PADOVA, CALENDARIO SENZA 25 APRILE E 1° MAGGIO -FOTO

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Il 6 gennaio, assieme alla calza, i bambini di Solesino, un paese padovano, non avranno in dono il calendario della Befana pieno di disegni e filastrocche voluto dalla Provincia di Padova. La giunta comunale di centrosinistra ha deciso di rimandare il pacco regalo al mittente, a guida centrodestra, con un giudizio: «diseducativo». Anzi, ha rivolto un invito a tutti i comuni a fare altrettanto. All’amministrazione comunale non è andato giù il fatto che la casella del primo maggio non riporti la dizione «festa del lavoro» e che il 25 aprile ci sia solo «Pasquetta e San Marco» e neanche un accenno alla Festa della Liberazione. Ben segnata invece il 2 giugno la «Festa della Repubblica» e a guardare anche altri appuntamenti, come il 28 febbraio, il «Bati marso», una sorta di Capodanno veneto, il 25 marzo la «terza edizione della Festa del Popolo veneto» e ancora la ricorrenza della mamma o dei nonni. Il sindaco ha spiegato che la giunta non ha avuto intenzione di sollevare «alcuna questione politica» e che proprio oggi ha avuto modo di sentire l’assessore all’identità veneta della provincia Leandro Comacchio, promotore del calendario, «e ci siamo spiegati». «Mi ha detto – ha aggiunto Barin – che la festa del Popolo Veneto è prevista da una specifica legge regionale. Va bene, ma non mi sembra sia nelle tradizioni locali». Ma uno dei problemi è proprio questo: il calendario è stato pensato per far conoscere attraverso «la vecia signora» ai bimbi le antiche tradizioni del territorio e della cultura locale; ma alla giunta di Solesino il risultato è apparso «contradditorio». Su tutto, mancano all’appello quelle due ricorrenze «che contengono dei valori fondanti» che vanno al di là del locale. «Può andar bene – ha detto Barin – anche fare un calendario che si richiama all’identità veneta, come ha fatto la provincia; ma mi pare sia una contraddizione citare la festa della Repubblica e non ricordare le altre due feste. Abbiamo così deciso di non distribuirlo perchè lo consideriamo diseducativo. Non trattando queste due feste può far sembrare ai ragazzi che siano minori». I bimbi di Solesino così non vedranno l’immagine in copertina della Befana sorridente a cavallo di una scopa che porta un sacco pieno di doni, non leggeranno la sua ‘letterinà nè le ragioni dell’iniziativa scritte dalla presidente Barbara Degani e dall’assessore Comacchio. A muovere gli amministratori è stata la volontà di realizzare un calendario teso «a non far dimenticare le nostre origini più profonde» e a trasmettere ai bambini «le tradizioni antiche che ci caratterizzano da anni e anni». Una questione che non va mischiata con l’aspetto istituzionale perchè su questo fronte «il primo maggio lo festeggiamo» ha assicurato Degani. La questione, però, ha sollevato una bufera. Paolo Giacon, del Pd padovano, ha rilevato che «cancellare il 25 aprile e il primo maggio è un insulto verso tutti i martiri veneti caduti per la libertà e per la democrazia e un’offesa per tutti i veneti che lavorano» con una richiesta secca di scuse e stop alla distribuzione. L’assessore veneto leghista Maurizio Conte ha invece parlato, sul fronte opposto, di una «strumentalizzazione politica», di un attacco «offensivo, limitativo e miope». Ricordando lo scopo dell’iniziativa, Conte ha detto che all’interno di un calendario promosso dall’assessore all’ identità veneta «la Festa di San Marco ha di certo priorità sulla Festa della liberazione» e per il primo maggio per il Veneto «dovrebbe esserci un almanacco che riporta la festa del lavoratore tutti i santi giorni»

fonte:leggo     

PADOVA, CALENDARIO SENZA 25 APRILE E 1° MAGGIO -FOTOultima modifica: 2011-01-05T08:31:40+01:00da michelepositano
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