Trichet: tassi appropriati, il dollaro forte è nell’interesse degli Usa. E l’euro vola sopra 1,40

Il Consiglio direttivo della Bce, riunito a Francoforte, ha confermato al minimo storico dell’1% (in vigore dal maggio 2009) il tasso di riferimento dell’Eurozona. Rimangono invariati anche il tasso marginale sulle operazioni di rifinanziamento, all’1,75%, e quello sui depositi presso l’Eurotower, allo 0,25 per cento. Restano invariati anche i tassi d’interesse britannici: sempre oggi, la Banca d’Inghilterra ha infatti confermato allo 0,5% il tasso di riferimento. Entrambe le decisioni sono in linea con le attese dei mercati.

Con la ripresa economica ancora molto incerta e a rischio di rallentamenti, la disoccupazione elevata e le manovre di austerità di bilancio in arrivo o già partite in vari paesi, nell’area euro i tassi di interesse al minimo storico dell’1 per cento restano «appropriati». Questa la valutazione ribadita dal presidente della Bce, Jean-Claude Trichet, nella conferenza stampa al termine del Consiglio direttivo. Il costo del danaro nell’eurozona è fermo a questi livelli ormai da quasi un anno e mezzo.

Nel gergo tecnico della Bce, l’uso della parola “appropriati” in riferimento ai tassi è considerato dagli analisti come l’orientamento a non modificarli sul breve termine. Da molti mesi infatti la Bce inserisce questa parola chiave nella parte iniziale del comunicato letto da Trichet, a seguito delle decisioni di mantenimento dello status quo sul costo del danaro.

Sui recenti bruschi movimenti dei cambi, Trichet ha anche sottolineato: «I tassi di cambio dovrebbero riflettere le dinamiche economiche sottostanti». E ha infine aggiunto di concordare con le Autorità Usa quando queste sottolineano che «un dollaro forte è nell’interesse degli Stati Uniti». Di fondo, il rialzo della moneta unica è dovuto all’incertezza dell’economia americana e alla possibilità di interventi di politica monetaria espansivi da parte della Federal Reserve. Dopo le parole di Trichet l’euro è arrivato a toccare quota 1,4028 dollari a New York, il massimo dallo scorso gennaio.

Il numero uno dell’Eurotower è intervenuto anche sulla guerra delle valute in corso, che vede il dollaro sempre più debole. «Ora più che mai, i tassi di cambio dovrebbero riflettere i fondamentali. Ripeto che condivido la visione degli Stati Uniti per un dollaro forte», ha spiegato Trichet. Il presidente è tornato anche sui (deludenti) risultati del vertice Asem (Ue-Cina): «È molto importante che le riforme del mercato dei cambi in Cina siano implementate e la Cina ha confermato questo impegno».

È molto importante che la riforma della politica dei tassi di cambio annunciata dalla Cina il 19 luglio sia implementata – ha aggiunto Trichet – l’uso della flessibilità offerto da questa nuova struttura politica è molto importante e consentirà un graduale apprezzamento del renmimbi. Auspichiamo che un giorno, guardando al lungo periodo e ai cambiamenti strutturali dell’economia globale, alcune valute che oggi non sono pienamente libere di fluttuare sul mercato dei cambi diventino libere di fluttuare».

Sempre oggi, la Commissione europea ha detto no all’idea di una ‘tobin tax’ in blocco sulle transazioni finanziarie solo in Europa: è una cosa che può essere fatta solo a livello globale. Sì invece, con alcune riserve, a una misura più specifica: una eventuale tassa che toccasse però solo «utili e compensi delle società del settore finanziario». Questo in sintesi il parere espresso dall’esecutivo europeo, con un documento che verrà presentato in forma più ampia al prossimo vertice dei ministri finanziari.

In precedenza anche la Bce aveva messo in guardia dall’ipotesi di imporre solo in Europa una tassa in blocco su tutte le operazioni della finanza: l’unico risultato, aveva avvertito il presidente Jean-Claude Trichet, sarebbe stato quello di farle spostare altrove. Questa eventuale tobin tax sulla finanza si può fare solo se la fanno tutti, concorda Bruxelles. «La Commissione – recita un comunicato – sostiene l’idea di una tassa sulle transazioni finanziarie a livello mondiale e continuerà a lavorare in tal senso in seno al G20. La Commissione è del parere che una tassa sulle transazioni finanziarie, ben applicata su scala mondiale, potrebbe essere un modo interessante per raccogliere i fondi necessari da destinare a importanti politiche internazionali». Ciò detto va ricordato che in tutte le passate occasioni al G20 non è stato raggiunto mai un accordo su questa ipotesi.

 Fonte:sole24ore          

Trichet: tassi appropriati, il dollaro forte è nell’interesse degli Usa. E l’euro vola sopra 1,40ultima modifica: 2010-10-08T07:48:42+02:00da michelepositano
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