Rivolta in Egitto contro Mubarak. Tentato l’assalto al parlamento. Due morti, ucciso un poliziotto

egitto-proteste_AFP-methode_672.jpg

Giornata di durissimi scontri in Egitto contro il governo del presidente Hosni Mubarak. Alle manifestazioni di protesta nel “giorno della collera” convocato dal tam tam su internet hanno partecipato circa 8 mila persone e che gli scontri hanno provocato oltre 100 feriti. La polizia egiziana ha sparato lacrimogeni contro i manifestanti che lanciavano pietre nel centro del Cairo. Le forze dell’ordine hanno anche fatto uso di manganelli e idranti per disperdere la folla. Un agente di polizia è morto dopo essere stato travolto. Lo ha riferito il sito internet del partito Wafd spiegando che l’agente è caduto ed è rimasto calpestato nella ressa. Due manifestanti sono morti dopo essere stati colpiti da un proiettile di gomma durante scontri con le forze dell’ordine a Suez 

Manifestanti tentano l’assalto al parlamento
Il quotidiano egiziano Ahram ha parlato di una vera e propria «battaglia» avvenuta nella centrale piazza Tahrir del Cairo, con i dimostranti che lanciavano sassi contro gli agenti, che hanno risposto con gas lacrimogeni e idranti. I manifestanti hanno tentato di assalire il Parlamento, come riferito dai reporter presenti e dagli stessi attivisti.

Social network a singhiozzo
Le autorità egiziane avrebbero intimato ai provider che operano in Egitto di rendere impossibile l’accesso ai social network Twitter e Facebook, utilizzati da molti giovani manifestanti per organizzare le proteste in corso nel paese contro il presidente Hosni Mubarak, al potere da oltre 30 anni. Twitter è bloccato da ore, mentre i telefoni cellulari non funzionano in tutta l’area attorno alla capitale, Il Cairo, riporta la Bbc. Problemi di connessione si registrano anche per Facebook, a cui gli utenti egiziani riescono a connettersi solo a tratti.

L’esempio dalla Tunisia, altri due disoccupati si danno fuoco
Solo nella capitale egiziana almeno 15 mila persone hanno preso parte a quella che è stata ribattezzata «la giornata della collera»: un’imponente manifestazione nata dal tam tam su Facebook e organizzata da esponenti della società civile e dell’opposizione. Scandendo slogan contro il rais Mubarak, il corteo si è snodato per le strade del centro, sfilando davanti alla Corte Suprema con cartelli come «La Tunisia è la soluzione», chiaro riferimento alla recente
«rivoluzione dei gelsomini» che ha portato alla cacciata del presidente Ben Ali. E proprio in Tunisia la tensione resta altissima. Un giovane disoccupato si è ucciso a Gafsa dandosi fuoco. Un altro giovane, anch’egli disoccupato, ha tentato il suicidio con lo stesso sistema a Rgueb, nei pressi di Sidi Bouzid; ora si trova in ospedale e le sue condizioni sono giudicate gravi. 

Le richieste dei manifestanti
I dimostranti hanno cercato di rompere diversi blocchi della polizia, marciando verso la centrale piazza Tahrir per poi dirigersi nel lungo Nilo. Salario minimo, fine della legislazione di emergenza e limite a due soli mandati dell’incarico presidenziale: queste le richieste degli attivisti, i quali hanno domandato inoltre le dimissioni del ministro dell’Interno, Habib al-Adly, e la condanna delle violenze di cui accusano le forze di sicurezza. E proprio il titolare del dicastero dell’Interno, in un’intervista al quotidiano filogovernativo Ahram, stamane aveva bocciato la protesta, affermando che «non avrà alcun impatto». Al Adli aveva anche assicurato il pugno di ferro contro coloro che «esprimono le loro idee illegalmente». Per mantenere l’ordine, il ministero ha disposto uno spiegamento di forze di sicurezza senza precedenti, con 20 mila agenti mobilitati nel centro della città.

Clinton: «Governo egiziano stabile nonostante le proteste»
Il segretario di Stato americano, Hillary Clinton, ha rivolto oggi un appello «a tutte le parti» in Egitto affinchè si adoperino per mettere fine alle proteste e agli scontri in corso al Cairo.
Hillary Clinton ha detto che il governo egiziano è «stabile» nonostante le manifestazioni di piazza organizzate per chiedere le dimissioni del presidente, Hosni Mubarak.

Non partecipano i copti
Oltre al Cairo, i manifestanti sono scesi in piazza anche a Ismailia, Suez, Alessandria. Nel Sinai del nord, infine, i dimostranti hanno dato alle fiamme alcuni copertoni e bloccato una strada costiera che conduce a Rafah, al confine con Gaza, chiedendo il rilascio dei prigionieri politici. Alla protesta non hanno partecipato i copti che hanno invitato a pregare per la sicurezza dell’Egitto. I responsabili della minoranza cristiana hanno definito i cortei come «atti di vandalismo che puntano a minare la stabilità del Paese». Solo poche settimane fa la comunità dei cristiani copti è stata colpita da un
sanguinoso attentato alla Chiesa dei Santi (al-Qiddissine) di Alessandria che ha fatto 21 morti e 80 feriti.

fonte:sole24ore                             

Rivolta in Egitto contro Mubarak. Tentato l’assalto al parlamento. Due morti, ucciso un poliziottoultima modifica: 2011-01-26T08:12:24+01:00da michelepositano
Reposta per primo quest’articolo

Lascia un commento