Auguri Diego, ribelle come Napoli-I 50 anni di Diego Armando Maradona

AUGURI DIEGO COME TE NESSUNO MAI

 

 

 

 

 

Il 30 Ottobre 1960 è nato l’uomo che ha cambiato la Storia del calcio mondiale, il giocatore più forte di tutti i tempi, il campione che ha elevato Napoli nella leggenda immortale.

Oggi il fuoriclasse che ha segnato un’epoca indimenticabile festeggia le nozze d’oro con la vita. 

calcionapoli.positanonews.it  sposando il sentimento dello sconfinato popolo azzurro, augura a Diego Armando Maradona un felice compleanno ed un meraviglioso cammino che possa avere un orizzonte dipinto di gloria e serenità.

Cinquant’anni intensi e straordinari, come l’amore che Napoli avrà sempre per il suo Eterno Artista del pallone.

Ferlaino Lo ha portato a Napoli nel 1984. Da allora il rapporto con il più grande calciatore di tutti i tempi è stato intenso, in parte controverso, di certo mai banale. Corrado Ferlaino, il presidente di Maradona a Napoli, rivolge gli auguri per i 50 anni di «Diego, una persona alla quale ho voluto e voglio ancora molto bene».

Ingegnere, quale augurio gli rivolgerà, in particolare?

«Di essere sempre e comunque protagonista nel calcio, come è sempre stato. Gli auguro di vederlo ancora in una grossa manifestazione calcistica».

Lo chiamerà sabato per i suoi primi 50 anni?

«Gli farò gli auguri, direttamente o tramite Bagni, questo è certo. Non lo sento da tempo, ma non sono il solo».

Ci descrive il suo rapporto con Maradona?

«Maradona era ed è fondamentalmente un ribelle, io invece rappresentavo l’ordine, la disciplina, in quanto presidente di club. Due aspetti che non vanno sempre d’accordo».

Anche per questo non l’ha lasciato andare al Marsiglia?

«Non l’ho ceduto nell’interesse del Napoli, che poi infatti ha vinto il secondo scudetto. Non sono stato il suo “carceriere”, come lui mi definì: ho sempre amato il calcio e questo sport è fatto di regole. Non sono mai stato un puritano, ma da dirigente mi interessava che i calciatori rendessero al massimo: in questo senso un atleta che tira tardi o che beve non rende. E poi se Maradona fosse andato via i tifosi se la sarebbero presa con me».

Che rapporto ha avuto con Diego?

«Buono, gli ho voluto e gli voglio ancora molto bene. Abbiamo avuto degli strappi, ad un certo punto il nostro rapporto si ruppe, poi però abbiamo fatto pace. La verità è che Diego è un bravissimo ragazzo, non è capace di grossi risentimenti. E anzi, tra i giocatori che ho avuto Maradona è uno di qulli che ha mostrato meno interesse per le questioni economiche. Diego amava il calcio per il calcio, non per altri motivi. Lo sanno tutti che nei primi anni andava persino a giocare a pallone al Parco della Rimembranza, rischiando anche di farsi male».

Eppure la sua immagine nel mondo non è così positiva…

«Perché ha avuto i problemi che sappiamo, ma anche perché Maradona vinceva con il Napoli e questo attirava su di sé e su di noi le invidie di tutti. Anche la questione dei suoi debiti fiscali ne è un esempio».

In che senso?

«È giusto che le tasse si paghino, innanzitutto. Però anche Careca ed Alemao ebbero la cartella esattoriale, fecero reclamo e vinsero. Quel ricorso Maradona non l’ha mai fatto, forse non ha mai saputo dell’esistenza di quella possibilità. E allora accade che appena mette piede in Italia gli sequestrano gli orecchini o gli orologi. Ci sono tante persone che non pagano le tasse…».

Se pensa a Maradona, quale è il suo ricordo più vivo?

«Ce ne sono tanti, legati ai trionfi. A me viene però in mente il ritiro a Vietri sul Mare (il cosiddetto ritiro della pace, ndr) al suo primo anno. Le cose andavano male, lui non accettò il ritiro lungo sin dal martedì. Lo convincemmo dicendogli: ”Se non vieni non giochi”. Iniziammo una splendida rimonta sino all’ottavo posto finale, per me fu una grande vittoria della società».

