WIKILEAKS,ASSANGE IN CELLA-video

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La caccia alla Primula Rossa è finita. Julian Assange si è consegnato oggi a Scotland Yard e resta in carcere. Il giudice Howard Riddle del tribunale nel borgo di Westminster a Londra ha giudicato l’hacker australiano a rischio di fuga e gli ha negato la libertà su cauzione dopo che stamattina il fondatore di Wikileaks si era presentato volontariamente agli agenti di un commissariato nel centro della capitale britannica.

Secondo il Dipartimento di Stato americano, «allo stadio attuale» l’arresto del fondatore di Wikileaks, Julian Assange, riguarda solo il Regno Unito e la Svezia. Lo ha detto il portavoce del ministero degli Esteri Usa, Philip Crowley, precisando che «la nostra inchiesta prosegue. Quanto all’arresto (di Assange), si tratta a questo stadio di un affare tra il Regno Unito e la Svezia». Assange, ha aggiunto Crowley, è stato posto in stato di detenzione «sulla base di un mandato di estradizione proveniente dalla Svezia. Nello stesso tempo Crowley ha sottolineato che »la fornitura di 250mila documenti segreti all’esterno dello Stato da parte di qualcuno che lavora per lo Stato« resta un »crimine« per la legge americana. »Noi – ha detto – abbiamo specificamente chiesto ad Assange di riconsegnare gli elementi rubati agli Stati Uniti, ma lui si è rifiutato di farlo«. Il portavoce del Dipartimento di Stati americano ha ribadito che a giudizio degli Usa è »irresponsabile« la pubblicazione da parte di Wikileaks della lista di centinaia di siti sensibili al di fuori degli Stati Uniti. »È come aver fornito ad Al Qaida una lista di possibili bersagli« ha concluso.

«Assange è innocente, quello nei suoi confronti è un processo politico», ha detto l’avvocato Mark Stephens, in aula con cravatta a teschi e tibie da ‘pirata di Internet’, mentre il capo di Wikileaks veniva tradotto in carcere tra ali di folla che gli gridavano ‘Julian We Love You‘. Calmo, in abito blu e camicia bianca, Assange aveva respinto nell’aula 1 di Westminster le accuse per cui la Svezia vuole metterlo sotto processo (due reati di molestie sessuali, uno di stupro, uno di coercizione illegale). Stephens, pronto a offrire 180 mila sterline raccolte con l’aiuto del regista Ken Loach, la attivista per i diritti umani Jemima Kahn (ex fidanzata di Hugh Grant) e il giornalista australiano John Pilger, ha annunciato che tornerà alla carica forse anche prima della prossima udienza che il giudice Riddle ha fissato per il 14 dicembre. Nel frattempo, Assange è stato messo sotto chiave nella prigione di Wandsworth. Con i bonifici bloccati per il nuovo boicottaggio di Visa e Mastercard, Wikileaks non ha battuto ciglio per la «bizzarra» decisione del tribunale: «La pubblicazione dei documenti prosegue come nei piani», ha detto il portavoce Kristinn Hrafnsson lasciando capire che l’arresto del fondatore non scatenerà sul web il «Giorno del Giudizio»: l’apertura della «cassaforte», il «file di assicurazione» con i restanti documenti segreti – criptato con una password di 256 caratteri – scaricato online da centinaia di migliaia di persone. L’avvocato Stephens non vuole che il capo di Wikileaks vada in Svezia per chiarire le accuse nei suoi confronti perchè teme pressioni politiche e «forze oscure». Stephens, parlando con Channel 4, ha detto che Assange potrebbe essere a rischio di venire estradato negli Usa senza il necessario procedimento legale: «La Svezia – ha detto – è uno di quegli stati servili che hanno autorizzato le rendition e i voli della Cia nel loro paese. Ricordiamocelo. Pensiamo che la Svezia sia uno stato progressista ma su su questo argomento sono molto illiberali».

Era da 31 giorni, quando era stato visto a Ginevra, che Assange era alla macchia. Si è saputo oggi che, mentre mezzo mondo gli dava la caccia, la Primula Rossa di Wikileaks aveva fatto la spola tra il centralissimo Frontline Club, il club dei giornalisti di Paddington finanziato da George Soros, e l’appartamento di una donna. Assange si è consegnato stamattina dagli agenti dell’unità estradizioni di Scotland Yard dopo 12 ore di negoziati tra i suoi avvocati e la polizia. Il capo di Wikileaks era quindi arrivato nel tribunale vicino al Palazzo del Parlamento usando un’ingresso posteriore per evitare la calca di giornalisti pronti a raccogliere sui loro taccuini i dettagli delle accuse nei confronti del bel Julian, la cui crociata in nome del trionfo della verità sulla segretezza (ribadita oggi in un editoriale sull’Australian con una citazione ‘vintagè del giovane Rupert Murdoch) rischia di naufragare sugli scogli di due rapporti sessuali non protetti nell’agosto del 2010. Protagoniste, due ragazze svedesi conosciute in quei giorni: da consenzienti, avrebbero chiesto a Assange di fermarsi. Adesso lo vogliono in carcere. «Ma non è un complotto, nulla a che vedere con le rivelazioni del sito», ha assicurato da Gotenborg il procuratore svedese Marianne Ny.

