Siti web, alberghi, ristoranti. Sapessi com’è strano (e complicato) essere turisti a Milano

All’esterno è un via vai di turisti di ogni età e tipologia. Il rumore a tratti assordante dei lavori di riqualificazione del sagrato di Santa Maria delle Grazie non scoraggia il flusso incessante di visitatori al Cenacolo Vinciano. Tra loro probabilmente anche i lettori del Codice Da Vinci di Dan Brown, curiosi di vedere con i loro occhi quanto l’apostolo alla destra di Cristo assomigli alla Maddalena, o decisi a ricontare le mani dei commensali.

Al centro della piazza su una panchina, un gruppo di amici consulta la mappa di Milano. Scusate, non andate a vedere il Cenacolo? «Purtroppo no, bisognava prenotare, non lo sapevamo», risponde un uomo sulla trentina di Stoccarda, venuto a Milano per un rapido tour di giornata. «Alle 6 abbiamo il volo da Malpensa, cosa possiamo visitare in alternativa?», si chiede con i suoi amici.

Il sito www.ilcenacolovinciano.net lo comunica con una certa chiarezza: prenotazione obbligatoria. Lo si legge però solo nel momento in cui si clicca compra il biglietto. Altrimenti si viene invitati a telefonare per fissare la data della visita. «Non sapevo che si potesse prenotare soltanto telefonicamente e con almeno due settimane di anticipo», commenta una ragazza canadese abituata alle prenotazioni online. «Eravamo in vacanza sul lago di Garda, siamo venuti a Milano in giornata per visitare il Cenacolo ma non possiamo entrare perché non abbiamo la prenotazione», commentano deluse due signore tedesche.

Accanto a loro, un americano di Seattle insieme con la madre anziana. Milano per loro è l’ultima tappa di un lungo itinerario che ha attraversato diverse città italiane. Cercano nelle vicinanze un buon ristorante. Ma di fronte a piazza Santa Maria delle Grazie trovano solo l’offerta di panini e piatti caldi di una caffetteria, un negozio di borse alla moda e un piccolo sushi bar. Niente pizza o risotto alla milanese. Eppure su www.aboutMilan.com, sito in cui, tra le varie, suggeriscono i tour adatti per diversamente abili, si legge che, se sei un fan agguerrito della pizza, non devi preoccuparti. «In Italia troverari una pizzeria in ogni angolo».

E invece a Milano si corre piuttosto il rischio di finire in una latteria per clientela danarosa o in un ristorante con l’insegna storica dove la qualità è discutibile e i prezzi da brivido. Del resto gli analisti della società di consulenza americana Mercer Human Resource Consulting l’hanno appena confermato: dal loro rapporto si apprende che il capoluogo lombardo domina la gara delle dieci metropoli turistiche più care al mondo, considerando (tra i vari parametri) il costo dei mezzi pubblici, il conto di una cena al ristorante e quello dell’affitto.

Milano, oh cara. Ma almeno, facile da scoprire? Se la premessa è quella dei turisti alle prese con le prenotazioni per il Cenacolo, una delle massime attrattive turistiche del capoluogo lombardo, c’è da temere che non sia così.

I più smagati vanno su www.booking.com o www.tripadvisor.com e prenotano l’albergo più adatto alle loro possibilità economiche, preferibilmente vicino ai mezzi di trasporto. Sul sito www.milan.world-guides.com, facilmente reperibile su google.com, leggiamo che per trovare un albergo economico a Milano, il più economico possibile, bisogna cercare in zona Stazione Centrale, Loreto e Corso Buenos Aires. Zone dove bisogna avere molta fortuna per non finire in strutture ricettive economiche ma non equivoche.

Esempio. Quando i bed&breakfast hanno il tutto esaurito, finendo in una struttura ricettiva a 1 o 2 stelle su viale Porpora, non resta che augurare loro “Good night, and Good Luck”. La luce neon in reception che diffonde un’ atmosfera deprimente, l’arredamento cupo e la clientela a luci rosse, lasciano intuire che il prezzo sarà decisamente basso. «Scusi quanto viene una doppia?», chiediamo. «Dipende. Nel periodo normale 75 euro, durante il periodo fiera 150». Ma non era un albergo a 1 stella?

