I robot al servizio della medicina, la rivoluzione da Pavia all’Inghilterra

Un manichino, o meglio, un robot in grado di riprodurre esattamente l’anatomia esterna e quella interna di un essere umano con le sue principali reazioni. Una macchina praticamente perfetta con finalità didattiche senza precedenti. Nasce a Pavia il primo ospedale Neurologico virtuale d’Italia. E’ stato inaugurato il 14 ottobre 2010 presso l’IRCCS Istituto Neurologico Nazionale Casimiro Mondino il primo centro italiano di simulazione avanzata dedicato alla Neurologia. (Leggi la storia di Kaspar, il robot utilizzato nel trattamento dell’autismo dai ricercatori dell’università dell’Hertfordshire).

Consentirà di svolgere lezioni virtuali per perfezionare la gestione di casi neurologici urgenti, a partire dalla diagnosi fino al trattamento più avanzato, anche invasivo. Intorno al robot, un investimento da circa 100mila euro in tecnologia avanzata, verranno organizzati corsi rivolti a medici, infermieri e studenti della Facoltà di Medicina e Chirurgia.

Al Mondino sono state allestite una sala regia per controllare il simulatore, filmare e poi rivedere quanto è accaduto per commentarlo insieme all’istruttore del corso, con l’obiettivo di ottimizzare il lavoro d’equipe e soprattutto di ridurre le probabilità di errore. Il CESMO (Centro di Simulazione Mondino) è patrocinato da SIMMED (Società Italiana di Simulazione in Medicina), ed è stato dotato di tecnologia ad alta fedeltà associata al simulatore di ultima generazione. Il robot è in grado di riprodurre e manifestare segni clinici come la dilatazione delle pupille, il movimento delle palpebre, la cianosi labiale, ecchimosi e sanguinamento e anche di rispondere in modo congruo alla somministrazione di farmaci e ai loro differenti dosaggi. L’utilizzo del simulatore ad alta fedeltà, programmabile con una varietà di profili integrati fisiologici, farmacologici e fisiopatologici e collocabile in scenari intercambiabili, permette di imparare a gestire sia gli eventi di routin che le situazioni di emergenza in totale assenza di rischi per i pazienti.

Il centro è allestito con aree di simulazione con il simulatore paziente adulto e il sistema di monitoraggio ambientale audio e video, una sala regia con software di controllo del simulatore e sistema di registrazione e distribuzione segnali, un’ aula plenaria di debriefing con rete di PC e impianto di amplificazione. Il CESMO replica realisticamente le caratteristiche architettoniche e organizzative di un vero e proprio ambiente ospedaliero all’interno del quale studenti, specializzandi, medici e infermieri possono affrontare i quotidiani percorsi diagnostico-terapeutici. La metodologia della simulazione prevede sia l’utilizzo di simulatori paziente per le sessioni pratiche che piattaforme di eLearning per l’autoapprendimento e il follow up

“Il principio su cui si basa la formazione con simulazione – spiega il dottor Giuseppe Micieli, responsabile del Centro di Simulazione del Mondino – è quello di utilizzare tecniche e mettersi alla prova senza correre il rischio di nuocere a qualcuno. Provare per sbagliare. E sbagliare per imparare. Oltre alla possibilità di ricreare situazioni virtuali, la simulazione offre anche l’opportunità di filmare e poi rivedere quanto è accaduto, individuare i punti di forza del team ma anche quelli di debolezza al fine di correggere le pratiche inesatte. I filmati possono essere seguiti anche da altri discenti in diretta per poi discutere eventuali azioni da migliorare, sia dal punto di vista tecnico che relazionale.”

I corsi per gli specializzandi durano una giornata e prevedono 18 partecipanti. Per i professionisti sono previsti corsi di livello più avanzato in cui gli operatori sono posti di fronte a problematiche o tecniche più complesse, come reazioni impreviste a farmaci e il trattamento di pazienti ad alto rischio.

“L’opportunità presentata – sottolinea la dr.ssa Moneta, Direttore Sanitario dell’Istituto Mondino – è importante non solo per la Fondazione ma per la provincia di Pavia e gli ambiti extraprovinciali che si arricchiscono di uno strumento tecnologico nuovo”. L’Istituto, che ha una vocazione didattica, vuole oltrepassare i propri confini per integrarsi con le altre scuole offrendo un nuovo modello di forte impatto didattico, con avanzate tecnologie, esportabile ed attrattivo sia per altri professionisti che per gli studenti.

sole24ore                  

I robot al servizio della medicina, la rivoluzione da Pavia all’Inghilterraultima modifica: 2010-10-19T07:28:42+02:00da michelepositano
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