AFGHANISTAN, UCCISO SOLDATO ITALIANO -FOTO

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KABUL – Due militari italiani sono rimasti vittime di uno scontro a fuoco nella zona di Bala murghab, in Afghanistan. Uno dei due soldati, un caporalmaggiore sardo, Luca Sanna, ferito alla testa da un proiettile, è morto poco dopo. «Uno dei due feriti – ha detto il ministro della Difesa Ignazio La Russa – è stato colpito alla spalla, mentre l’altro alla testa: il primo non è in pericolo di vita».

CHI E’ LA VITTIMA È il caporalmaggiore Luca Sanna, dell’VIII reggimento alpini, il militare ucciso oggi in Afghanistan. Sanna aveva 33 anni ed era originario di Oristano. Sposato, aveva già compiuto un’altra missione in Afghanistan ed era ritenuto un militare «esperto». Lo ha detto il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, parlando con i giornalisti nella sede del ministero.

ERA SPOSATO DA 4 MESI È un dolore straziante quello che sta vivendo Daniela Mura, la giovane moglie di Luca Sanna, l’alpino caduto oggi in Afghanistan vittima di un terrorista vestito con la divisa dell’esercito afghano. Di fronte alla porta della casa dei genitori di Luca, vi sono alcuni militari della Brigata Sassari, tornati da meno di un anno dalla missione Isaf, che tentano di regolare l’afflusso di parenti e compaesani venuti a portare la loro solidarietà. «Si erano sposati a met… settembre e erano andati a vivere in un piccolo paese friulano di montagna, Micottis, una piccola frazione di Lusevera (Udine) – racconta un amico di famiglia – dove si trovavano benissimo ed erano stati praticamente adottati. Daniela era tornata in paese perchè la missione doveva durare sei mesi e voleva stare vicina ai genitori di Luca e ai suoi. E ora questa tragedia che stronca una giovane vita e distrugge una famiglia appena formata». Lacrime rigano i volti dei militari che hanno parlato con la moglie e i genitori di Luca e non hanno saputo rispondere a quel «perche?» appena sussurrato, che in Sardegna dal 2000 è risuonato altre sette volte.

CONDIZIONI DEL FERITO STABILI Le condizioni del militare rimasto ferito oggi in Afghanistan «sono stabili»: il militare si trova ricoverato presso l’ospedale Role 2 di Camp Arena, ad Herat. I suoi famigliari sono stati informati. Lo rende noto lo Stato maggiore della Difesa. Sia il ferito che il militare ucciso – il primo caporal maggiore Luca Sanna – erano in forza al 8/o reggimento alpini di stanza a Cividale del Friuli e Venzone (Udine), reparto inquadrato nella brigata Julia.

UN TERRORISTA IN DIVISA «È stato ucciso da un terrorista in uniforme dell’esercito afgano» l’alpino Luca Sanna, colpito oggi a morte in un avamposto italiano nell’Ovest dell’Afghanistan. Lo ha detto nel corso di una conferenza stampa il ministro della Difesa, Ignazio La Russa. Secondo La Russa, sono due le ipotesi ancora al vaglio degli investigatori: o che il terrorista non fosse un militare ma indossasse l’uniforme, oppure – «meno probabile» – che fosse un infiltrato nell’esercito afgano, arruolatosi proprio per compiere azioni di questo tipo.

LO SCONTRO A FUOCO Lo scontro è avvenuto nell’avamposto italiano denominato ‘Highlander’, uno dei distaccamenti che costituiscono la cornice di sicurezza intorno al villaggio di Bala Murghab, nell’ovest dell’Afghanistan: la task force che presidia l’avamposto è composta da alpini dell’8/o Reggimento di stanza in Italia a Cividale del Friuli.

I TRENTASEI MORTI IN AFGHANISTAN Con il militare ucciso oggi a Bala Murghab salgono a 36 le vittime italiane dall’inizio della missione Isaf in Afghanistan, nel 2004. Di questi, la maggioranza è rimasta vittima di attentati e scontri a fuoco, altri invece sono morti in incidenti, alcuni anche per malore ed uno si è suicidato. Il 2010 l’anno più sanguinoso, con 13 vittime.

