BATTISTI, LULA VERSO IL NO. PALAZZO CHIGI AVVERTE L’ASILO È INACCETTABILE

battisti.jpg

È alta tensione tra Roma e Brasilia. Il governo italiano attende l’ultima parola del ‘presidente-operaiò Lula sul destino di Cesare Battisti, avvertendo che un ‘nò all’estradizione sarebbe una decisione «inaccettabile». E a poche ore dall’atteso ‘verdettò Roma alza i toni e tenta l’ultimo pressing, dicendosi pronta a una battaglia con «qualsiasi misura» per far valere il trattato Italia-Brasile sull’estradizione ed assicurare alla giustizia italiana l’ex terrorista dei proletari armati per il comunismo (Pac) condannato all’ergastolo per 4 omicidi compiuti negli ‘anni di piombò. Un ‘pressing’ che nel corso della giornata si è fatto sempre più incalzante. Prima, stamattina, con una nota di Palazzo Chigi in cui si smentivano alcune dichiarazioni alla stampa del senatore brasiliano Eduardo Suplicy secondo le quali Berlusconi avrebbe fornito garanzie a Lula su una reazione senza tante polemiche al ventilato ‘nò all’estradizione. Poi con una nota della Farnesina, a metà giornata, in cui il ministro Frattini annunciava che Roma valuterà «tutte le misure necessarie per ottenere il rispetto del trattato bilaterale di estradizione, in conformità con il diritto brasiliano». Parole che si potrebbero tradurre non solo in un ulteriore ricorso ma anche in passi diplomatici. E ricordava l’impegno e i passi compiuti negli ultimi due anni per ottenere l’estradizione di Battisti. Impegno ribadito nel pomeriggio anche dal ministro della Giustizia, Angelino Alfano. Fino ad una nuova nota, in serata, di Palazzo Chigi in cui il governo parla di Battisti come un «pluriomicida» e pur riservandosi di «esprimere le proprie valutazioni» dopo la decisione di Lula, mette in guardia Brasilia sul fatto che un ‘nò all’estradizione dell’asilo sarebbe giudicato «incomprensibile e inaccettabile: Lula dovrebbe allora spiegare tale scelta non solo al Governo, ma a tutti gli italiani e in particolare alle famiglie delle vittime e a un uomo – stigmatizza Palazzo Chigi – ridotto su una sedia a rotelle». Parole accompagnate anche dalla precisazione, in giornata, che «mai in nessun incontro» fra Berlusconi e Lula, il premier italiano «ha mostrato sottovalutazione per la vicenda dell’estradizione», «richiamando invece costantemente la linea perseguita dall’Italia a ogni livello perch‚ Cesare Battisti venga riconsegnato alla giustizia italiana». Con «l’ultimo atto ufficiale di una lunga serie» che ha visto, la settimana scorsa, il Sottosegretario Gianni Letta convocare l’ambasciatore brasiliano, Jos‚ Viegas Filho«. E sul ‘casò si è sollevato un coro quasi unanime e bipartisan: in campo per l’estradizione dell’ex terrorista è sceso anche il Pd con una ‘lettera-appellò a Lula »uomo di sinistra, perchè pensiamo – scrivono Piero Fassino, Emanuele Fiano e Andrea Orlando a nome del Partito Democratico nella missiva consegnata all’ambasciatore Filho – che nessun principio garantista e nessuna salvaguardia dei diritti universali dell’uomo pu• giustificare l’eventuale non concessione dell’estradizione« a Battisti, »condannato in Italia all’ergastolo per quattro omicidi«. »Ci auguriamo che il Presidente Lula non diventi complice del pluriomicida Battisti concedendogli l’asilo«, ha invece rimarcato il Presidente dell’IdV, Antonio Di Pietro, mentre Clemente Mastella, segretario dei Popolari per il Sud, parla di »grande amarezza« riferendosi al possibile ‘nò dell’estradizione. Fuori dal coro, invece, Rifondazione Comunista e la Sinistra, ecologia e libertà. »Crediamo che l’Italia, il suo governo cos come tutte le sue forze politiche, debbano rispettare qualsiasi decisione il presidente Lula prender… sul caso Battisti«, afferma il segretario Prc Paolo Ferrero mentre Paolo Cento, della presidenza Sel, sostiene che la decisione di Lula »deve essere rispettata e non sono accettabili le pressioni che da più parti arrivano sulla vicenda«. Un eventuale ‘nò all’estradizione di Cesare Battisti »non sar… senza conseguenze«, aveva intanto annunciato stamattina, dalle colonne del Corsera, il ministro della difesa Ignazio La Russa dicendosi pronto ad »appoggiare iniziative di boicottaggio« e parlando di possibile »grande ferita nei rapporti bilaterali«.

