Tensione a Mirafiori alla vigilia del referendum Berlusconi: senza flessibilità, le imprese vanno via

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Riteniamo positivo lo sviluppo che sta prendendo la vicenda con la possibilità di un accordo tra le forze sindacali e l’azienda». Silvio Berlusconi commenta così la vicenda Fiat spiegando che «la direzione è quella di una maggiore flessibilità nel lavoro». Il premier spiega che in mancanza di un accordo «le imprese e gli imprenditori avrebbero buone motivazioni per spostarsi in altri paesi». Berlusconi si augura «una conclusione positiva» sul caso Fiat. Intanto resta tesa la situazione a Torino alla vigilia del referendum su Mirafiori.

Vendola contestato dalla Fismic
Forte tensione, urla, liti e slogan hanno accolto il leader di Sinistra Ecologia e Libertà, Nichi Vendola ai cancelli di Mirafiori a causa di una contestazione organizzata dai sindacalisti della Fismic. Dapprima alcuni aderenti a questo sindacato hanno urlato davanti a fotografi e telecamere, intimando a Vendola di andarsene, «perchè il comunismo è finito». Poi hanno mostrato fotocopie di un articolo de Il Giornale critico nei confronti del leader di Sel. Questa decina di attivisti è stata fronteggiata da altrettanti sostenitori di Vendola e tra i due schieramenti sono volati insulti, minacce e qualche sputo.

Scritte contro Marchionne a Mirafiori
«Fiat = sfruttatori e assassini rottamiamo Marchionne e i suoi scagnozzi»: questa la scritta su uno striscione firmato Collettivo Comunista Piemontese, con il simbolo di una stella e della falce e martello appeso alla Porta 2 di Mirafiori accanto a molti altri striscioni, manifesti e bandiere che oggi sono comparsi nel principale ingresso utilizzato dagli operai delle Carrozzerie.

Come si svolgerà il referendum
La commissione elettorale che dovrà gestire le operazioni di voto e scrutinio del referendum alla Fiat Mirafiori (composta da rappresentanti di tutte le sigle sindacali, Fim, Fiom, Uilm, Fismic, Ugl e Cobas) ha confermato che le votazioni sull’accordo siglato lo scorso 23 dicembre si terranno domani e dopodomani. In particolare, domani i lavoratori del terzo turno potranno votare dalle 22 per tre ore, mentre dalle 8.45 di venerdì voteranno i lavoratori del primo turno e dalle 15.45 quelli del secondo turno.

La Fiom accusa l’azienda
Dopo il botta e risposta tra Marchionne e il segretario della Cgil Susanna Camusso
, resta teso il clima in fabbrica tra l’azienza e la Fiom. La Fiat sta svolgendo delle assemblee aziendali con i lavoratori delle Carrozzerie di Mirafiori per spiegare i termini dell’accordo raggiunto con i sindacati eccetto la Fiom. E sono proprio i metalmeccanici della Fiom a criticare duramente questa scelta. «Le assemblee aziendali – commenta Giorgio Airaudo, responsabile Auto della Fiom – la dicono lunga su quanto sia libero il referendum della Fiat. È evidente che la rappresentanza dei lavoratori è stata subappaltata all’azienda, che sta dicendo ai lavoratori che l’accordo distribuito dalla Fiom, unico sindacato a farlo, non è l’ultima versione: ci chiediamo – sottolinea Airaudo – in quale luogo segreto è stata scritta l’ultima versione e se i firmatari sanno su cosa voteranno i lavoratori». L’azienda ha confermato le assemblee precisando tuttavia che si tratta di un’attività «che rientra nelle proprie prerogative».

I cartelli sui monumenti di Torino
«Io sto con Torino, Non me ne vado». Un cartello con questa scritta era appeso al collo del Duca Emanuele Filiberto in sella al Caval ‘d Brons, in piazza San Carlo, e del Conte Verde, davanti a Palazzo Civico a Torino. E lo stesso su altri monumenti della città. Un’iniziativa dei giovani dell’associazione Terra del Fuoco che arriva alla vigilia del referendum a Mirafiori.

