Tremonti apre il tavolo sulla riforma del fisco: priorità a famiglie, lavoro e imprese

Dal complesso al semplice, dal centro alla periferia, dalle persone alle cose. Il governo si è riunito con le parti sociali «per progettare una grande riforma del sistema fiscale. È un piano a cui lavoreremo a partire da oggi con tutte le forze sociali economiche e politiche». Lo ha detto il premier Silvio Berlusconi aprendo il tavolo con le parti sociali al Tesoro. Per Berlusconi è un progetto «di grande ambizione e responsabilità perchè si tratta di riformare un sistema fiscale che è stato pensato negli anni Sessanta. Per 40 anni il sistema è rimasto invariato. È una necessità cambiare. Siamo già in ritardo». Il fisco rappresenta «una selva inestricabile anche per chi vuole pagare le tasse. Ci rendiamo conto che c’è da fare, non si può andare avanti così».

Tremonti si è detto refrattario alla tassazione delle rendite finanziarie. Anche «tassare i Bot, con la connessa partita di giro, non è la cosa più razionale». La riforma fiscale deve portare a un sistema «più trasparente e morale, più serio». La «chiarezza« deve essere alla base del lavoro, quindi é necessario prima analizzare «voce per voce, settore per settore», per valutare meglio i possibili cambiamenti. Lo strumento attraverso cui il governo intende realizzare la riforma del Fisco sarà quello di una legge delega. L’attuazione potrà essere “progressiva”, ha aggiunto Tremonti, spiegando che «si deve scrivere una mappa senza creare caos, che ci consenta di aggirare la montagna».

La riforma del fisco, ha sottolineato la leader degli industriali, Emma Marcegaglia, «è lo strumento più potente per stimolare la crescita e la fiducia. È importante, ha detto la presidente degli industriali, «che come hanno affermato Berlusconi e Tremonti, la riforma sia complessiva e non settoriale o parziale e questo é un obiettivo molto importante». Ha poi sottolineato l’importanza che la riforma metta al centro «il lavoro e le imprese« e «la semplificazione e la certezza del diritto in tema fiscale. Questo é un elemento importante quanto quello della pressione fiscale».

È importante che venga avviato il tavolo sulla riforma fiscale, «é da tempo che la reclamavamo», ha detto il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni, intervenendo al tavolo. Per Bonanni la riforma «é importante per rifondare il rapporto tra cittadini e Stato».

Va bene la riforma fiscale, ma é necessario avviare subito «un primo pacchetto di interventi per sostenere il lavoro anche dal punto di vista fiscale», ha detto il segretario confederale della Uil, Domenico Proietti. Il primo pacchetto, secondo Proietti, deve puntare ad allegerire la tassazione «su lavoratori dipendenti, pensionati, imprese che fanno buona occupazione e ricerca». Per reperire le necessarie riforme la Uil chiede all’esecutico di «avere il coraggio di intervenire sulle aliquote delle rendite finanziarie, escludendo i Bot».

La riforma fiscale è allo stesso tempo «necessaria e difficile», ha sottolineato il leader della Cgil, Guglielmo Epifani, ricordando che «i margini veri di una manovra che riequilibrino i carichi fiscali non sono molto grandi». Ha chiesto di «ridurre il carico fiscale sui lavoratori dipendenti e sull’occupazione» E per reperire risorse per dare sgravi fiscali a chi produce reddito attraverso il lavoro e investe, ha suggerito l’aumento della tassazione delle rendite.

Il premier ha detto che le risorse arriveranno dalla semplificazione, la direzione in cui verranno impiegate è quella che guarda a «famiglie, lavoro e imprese». Ha sottolineato che «ci sono 240 forme di erosione della base imponibile per cui l’eccezione diventa la regola: sono 140 miliardi di gettito che non arrivano all’Erario. Il disboscamento, la semplificazione, può consentire di ampliare la base imponibile, abbattere le aliquote, concentrare le agevolazioni su famiglie, lavoro e imprese». E ha aperto una parentesi personale, quando ha parlato della complessità del sistema fiscale italiano: «Ci hanno accusato di evasione fiscale per un milione quando in un anno avevamo pagato 448 milioni di imposte. Tutto frutto di una diversa interpretazione delle norme fiscali».

«Il nodo di Gordio fatto dall’intollerabile complessità» del sistema fiscale, spiega il premier, «non può essere sciolto ma deve essere tagliato di netto, passando a un unico codice fiscale, sintesi dei principi generali della nostra fiscalità». Ovvero «passando dal complesso al semplice». L’altro principio è «spostare l’asse dal centro alla periferia: non poteva più essere lasciato il prelievo solo allo Stato, e i sette dlgs del federalismo fiscale realizzano questa parte della riforma». L’ultimo passaggio è dalla tassazione sulle persone a quella sulle cose: «Il mondo è cambiato, è arrivato il consumismo, non si può continuare con un sistema basato sull’idealismo». La riforma si concretizzerà in tre fasi: «Raccolta dei dati e loro analisi; formazione e presentazione in Parlamento di una legge delega; una serie organica di decreti attuativi».

«Non possiamo immaginare una riforma sull’ipotesi di recupero dell’evasione», che «sappiamo che in Italia ha un tasso altissimo», ha detto il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti. Questo, ha detto il ministro, «vuol dire che i documenti che scriviamo devono essere eurocompatibili con numeri precisi e compatibili. Non siamo credibili se presentiamo numeri non compatibili». L’anima di ogni riforma, ha detto il ministro, «é la riforma delle anime». Questo comporta che «tutti siano disposti a cedere un po’ delle loro idee e interessi nella logica di un bene comune».

Tra le cose positive fatte negli anni passati in tema di fisco il ministro dell’Economia Giulio Tremonti ha citato la riforma dell’Agenzia delle Entrate, «contro cui – ha detto io al tempo ho votato». C’è qualcosa da affinare, ha proseguito Tremonti intervenendo al tavolo governo-parti spiegando che «nei flussi informatici girano dati giusti ma anche dati non giusti. Non è colpa dell’Agenzia», ha rilevato al ministro aggiungendo che occorre fare aggiustamenti in generale nella messa a punto dei dati.

«Dobbiamo mettere in atto dei sistemi con l’apporto dei Comuni per contrastare l’evasionefiscale. La riforma è difficile ma indispensabile», ha detto il premier al termine del tavolo sul fisco con governo e parti sociali annunciando che «entro 3-4 giorni il ministro Tremonti convocherà tutti i presenti nuovamente».

Fonte:sole24ore          miki de lucia

Tremonti apre il tavolo sulla riforma del fisco: priorità a famiglie, lavoro e impreseultima modifica: 2010-10-21T07:43:03+02:00da michelepositano
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