Milleproroghe: rinvio per le case fantasma. Liberalizzazione per le reti wi-fi, scontro sul 5 per mille

case-fantasma_672.jpg

ROMA – Due mesi in più per l’emersione delle case fantasma, che avranno tempo fino al 28 febbraio per presentarsi al Catasto senza incappare nelle sanzioni. Con il venir meno dell’obbligo di identificazione per l’accesso alle reti internet previsto dalla legge Pisanu scatta anche la liberalizzazione del wi-fi, anche se resta la necessità di ottenere una licenza del questore per gli internet-point. La novità sugli immobili è spuntata nel decreto legge milleproroghe approvato ieri dal Consiglio dei ministri, con un testo ancora in fase di “affinamento” e limature.

Di fatto, rimane una corsa contro il tempo, perché dal 1° gennaio l’agenzia del Territorio potrà comunque attribuire la rendita presunta a chi non si è presentato, e applicare le sanzioni.

Per gli alluvionati del Veneto, la sospensione dei versamenti si estende fino al 30 giugno, ma è ultra-selettiva: lo stop riguarda solo i pagamenti già sospesi fino al 20 dicembre con il decreto del 2 dicembre scorso, mentre tutte le scadenze successive per fisco e previdenza vanno onorate senza sconti sul calendario. Niente proroga, invece, per l’Abruzzo, che dal 1° gennaio dovrà avviare la restituzione dei versamenti che erano stati sospesi per 14 mesi dopo il terremoto del 6 aprile 2009: «Una coltellata a una popolazione in ginocchio», ha commentato il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, a Radio 24, annunciando per oggi un’assemblea pubblica con i vertici amministrativi e le associazioni di categoria.

Via libera anche al rifinanziamento del 5 per mille.Viste le difficoltà del bilancio, però, i 300 milioni in più non sono risorse nuove: 100 milioni sono quelli già previsti per il sostegno ai malati di Sla dalla legge di stabilità, 50 arrivano dall’azzeramento del fondo appena istituito per i piani di rientro dei comuni dissestati, altri 50 derivano da brevetti (37 milioni), sanzioni antitrust (9 milioni), internazionalizzazione delle imprese (4,8) e fondi per i consumatori (4,2). Gli ultimi 95 milioni, salvo ripensamenti, arrivano dal mondo dell’editoria e dell’emittenza radiotelevisiva locale. Il provvedimento approvato ieri, infatti, dimezza il Fondo di 100 milioni «per interventi di sostegno all’editoria» stanziato dalla legge di stabilità 2011, pubblicata appena l’altroieri sulla Gazzetta ufficiale (comma 58 dell’articolo 1). Il presidente della Fieg, Carlo Malinconico, parla di «totale disinteresse per chi amministra aziende in gravi situazioni finanziarie. Il governo, almeno, adotti criteri più stringenti e selettivi per l’ammissione ai contributi diretti, in modo che vadano solo ad aziende vere». Per la Fnsi «la stampa libera e le radio locali rappresentano un bene pubblico, da sostenere come interesse strategico nazionale». Le emittenti radiotelevisive locali, a loro volta, si sono visti ridurre di 45 milioni i fondi per il 2011, sempre previsti dalla legge si stabilità, anche in questo caso per contribuire al ripristino del 5 per mille. Secondo le tv locali della Frt «potrebbe essere il colpo decisivo assestato dal Governo all’emittenza locale, già messa a dura prova da altri provvedimenti, come la sottrazione di nove frequenze da destinare alla telefonia mobile».

Il decreto approvato ieri riserva brutte sorprese anche ai sindaci. Nel pacchetto enti locali entrano, infatti, solo la proroga di un anno per l’avvio delle gare nella riscossione dei tributi, il prolungamento fino alla fine del 2011 nella vita delle Autorità d’ambito per acqua e rifiuti e il rinvio di due mesi per avviare le gare nel trasporto pubblico locale (gli affidamenti che non rispettano i principi base della riforma possono proseguire fino al 30 giugno). Nel testo finale non trova spazio il comma che rendeva progressivo l’abbassamento del tetto all’indebitamento (dal 2011 niente mutui per chi dedica agli interessi più dell’8% delle entrate da tributi, tariffe e trasferimenti) e, soprattutto, quello che permetteva di continuare a utilizzare il 75% degli oneri di urbanizzazione per finanziare la spesa corrente. Quest’ultima partita, figlia di una deroga storica al principio che imporrebbe di coprire spese stabili con entrate ordinarie, vale due miliardi ed è considerata vitale dai sindaci: già nel 2010 una buona metà dei preventivi ha quadrato grazie al sostegno dei permessi di costruire, e nel 2011 i tagli ai trasferimenti rendono ancor più delicata la situazione.

Per gli appalti viene rideterminato in 30 giorni il termine per presentare il ricorso incidentale nel processo amministrativo. Prorogata fino al 2014, la possibilità per i precari della scuola di essere inseriti a pettine anziché a coda in un’altra provincia rispetto a quella di appartenenza. Riniviate per un altro anno le norme del governo Prodi che introducono il voto conseguito alla maturità e il curriculum scolastico tra i punteggi per entrare nelle università a numero chiuso. Saranno efficaci anche per l’anno d’imposta 2011 le leggi regionali emanate in materia di tassa automobilistica e di Irap. Proroga resasi necessaria al fine di assicurare continuità di gettito fino all’entrata in vigore dei decreti attuativi del federalismo fiscale.

Non trovano al momento posto gli sgravi fiscali per i benzinai e la proroga degli sfratti, mentre il piano straordinario di Pompei e il sovrapprezzo di un euro sui biglietti del cinema per finanziare i bonus fiscali al settore sono stati stralciati dal testo licenziatio da Palazzo Chigi. Restano gli aiuti alle imprese cinematografiche ma solo per i primi sei mesi del 2011.

fonte:sole24ore             

Milleproroghe: rinvio per le case fantasma. Liberalizzazione per le reti wi-fi, scontro sul 5 per milleultima modifica: 2010-12-24T08:59:58+01:00da michelepositano
Reposta per primo quest’articolo

Un pensiero su “Milleproroghe: rinvio per le case fantasma. Liberalizzazione per le reti wi-fi, scontro sul 5 per mille

Lascia un commento