Quando Sabrina gridava: «Mio padre deve pagare» assassina a sua volta?

 
 
AVETRANA – Lo sguardo folle e dolce, i colpi di tosse, le interviste lunghe, dettagliate, il volto alterato dalle emozioni. Sabrina Misseri, la cugina della povera Sarah, la figlia dell’assassino: assassina a sua volta? Abbiamo imparato a conoscerla nei giorni d’angoscia delle ricerche impossibili. Lei, preoccupata, ansiosa, con la foto della cugina tra le mani che girava il paese di qua e di là. Poi, dopo la terribile confessione del padre, ha continuato a consumare la sua sfrenata visibilità mediatica, stigmatizzando il padre, gridando al mondo il suo smarrimento. E sostenendo con convinzione che nè lei, nè la sorella Valentina, nè la mamma Cosima avevano «coperto» Michele Misseri o peggio aiutato nell’omicidio, nella violenza o nell’occultamento del corpo di Sarah.

Rilette alla luce del fermo di ieri e delle accuse pesanti mosse a Sabrina dagli inquirenti, le sue dichiarazioni raggelano il sangue. Sabrina, in ogni caso, ha assunto subito un ruolo da protagonista nella vicenda di Sarah. È stata lei l’ultima ad avere contatti con la ragazza. Avevano appuntamento il 26 agosto scorso per andare al mare. Sarah era uscita di casa alle 14,30 per raggiungerla presso la sua abitazione, a poche centinaia di metri di distanza, e ha fatto uno squillo sul cellulare di Sabrina per avvertirla che stava arrivando. Ma quando Sabrina l’ha chiamata a sua volta perché lei non arrivava, Sarah non ha risposto e poi il telefonino è stato spento. Erano le 14.42.

Ed è stata Sabrina, ancora, ad allertare tutti per la scomparsa delal cugina, organizzando le prime ricerche, stampando i primi volantini. Qualcuno ha evidenziato non senza malizia la solerzia con la quale Sabrina aveva lanciato l’allarme, ma nei giorni convulsi della scomparsa, tutto sembrava passare in secondo piano. Fin dai primi giorni, però, Sabrina è stata ascoltata con attenzione dagli investigatori. Solo il 30 settembre, subito dopo il ritrovamento del telefonino di Sarah, Sabrina fu messa tutto il giorno sotto interrogatorio, per farle ripetere il suo racconto incrociandolo anche con quello dell’amica Mariangela con cui le ragazze sarebbero dovute andare al mare.

Subito dopo la confessione del padre, con tutto quello che ne è seguito, l’attenzione si è spostata da Sabrina su suo padre, l’assassino, il bruto.. Un altro aspetto della vicenda che ha coinvolto la ragazza è stato il litigio che le due cugine avrebbero avuto la sera precedente alla scomparsa: in un primo momento si parlò di una questione di gelosia per un amico comune, tale Ivano. Ma dopo il ritrovamento del corpo di Sarah e la confessione dello zio Michele, almeno due persone, il fratello di Sarah e un amico della famiglia Scazzi, Valentino Castriota, hanno detto che il litigio fu causato dalle presunte avance che Michele Misseri avrebbe fatto nei confronti della nipote, la sera del 24 agosto, poche ore prima della scomparsa.
«Sarah – ha affermato Castriota – ha detto a Sabrina che il papà il giorno prima l’aveva molestata. Non è vero che hanno litigato per altro».

D’altra parte, gli investigatori hanno ritenuto più volte che forse in famiglia fosse almeno stata intuita la verità di Michele Misseri. Il riferimento è ad una intercettazione ambientale nella quale Sabrina avrebbe detto durante un litigio con la madre: «Se l’è portata lui…». Ma pubblicamente Sabrina ha sempre scaricato tutte le responsabilità: «Mio padre ha preso in giro tutta l’Italia. Noi non avevamo alcun sospetto… Mio padre deve pagare per quello che ha fatto».

Quando Sabrina gridava: «Mio padre deve pagare» assassina a sua volta?ultima modifica: 2010-10-16T09:06:00+02:00da michelepositano
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