LULA: “LEGGERÒ LE CARTE” «Leggerò le carte» relative al caso di Cesare Battisti «e dopo parlerò con voi»: lo ha detto il presidente uscente brasiliano Luiz Lula Inacio da Silva, durante una cerimonia pubblica a Brasilia. Alle domande dei cronisti, a margine di una cerimonia con i membri del Consiglio per la sicurezza brasiliana, Lula ha assicurato che sarà pronto a informare la stampa sul caso Battisti una volta letti i documenti relativi alla posizione giuridica dell’ex terrorista rosso, e dopo aver preso una decisione al riguardo.

AVVOCATURA BRASILE: “NO ALL’ESTRADIZIONE” L’avvocatura generale di stato brasiliana presenterà al presidente Luis Inacio Lula da Silva un parere contrario alla concessione a Cesare Battisti dell’estradizione in Italia. Lo hanno detto fonti del Governo brasiliano. Il parere è contenuto in un dossier di 70 pagine. Il presidente Lula ha sempre detto che rispetterà il parere dell’avvocatura. 
L’avvocatura spiega che, secondo l’articolo 3 del trattato bilaterale, per il no all’estradizione al presidente basta avere «ragioni per supporre che la persona reclamata (dall’altro Stato) sarà sottoposta ad atti di persecuzione e discriminazione per motivi di razza, religione, sesso, nazionalità, lingua, opinione politica, condizione sociale o personale. Oppure che la situazione possa essere aggravata da uno degli elementi summenzionati». Un’argomentazione che tuttavia non potrebbe non avere un serio impatto sulle relazioni bilaterali. Il giornale scrive che nella documentazione trasmessa a Lula, l’avvocatura ha aggiunto articolo di stampa italiani, che contengono anche dichiarazioni di esponenti del governo di Roma, sul trattamento che sarebbe riservato a Battisti in caso di estradizione. Se Lula seguirà il parere dell’avvocatura, la sua decisione sarà pubblicato domani mattina nella Gazzetta ufficiale del Brasile. Al tempo stesso, il ministero della Giustizia dovrà chiedere alla Corte suprema di liberare Battisti. Il presidente della Corte, Cezar Peluso, secondo ‘Estadaò ha già fatto capire che per decidere potrebbe aspettare la fine delle ferie di febbraio (che in Brasile equivale al nostro agosto). L’Italia, inoltre, potrà presentare un nuovo ricorso. La prima volta Roma ottenne ragione da parte della stessa Corte Suprema, e adesso, scrive ancora ‘Estadaò, potrebbe sostenere che è stato violato il trattato di estradizione tra i due paesi. Lo stesso Peluso, afferma ancora il giornale, ha già ventilato questa possibilità.