Rivolgendosi al punto informazioni Apt in Duomo scopriamo che la guida cartacea sugli hotel di Milano non è più disponibile. Bisogna consultare il sito www.visitamilano.it. Dagli uffici dell’assessorato al Turismo del comune di Milano, ci viene indicato un altro sito: www.turismo.milano.it. che all’Apt, dipendente dalla provincia, non forniscono. «Per anni provincia e comune non si sono parlati a causa di sensibilità politiche diverse», chiarisce l’assessore al Turismo della Provincia di Milano, Stefano Bolognini, a cui chiediamo come mai non ci sia un unico sito web ufficiale che contenga tutte le informazioni, dai trasporti, agli alberghi, ai B&b, come accade nelle capitali europee. «Pensi che i depliant turistici e il personale dell’Apt in Duomo è gestito dalla Provincia, sebbene lo spazio sia di proprietà del Comune», chiosa Bolognini. «Per anni il Comune ha deciso di delegare la promozione del servizio turistico alla Provincia», osserva l’assessore al turismo del Comune di Milano, Alessandro Morelli. «Stiamo ponendo ora le basi affinchè l’informazione venga integrata e uniformata». Meglio tardi che mai.

Maurizio Prosdocimo, esperto della società www.workup.it commenta l’offerta di siti web: «A differenza di quanto accade per molte altre città del mondo è difficile stabilire quale sia il sito ufficiale di Milano». In effetti esistono molti non ufficiali e le informazioni sono spesso duplicate. In quelli promossi dagli enti istituzionali, spesso non è possibile approfondire un argomento ad esempio spostandosi con un semplice click verso il sito ufficiale del museo da visitare. «Il paradosso è che la rete non è usata come rete – spiega Prosdocimo -. Si nota la tendenza, che con l’approssimarsi dell’Expo2015 sarà più evidente, da parte di siti realizzati da privati a posizionarsi per chiavi di ricerca rilevanti per i turisti stranieri». E l’appeal grafico di questi siti? chiediamo. «Non soddisfacente», conclude l’esperto.

Anche l’offerta di informazioni su carta non brilla per completezza. I depliant sugli itinerari a tema promossi dall’assessorato al Turismo del Comune non sono facilmente reperibili nelle sedi Apt dove invece troviamo quelli della Provincia, vedi una cartina contenente la lista di tutti i musei di Milano e dintorni. Tra quelli localizzati fuori città, al primo posto c’è «il museo dello Scooter e Lambretta», a Rodano. «Scusi ci sono mezzi che portano a Rodano?» chiediamo. «Deve prendere il passante ferroviario, chiamare il museo e verificare che la stazione del passante sia abbastanza vicina. No anzi, le conviene chiamare prima di partire perche’ non so se i mezzi ci arrivino». «Le conviene prendere il taxi», consigliano dal museo. Peccato che il viaggio costi quasi 50 euro andata e ritorno.

E se un turista, dopo aver visto il Duomo e la Galleria, volesse rimanere in zona per un drink per poi far tappa in discoteca? Dovrebbe spostarsi in altri quartieri della città, ai Navigli o in zona Garibaldi, per esempio. Attenzione però: la metropolitana non funziona di notte. Sul sito dell’Atm (se dall’estero sono in grado di trovarlo) si trovano orari e fermate del “bus by night” un servizio di trasporto per le ore notturne. «Ma il bus by night non esiste piu» ci dicono al punto informazioni Atm in Duomo.

C’è il radiobus. Da prenotare con largo anticipo, telefonando e acquistando il biglietto in edicola. Troppo complicato. Per un turista rimane ancora una volta l’opzione taxi. Durante il salone del Mobile, per dire, non è così immediato trovarne uno libero. E ancora. Supponiamo che arrivi a Milano nel weekend il turista appassionato di shopping griffato. Se domenica volesse cenare in una trattoria da buongustai o in un ristorante con chef da guida Michelin, troverebbe le porte invariabilmente chiuse. Non gli rimarrebbe che accontentarsi di uno di quei bar aperti fino a tardi in corso Vittorio Emanuele, o tra i ristoranti turistici in Galleria o a Brera. Dove un solo antipasto di pesce costa intorno ai 25 euro.

Milano, dicono, è una città da scoprire. Una giovane coppia di Amburgo ha trovato alloggio in un hotel di design a 4 stelle a Bresso, poco fuori città. Prezzo medio intorno ai 49 euro a notte: «Il servizio era ottimo» commentano. «Per cena siamo finiti in una trattoria vicino all’albergo che abbiamo scelto a caso. Era tutto molto buono». Ma non era Milano.

fonte:sole24ore              

Siti web, alberghi, ristoranti. Sapessi com’è strano (e complicato) essere turisti a Milanoultima modifica: 2010-10-28T08:37:01+02:00da michelepositano
Reposta per primo quest’articolo

Lascia un commento