Ecco i nomi dei militari italiani morti dal 2004 ad oggi: Caporal maggiore GIOVANNI BRUNO – 3 ottobre 2004 Capitano di fregata BRUNO VIANINI – 3 febbraio 2005 Caporal maggiore capo MICHELE SANFILIPPO – 11 ottobre 2005 Tenente MANUEL FIORITO e maresciallo LUCA POLSINELLI – 5 maggio 2006 Tenente colonnello CARLO LIGUORI – 2 luglio 2006 Caporal maggiore GIUSEPPE ORLANDO – 20 settembre 2006 Caporal maggiori GIORGIO LANGELLA e VINCENZO CARDELLA – 26 settembre 2006 Agente Sismi LORENZO D’AURIA – 24 settembre 2007 Maresciallo capo DANIELE PALADINI – 24 novembre 2007 Maresciallo GIOVANNI PEZZULO – 13 febbraio 2008 Caporal maggiore ALESSANDRO CAROPPO – 21 settembre 2008 Maresciallo ARNALDO FORCUCCI – 15 gennaio 2009 Caporal maggiore ALESSANDRO DI LISIO – 14 luglio Tenente ANTONIO FORTUNATO, Sergente Maggiore ROBERTO VALENTE, Primo caporal maggiore MATTEO MUREDDU, Primo Caporal Maggiore GIANDOMENICO PISTONAMI, Primo Caporal Maggiore MASSIMILIANO RANDINO, Primo Caporal Maggiore DAVIDE RICCHIUTO – 17 settembre 2009 Caporal maggiore ROSARIO PONZIANO – 15 ottobre 2009 Agente Aise PIETRO ANTONIO COLAZZO – 26 febbraio 2010 Sergente MASSIMILIANO RAMADÙ e caporalmaggiore LUIGI PASCAZIO – 17 maggio 2010 Caporal maggiore scelto FRANCESCO SAVERIO POSITANO – 23 giugno 2010 Capitano MARCO CALLEGARO – 25 luglio 2010 Primo maresciallo MAURO GIGLI e caporal maggiore capo PIERDAVIDE DE CILLIS – 28 luglio 2010 Tenente ALESSANDRO ROMANI – 17 settembre 2010. Primo caporal maggiore GIANMARCO MANCA, Primo caporal maggiore FRANCESCO VANNOZZI, Primo caporal maggiore SEBASTIANO VILLE, Caporal maggiore MARCO PEDONE – 9 ottobre 2010 Caporal maggiore MATTEO MIOTTO – 31 dicembre 2010. Caporal maggiore LUCA SANNA – 18 gennaio 2011

FINI: NOI CON I MILITARI «In questo triste momento ritengo sia convinzione di tutti i deputati che il nostro impegno all’estero è per un lavoro che garantisca libertà e democrazia in un luogo dove imperversa il terrorismo»: lo ha detto nell’aula della Camera il presidente Gianfranco Fini dopo aver dato all’Assemblea in via ufficiale la notizia dell’uccisione di un soldato italiano in Afghanistan. Fini ha aggiunto di aver chiesto al ministro della Difesa di riferire al Parlamento «non appena sarà possibile» sul triste evento.

DI PIETRO: RITIRO «Alla luce delle prime indiscrezioni sullo scontro a fuoco avvenuto all’interno della base italiana, riteniamo indispensabile ribadire la nostra posizione sulla guerra in atto in Afghanistan. L’Italia dei Valori chiede il ritiro immediato del nostro contingente in quanto in quei territori è in atto una vera e propria guerra e la nostra non è più una missione di pace». Lo afferma il presidente dell’Italia dei Valori, Antonio Di Pietro. «I nostri militari – aggiunge – pagano un prezzo troppo alto per stare in un Paese martoriato da conflitti interni. Tra l’altro, la missione ha cambiato natura e pertanto viola l’articolo 11 della Costituzione. Ricordiamo che solo nel 2010 i costi per il mantenimento del nostro contingente sono stati di quasi un miliardo e i costi in vite umane sono ancora più alti». «Chiediamo a tutte le altre forze politiche realmente responsabili di sostenere la mozione dell’IdV in Parlamento per ridiscutere la nostra presenza in Afghanistan».

AFGHANISTAN, UCCISO SOLDATO ITALIANO -FOTOultima modifica: 2011-01-18T20:18:15+01:00da michelepositano
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