PALAZZO CHIGI: “ASILO POLITICO? INACCETTABILE” «Il Governo italiano si è attivato con determinazione e chiarezza durante l’ultimo anno e mezzo, con il consenso unanime di tutte le forze politiche, per ottenere l’estradizione in Italia di Cesare Battisti, il pluriomicida condannato in via definitiva attualmente detenuto in Brasile». È quanto si legge in un comunicato di palazzo Chigi. «Proprio nelle ultime ore il Governo -prosegue il comunicato- ha continuato a insistere nella richiesta di estradizione, peraltro accolta dal Supremo Tribunale Federale del Brasile e rimessa per l’attuazione al Presidente Lula, e si riserva di esprimere le proprie valutazioni dopo l’annuncio ufficiale della decisione. Tuttavia, in questo momento delicato alcune informazioni fanno ritenere che nella possibile motivazione della decisione del Presidente Lula vi possa essere il riferimento all’articolo 3 comma F del Trattato di estradizione, e quindi al presunto aggravamento della situazione personale di Battisti». «In questo caso, il Governo italiano fin d’ora intende dichiarare che considera incomprensibile e inaccettabile nel modo più assoluto siffatto riferimento e la relativa decisione. Il Presidente Lula -è la conclusione- dovrebbe allora spiegare tale scelta non solo al Governo, ma agli italiani tutti e in particolare alle famiglie delle vittime e a un uomo ridotto su una sedia a rotelle».  Il Governo italiano – si legge in una nota diffusa da Palazzo Chigi – si è attivato con determinazione e chiarezza durante l’ultimo anno e mezzo, con il consenso unanime di tutte le forze politiche, per ottenere l’estradizione in Italia di Cesare Battisti, il pluriomicida condannato in via definitiva attualmente detenuto in Brasile. Proprio nelle ultime ore il Governo ha continuato a insistere nella richiesta di estradizione, peraltro accolta dal Supremo Tribunale Federale del Brasile e rimessa per l’attuazione al Presidente Lula, e si riserva di esprimere le proprie valutazioni dopo l’annuncio ufficiale della decisione«. »Tuttavia, in questo momento delicato alcune informazioni fanno ritenere che nella possibile motivazione della decisione del Presidente Lula vi possa essere il riferimento all’articolo 3 comma F del Trattato di estradizione, e quindi al presunto aggravamento della situazione personale di Battisti. In questo caso, il Governo italiano fin d’ora – prosegue la nota – intende dichiarare che considera incomprensibile e inaccettabile nel modo più assoluto siffatto riferimento e la relativa decisione. Il Presidente Lula dovrebbe allora spiegare tale scelta non solo al Governo, ma agli italiani tutti e in particolare alle famiglie delle vittime e a un uomo ridotto su una sedia a rotelle«.

LA RUSSA: “PRONTO A NON TORNARE IN BRASILE” «Io sono vicinissimo ai familiari delle vittime e sono pronto ad appoggiare qualunque iniziativa loro decidano. Ho sentito parlare di una manifestazione di piazza: se la decidessero vi parteciperei; ho sentito parlare di appello a non visitare il Brasile: se prendessero questa decisione io non andrei mai più in Brasile». Lo ha detto al Tg2 il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, a proposito dell’eventualità che il presidente brasiliano Lula possa negare l’estradizione in Italia di Cesare Battisti. Secondo La Russa, da questa vicenda «ne esce male il Brasile, perchè Lula tra l’altro manca di coraggio a farlo poco prima di andar via. Lula va via ma il Brasile resta. Ma io confido ancora – aggiunge il ministro – che si possa cambiare questa decisione». Se così non fosse, ad avviso di La Russa si «rischierebbe di compromettere gli ottimi rapporti» esistenti tra Italia e Brasile. «Non lasceremo nulla di intentato – ha aggiunto – affinchè l’estradizione arrivi. C’è ancora la possibilità di ricorrere alla Suprema Corte, sperando che nel frattempo resti detenuto, non scappi di nuovo, perchè sarebbe incredibile che una persona che non ha scontato neanche un giorno di galera, che non ha avuto una parola di rimorso per i tanti omicidi che ha commesso, possa essere rimesso in libertà. È un assassino che deve essere assicurato alle carceri italiane: se questo non avvenisse – ha ribadito La Russa – credo che qualche conseguenza ci sarà».

ALFANO: “ABBIAMO FATTO DI TUTTO” «Il governo italiano e, per quel che lo riguarda, il ministero della Giustizia hanno fatto tutto quanto era nelle proprie possibilità, giuridiche e politiche, perchè il Brasile concedesse l’estradizione del pluriomicida Cesare Battisti, già condannato in via definitiva dalla giustizia italiana». Lo sottolinea, in una nota, il ministero della Giustizia.  Dal dicastero del Guardasigilli Angelino Alfano si fa notare che «l’estradizione era stata richiesta esclusivamente per i reati di omicidio per i quali Battisti era stato condannato all’ergastolo» e che «quando l’allora ministro della Giustizia brasiliano aveva concesso a Battisti lo status di rifugiato, il ministero della Giustizia italiano aveva prontamente impugnato il provvedimento davanti al Tribunale Supremo Federale brasiliano». La procedura era stata «seguita costantemente dal ministero, attraverso il Dipartimento per gli Affari di Giustizia, fino al momento in cui il Tribunale Federale aveva annullato, nel settembre dello scorso anno, il decreto che aveva concesso lo status di rifugiato». Inoltre, sempre su istanza del ministero della Giustizia italiano, quello stesso Tribunale – spiega la nota del dicastero di via Arenula – «aveva dichiarato che la propria sentenza non era suscettibile di disapplicazione da parte del presidente del Brasile, Lula, che avrebbe dovuto quindi rendere immediatamente esecutiva quella pronuncia, in osservanza del trattato internazionale, e disporre l’estradizione del pluriomicida». «Questi i passaggi che il governo e il ministero della Giustizia hanno fatto, muovendosi – conclude la nota – nel quadro delle leggi e dei trattati su cui si reggono le relazioni tra Paesi democratici, dove vige lo stato di diritto».