Maradona invece cosa ha rappresentato per Napoli?

«Un napoletano. Diego è un partenopeo perché è un ribelle come noi. Da sempre, e soprattutto in questo periodo storico, il mondo ci comanda e i napoletani si sono sempre ribellati ad una realtà che non ci va bene. Lui è stato l’alfiere dei partenopei».

 

Pensando a Maradona ha qualche rimpianto?

«No, le cose evidentemente dovevano andare così. Penso invece che Napoli, nel periodo degli scudetti, avendo cinque ministri e due segretari di partito, avrebbe potuto rilanciarsi a livello mondiale, anche attraverso il calcio. È stato un appuntamento che non abbiamo sfruttato».

In conclusione a Diego che messaggio spedisce?

«Spero che torni protagonista: non so se da allenatore, che è un ruolo che poco gli si addice, ma se diventa meno ribelle può diventare anche un grandissimo tecnico. Auguri, Diego».

 

 «Nessuno meglio di lui ha incarnato lo spirito e le contraddizioni di Napoli». Questa la motivazione che ha spinto il consigliere del Pdl al Comune di Napoli Raffaele Ambrosino ad avanzare, al sindaco Iervolino, la proposta di concedere la cittadinanza onoraria a Diego Armando Maradona, per il suo 50esimo compleanno

La città e i suoi tifosi lo hanno amato anche nei periodi più bui della sua carriera – ha detto Ambrosino – e il nome dell’ex fuoriclasse argentino è indissolubilmente legato a Napoli, sin da quando, il 5 luglio del 1984, ci mise piede». Le vicissitudini giudiziarie che segnarono il declino di Maradona-calciatore, dopo anni di successi – secondo il consigliere comunale – «non pregiudicarono il rapporto d’amore che si era instaurato tra il campione argentino e la città del Vesuvio. Anche quando, nella primavera 1991, fu costretto ad abbandonare il quadrato di gioco, dopo un controllo antidoping positivo, che gli costò un anno e mezzo di squalifica e il mancato rinnovo del contratto con la squadra azzurra».

«A distanza di quasi vent’anni da quell’addio forzato, concedere a Maradona la cittadinanza onoraria non vuole essere né una provocazione nei confronti dello Stato, tanto meno verso chi ha promosso il ben noto contenzioso tributario – sottolinea Ambrosino – ma solo un doveroso atto d’amore, in linea con le aspettative della maggioranza dei napoletani. Tifosi e non».
«Il fuoriclasse che ha segnato un’epoca indimenticabile festeggia le nozze d’oro con la vita. La Ssc Napoli, sposando il sentimento dello sconfinato popolo azzurro, augura a Diego Armando Maradona un felice compleanno ed un meraviglioso cammino che possa avere un orizzonte dipinto di gloria e serenità», si legge sul sito del club partenopeo. «Cinquant’anni intensi e straordinari, come l’amore che Napoli avrà sempre per il suo Eterno Artista del pallone. Auguri Diego» da «Aurelio De Laurentiis e tutta la SSC Napoli».

Napoli in festa. È cominciata già alle 8 di stamattina l’attesa di Napoli per il compleanno di Diego Armando Maradona, che domani compie 50 anni. Un folto gruppo di tifosi azzurri si è riunito infatti in Piazzetta Nilo, nel centro storico della città, dove si è svolta una colazione “maradoniana” in un bar che ospita una teca con un capello dell’ex campione, mentre nelle ricevitorie del lotto spuntano terni a tema. La mattinata di eventi, organizzati dall’associazione Interno5, ha raccolto via via sempre più pubblico, attirando anche molti turisti: intorno alle 10 è arrivata nella piazzetta la statua di cartapesta ad altezza naturale di Maradona (nella foto), creata dall’artista napoletano Claudio Cuomo. Molti i ragazzini che si sono avvicinati alla statua per toccarla, mentre altri si stupivano dell’altezza ridotta del campione. Cuomo ha poi preso sulle spalle l’opera e l’ha portata per i vicoli, improvvisando una processione, con una coda di persone che lo seguivano, fino a Piazza Dante.

Auguri Diego, ribelle come Napoli-I 50 anni di Diego Armando Maradonaultima modifica: 2010-10-30T11:55:00+02:00da michelepositano
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