Se in Svezia si punta sul sesso per fermare il guru delle wiki-rivelazioni, negli Usa c’è invece chi preme per far sbattere dentro per spionaggio il capo di Wikileaks (così sul Wall Street Journal la senatrice democratica Dianne Feinstein). «Quel che ha fatto Wikileaks è un crimine per gli Stati Uniti», ha insistito il portavoce del Dipartimento di Stato P. J. Crowley dopo che il capo del Pentagono Robert Gates aveva dato da stamattina il benvenuto all’arresto: «La caccia all’uomo è finita». Ma non è certamente finita la saga di Assange: Time si preparerebbe a fare della Primula Rossa anti-segreti la sua ‘Persona dell’Annò 2010 secondo indiscrezioni raccolte da Drudgereport. L’investitura, in uno degli ultimi numero di dicembre, potrebbe coincidere con la nuova apparizione di Assange in corte.

IN ARRIVO ALTRI FILE SULL’ITALIA Altri 2.700 file sull’Italia potrebbero essere pubblicati da Wikileaks. Ad annunciarlo è il ministro degli Esteri Franco Frattini, consapevole del fatto che l’arresto di Julian Assange non fermerà il flusso di ‘cablè dal suo sito. Per questo il titolare della Farnesina dopo aver commentato con soddisfazione la notizia del fermo -«era ora!», ha detto – chiede che le indagini sull’hacker australiano non si fermino alle accuse di stupro. La «rivelazioni di segreti talvolta rilevanti per la sicurezza nazionale come la pubblicazioni di siti sensibili – ha spiegato il titolare della Farnesina – Š una mappatura fornita gratis ai terroristi, quindi mi auguro che Assange sia processato anche per altri reati». Le indagini, in sostanza, per Frattini, «devono andare avanti, perchè c’è in gioco la violazione di documenti classificati». L’arresto del padre di Wikileaks dimostra, secondo il ministro degli esteri, che «l’accerchiamento internazionale per fortuna ha avuto successo». Ora però, bisogna fare un ulteriore passo. «Assange – ha sottolineato Frattini – ha fatto del male alle relazioni diplomatiche internazionali e mi auguro che sia interrogato e processato come le leggi stabiliscono». Ma non solo: secondo il ministro i Paesi i cui segreti sono stati rivelati «debbono reagire, perch‚ se la violazioni di documenti classificati avesse riguardato un documento italiano sarebbe scattata una procedura». E sarebbe proprio quello che stanno tentando di fare gli Usa. Le autorità americane, ha spiegato Frattini, stanno pensando a come procedere in questo senso nei confronti di Assange. Per quanto riguarda i file italiani, Frattini non sembra preoccupato: «Oggi un collaboratore di Julian Assange ha detto con chiarezza che ci sono 2.700 file sull’Italia dal 2000 al 2010 che potrebbero essere pubblicati su Wikileaks – ha spiegato – stiamo a guardare e io continuer• a non commentarli anche se qualcuno parla bene di me».

SU TWITTER NASCE LA “LEAK-MANIA”
«Diteci quelle notizie che il mondo deve assolutamente sapere»: è l’invito degli inventori di #makealeak (fai una fuga di notizie, ndr), una pagina Twitter che raccoglie, tra ironia e vera e propria delazione, le «rivelazioni» degli utenti del web. «Maria di Mexico City ci tiene a far sapere che la cugina è una ‘di facili costumì», si legge in un twit – filtrato dai gestori del ‘serviziò. «XXX (nome cancellato, ndr) di Lione guadagna 61.000 euro all’anno, bravo!», su un altro. «Divertente! Fatemi pensare cosa posso mandare come leak», scrive Michelle. «Tua zia Gina per Natale si aspetta una coperta, non deluderla», firmato «zia Gina». E ancora: «Florida: Phil ha il colesterolo ancora a 230. Lo devi abbassare». Chi gestisce il servizio confessa di ricevere tanti fax che «la macchina si è rotta».

CORTE DELL’AJA: I FILE NON HANNO VALORE LEGALE
I documenti pubblicati da Wikileaks in questi giorni «non sono utilizzabili» dalla Corte penale internazionale dell’Aja, nemmeno se contengono indizi che documentano eventuali crimini di guerra. Lo ha detto Luis Moreno-Ocampo, procuratore generale della Corte, durante una conferenza stampa alle Nazioni Unite. Rispondendo ad una domanda sui cablogrammi divenuti pubblici, in particolare quelli sulle operazioni militari in Afghanistan che potrebbero costituire prove di crimini di guerra, Ocampo ha detto: «Penso che nessun giudice li userebbe in una corte» perchè «si tratta di documenti che non hanno validità legale». Mentre il procuratore generale della Corte Penale Internazionale Moreno-Ocampo non ha esitato a rispondere che i file di Wikileaks non sarebbero utilizzabili alla Corte dell’Aja, il presidente della Corte, il magistrato di origine sudcoreana Song Sang-Hyun, conversando con i giornalisti ha evitato di esprimersi al riguardo. «Visto il mio ruolo nel tribunale – ha detto – non è possibile esprimermi sulla questione».

fonte:leggo

WIKILEAKS,ASSANGE IN CELLA-videoultima modifica: 2010-12-08T08:51:12+01:00da michelepositano
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