FRATTINI: PRONTI A MISURE NECESSARIE «Il Governo italiano si riserva, sulla base della decisione del Presidente brasiliano Lula, di considerare tutte le misure necessarie per ottenere il rispetto del trattato bilaterale di estradizione, in conformità con il diritto brasiliano». È quanto precisa il ministro degli esteri Franco Frattini in una nota della Farnesina in relazione al caso Battisti. Negli ultimi due anni il Ministro degli Esteri Frattini «ha direttamente e personalmente sollevato ad ogni possibile occasione di incontro con le autorità brasiliane il caso Battisti, rappresentando la forte aspettativa del governo italiano affinch‚ quest’ultimo possa essere estradato in Italia». È quanto sottolinea, in una nota, la Farnesina ricordando i «numerosi e costanti passi» che «sono stati svolti – su istruzioni del Ministro Frattini in raccordo con la Presidenza del Consiglio e la Presidenza della Repubblica – presso le più alte cariche istituzionali brasiliane anche dall’ambasciatore italiano a Brasilia». Anche «in ottemperanza anche alla sentenza del Tribunale Supremo brasiliano del novembre 2009, che ha negato l’esistenza dei presupposti per la concessione dello status di rifugiato a Cesare Battisti». Sulla vicenda concernente la richiesta di estradizione in Italia di Battisti – precisa infine la nota – il Ministro Frattini «non si esprimerà pubblicamente se non successivamente al previsto annuncio della decisione del Presidente Lula, circa la quale è peraltro prevista una presa di posizione ufficiale della Presidenza del Consiglio».

DI PIETRO: LULA NON SIA COMPLICE PLURIOMICIDA «Ci auguriamo che il Presidente Lula non diventi complice del pluriomicida Cesare Battisti concedendogli asilo politico». Lo afferma in una nota il Presidente dell’Italia dei Valori, Antonio Di Pietro. «L’unico posto adatto ad un assassino – aggiunge – è il carcere e, per questo, l’unica decisione giusta è che Lula conceda immediatamente l’estradizione di Battisti. Esprimiamo solidarietà e vicinanza ai familiari delle vittime che, oltre a dover sopportare il tremendo fardello di dolore, rischiano di vedere ancora una volta tradito il loro sacrosanto diritto di ottenere giustizia».

TORREGGIANI: ITALIANI IN PIAZZA
«Voglio indire una manifestazione di piazza a Roma per il diritto alla giustizia» e «chiedo agli italiani di scendere in piazza». Lo annuncia, in un’intervista alla Stampa, Alberto Torreggiani, figlio del gioielliere ucciso nel ’79 da un commando dei Pac di Cesare Battisti, dicendosi «arrabbiato» per «la presa in giro» della probabile concessione dell’asilo politico a Battisti da parte del presidente brasiliano Lula. «Non mi fermerò – aggiunge – chiedo giustizia in nome di tutti i cittadini onesti». «Non si deve creare il rischio che domani un qualunque delinquente possa chiedere asilo politico per non restare in prigione. E Cesare Battisti è un delinquente, non lo dico io ma lo stabilisce la sentenza del tribunale: non c’è una ragione politica che giustifichi gli omicidi

fonte:leggo   

BATTISTI, LULA VERSO IL NO. PALAZZO CHIGI AVVERTE L’ASILO È INACCETTABILEultima modifica: 2010-12-31T07:55:00+01:00da michelepositano
Reposta per primo quest’articolo

Lascia un commento