I chiarimenti sull’alleanza con Chrysler alla Consob
Le vicende del referendum sullo stabilimento di Mirafiori si intrecciano con la questione delle alleanze internazionali. In primo luogo quella con l’americana Chrysler. Fiat ha diffuso una nota di chiarimento, su sollecitazione della Consob, sull’
operazione che ha fatto salire il Lingotto al 25% dell’azienda americana. Nel comunicato il Lingotto ribadisce i vari punti dell’accordo a partire dalla quota iniziale del 20% nel gruppo americano, che è salita al 25% lo scorso 10 gennaio con l’avvio della produzione negli Usa del motore Fire. In particolare si fa riferimento alle opzioni call (il diritto di acquistare un certo numeo di azioni a un prezzo prefissato) previste dagli accordi Chrysler-Fiat. Il Lingotto ha il diritto – condizionato al raggiungimento di tre diversi eventi (i Performance Event) – a ricevere, senza il pagamento di corrispettivo, un’ulteriore partecipazione sino al 15% in Chrysler Group LLC.

In particolare, il primo “Performance Event” si verifica nel momento in cui Chrysler ottiene le autorizzazioni regolamentari per un motore basato sulla famiglia Fire di Fiat da produrre negli Stati Uniti e si impegna ad iniziare questa produzione. Questo Performance Event si è verificato il 10 gennaio 2011 e quindi Fiat detiene attualmente il 25% di Chrysler Group LLC. Il secondo “Performance Event” si verificherà quando Chrysler avrà effettuato vendite complessive al di fuori dei Paesi Nafta per 1,5 miliardi di dollari e avrà sottoscritto accordi di distribuzione in Sud America di alcuni prodotti Chrysler.

Infine, Fiat avrà il diritto di ricevere una terza tranche pari al 5% di Chrysler, quando Chrysler avrà ricevuto le autorizzazioni regolamentari per una autovettura basata su una piattaforma Fiat con almeno 40 mpg (miglia per gallone) e si sarà impegnata a produrre detta vettura negli Stati Uniti. Oltre a questi diritti, per ogni Performance Event che non si sia verificato entro il gennaio 2013, Fiat può acquistare la relativa partecipazione del 5% per mezzo dell’esercizio di un primo diritto di call (la cosiddetta. “Alternative Call Option”).

Fiat ha poi un ulteriore diritto di call (la “Incremental Equity Call Option”) per acquistare sino ad un ulteriore 16% del capitale di Chrysler (fermo restando che Fiat non potrà possedere più del 49,9% del capitale di Chrysler prima che sia effettuato il rimborso integrale dei Finanziamenti concessi dal Dipartimento del Tesoro USA e dal Governo del Canada). Fiat può esercitare queste due opzioni call dal gennaio 2013 al giugno 2016. La Incremental Equity Call Option non può essere esercitata fino a quando la quota capitale dei due Finanziamenti non sia scesa al di sotto di circa 4 miliardi di dollari. Fiat può esercitare la Alternative Call Option o la Incremental Equity Call Option prima dell’1 gennaio 2013 se i Finanziamenti del Dipartimento del Tesoro Usa e del Governo del Canada sono stati rimborsati ed ogni altro impegno correlato adempiuto. Fino a quando detti Finanziamenti non sono stati rimborsati, Fiat non potrà acquisire quote del capitale di Chrysler che porterebbero il totale della partecipazione Fiat al di sopra del 49,9%. Il prezzo da corrispondere per l’esercizio di queste due opzioni é determinato sulla base di un multiplo dell’EBITDA (la media dei multipli di altre aziende automobilistiche, non eccedente il multiplo Fiat). Nel caso in cui al momento dell’esercizio di queste opzioni call Chrysler sia una società quotata, tale prezzo sarà basato sui valori di borsa.

fonte:sole24ore

            

Tensione a Mirafiori alla vigilia del referendum Berlusconi: senza flessibilità, le imprese vanno viaultima modifica: 2011-01-12T16:06:00+01:00da michelepositano
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