anteprima, il conduttore si rivolse a Masi con una metafora, criticando le circolari sulla corrispondenza tra schede di programma e contenuti, diffuse poco prima dalla direzione generale e pronunciò il famoso ‘vaffa…nbicchierè«. La replica del dg non si fece attendere. In una nota subito la trasmissione Masi lanciò la sua sfida, parlando di »frasi inaccettabili, bugiarde e mistificanti« e assicurando che la questione sarebbe stata affrontata in cda. Tre settimane dopo, la decisione del dg di sospendere il giornalista. Il 13 ottobre in una lettera consegnata a Santoro Masi comunicò la scelta di comminare ‘dieci giorni di sospensione e di mancata retribuzione a partire dal 18 ottobrè. Una decisione che rischiava di bloccare per due settimane anche il programma. Nella puntata successiva, la contromossa del conduttore: il ricorso al collegio arbitrale per ottenere l’immediata sospensione della sanzione. Quindi l’appello al pubblico: »Raccogliete in ogni casa una dichiarazione per il presidente Rai – ha detto rivolgendosi agli spettatori -: ‘Sono un abbonato e non voglio essere punito al posto di Santorò«. Da quel giorno lo scontro sembrava in qualche modo finito sotto traccia, fino al botta e risposta in diretta nella puntata di oggi. 

SCONTRO SU ANNOZERO
A pochi giorni dalla telefonata in diretta di Berlusconi all’Infedele e dallo scontro tra il premier e Gad Lerner, stasera è il direttore generale della Rai, Mauro Masi, ad alzare la cornetta per chiamare Annozero. È ancora il caso Ruby il tema del programma di Michele Santoro, finito nuovamente nel mirino del capo del governo: è una «trasmissione vergognosa», dice Silvio Berlusconi conversando con alcuni invitati alla cena per il compleanno di Micaela Biancofiore. Il ministro dello Sviluppo economico Paolo Romani annuncia provvedimenti, mentre diversi esponenti del Pdl invocano la chiusura della trasmissione. Dalla parte di Santoro l’opposizione, che spinge per le dimissioni di Masi. Con il dg si schierano governo e Pdl. «Anche stasera Annozero ha superato ogni limite del decoro, della decenza e del rispetto della deontologia giornalistica», attacca il ministro dello Sviluppo economico Romani, annunciando che si attiverà «presso le sedi opportune per richiedere la più stretta osservanza delle regole cos gravemente violate». Il portavoce del partito, Daniele Capezzone, critica Santoro e parla di toni «da piazza Venezia», mentre altri esponenti del Pdl protestano per l’esclusione del deputato Francesco Paolo Sisto dagli ospiti e di sessanta simpatizzanti dal pubblico, chiedendo la sospensione del programma. Il Pd invoca invece le dimissioni del dg: «Con una telefonata, iniziata con toni da censura golpista e conclusa con un balbettio da operetta, Masi conferma che non può continuare a guidare la Rai», accusa il responsabile del forum comunicazioni, Paolo Gentiloni. Sulla stessa linea l’Idv: «È in gioco la democrazia del Paese», è la convinzione del portavoce Leoluca Orlando. Sul fronte Rai, il consigliere Nino Rizzo Nervo si augura che «presto Masi si dissoci da se stesso per avere ancora una volta dimostrato che non è in grado di guidare il servizio pubblico e, prendendo coscienza della sua imperizia, tolga il disturbo». Carlo Verna, segretario dell’Usigrai, parla di «delirio senza precedenti» del dg, chiede un «incontro urgente» all’azionista ministero dell’Economia e sollecita «risposte» dal cda

fonte:leggo                   

ANTORO IN PIAZZA PER I PM.MASI: “MISURA COLMA” VIDEOultima modifica: 2011-01-28T19:27:00+01:00da michelepositano
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