Fini ai suoi: pronti per il voto. Bossi, ci saremmo andati comunque. Domani test per la maggioranza

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È il giorno della posa della prima pietra del partito di Gianfranco Fini. Oggi infatti nella sede di Farefuturo, il pensatoio promosso dall’ex leader di An, i 34 deputati di Futuro e libertà, i nove senatori (all’appello manca l’ex tesoriere di An Francesco Pontone) e i quattro europarlamentari hanno lanciato idealmente la creatura voluta dal presidente della Camera (guarda la fotogallery con tutti i protagonisti) con la nascita del comitato promotore del nuovo soggetto politico. E domani ci sarà un primo test tra Pdl, Lega e finiani per verificare la tenuta della maggioranza.

Il presidente della Camera, aprendo il confronto, ha spiegato ai suoi cosa si attende dalle prossime settimane. «Noi non sappiamo cosa c’è dietro l’angolo – ha detto Fini – io auspico che il governo arrivi a fine legislatura ma bisogna anche tenersi pronti a eventuali sorprese». Dunque pronti al voto se la situazione precipitasse. E il leader della Lega, Umberto Bossi, risponde a distanza.«Anche Fini dice di prepararsi al voto? In primavera ci saremmo andati comunque – avverte il Senatur – anche senza quest’ultimo scontro tra Fini e Berlusconi».

Quanto al nuovo partito, l’ex leader di An ha detto che «non sarà una An in piccolo, ma un Pdl in grande. Non ho in mente un partito ma un movimento che aggrega, un movimento politico d’opinione piuttosto che una struttura pesante radicata sul territorio». In coda al confronto, poi, Fini accenna anche alla legge elettorale.«La legge elettorale così com’è a me non piace. Cominciamo a discuterne, a ragionare sulla posizione da prendere», dice agli otto finiani che restano più a lungo a parlare con lui e che sono destinati a costituire il comitato esecutivo del futuro partito (Bocchino, Viespoli, Briguglio, Granata, Della Vedova, Menia, Moffa e Urso, vedi la fotogallery per un loro profilo). E intanto scrive al presidente della commissione Affari Costituzionali Donato Bruno perché avvii l’esame della legge elettorale, come chiedono centristi e democratici. Ma Bossi sbarra la strada. «Abbiamo fatto tanto per cambiare la legge elettorale dopo Tangentopoli in modo da evitare che i deputati andassero in cerca di soldi per il partito e ora vogliono di nuovo cambiarla…».

Fini immagina quindi tre tappe per giungere al traguardo: il manifesto valoriale e programmatico, la convention perugina e infine il congresso a gennaio. Fini per il momento non assumerà però alcun ruolo in attesa di capire quale sarà l’evolvere della situazione politica. Il leader di Fli affiderà quindi la guida del nuovo soggetto politico a un uomo di fiducia (il nome che circola con insistenza è quello di Adolfo Urso che dovrebbe assumere la guida del comitato esecutivo), pronto però a spendersi in prima persona se si registrasse un’accelerazione verso urne anticipate. Tanto che alcuni non escludono un eventuale passo indietro dallo scranno più alto di Montecitorio se si andasse al voto a marzo.

Scenari che per ora restano sullo sfondo, l’attenzione adesso è tutta concentrata su oggi pomeriggio. La riunione avrebbe dovuto essere preceduta da un incontro di Fini con i suoi colonnelli per mettere a punto un accordo preliminare tra falchi e colombe. Ma il confronto è saltatoperché l’ex leader di An non vuole dare l’impressione di una creatura in balia delle divisioni ancor prima del suo varo ufficiale. Non a caso nel corso del confronto Fini ha pronunciato parole chiarissime. «Non ci devono essere galassie, personalismi, falchi e colombe: d’ora in poi parliamo di politica, perché la barca è di tutti e tutti dobbiamo remare nella stessa direzione». Domani, poi, trenta intellettuali di area «futurista», assieme alle associazioni Forum delle idee, Farefuturo e Libertiamo, si riuniranno per preparare una prima bozza del manifesto programmatico, che sarà presentato nella sua forma completa alla convention nazionale di Generazione Italia, il 6 e 7 novembre a Perugia.

Sarà questo il primo appuntamento nazionale dei «futuristi». Oggi, intanto, via libera alcomitato promotore del nuovo soggetto politico finiano. Quanto al simbolo prescelto, su cui si è accesa un’animata discussione tra le varie anime di Fli, la scelta potrebbe ricadere (ma il condizionale è d’obbligo) su un disegno di ispirazione futurista realizzato da Massimo Arlechino (il pubblicitario che aveva già disegnato il simbolo di An e lo slogan di Alemanno “Roma cambia), che raffigura un tricolore, il nome Fli ma si discosta moltissimo da quello che compariva alle spalle di Fini sul palco di Mirabello.

Poi la marcia di avvicinamento al partito proseguirà fino ad arrivare all’assemblea costituente, l’ultima settimana di gennaio a Milano: una scelta, quella del capoluogo lombardo, che, nelle intenzioni degli organizzatori, servirà a scrollarsi di dosso la connotazione di partito meridionale e a presentarsi come un forza nazionale. Quanto a Generazione Italia, continuerà a vivere come movimento giovanile del Fli. Quattro mesi quindi per far nascere un partito e per risolvere il nodo delicatissimo delle risorse. Se il radicamento del Fli procede a passo spedito, grazie al proliferare dei circoli di Generazione Italia, giunti ormai a quota 500, il punto dolente è rappresentato proprio dai problemi di cassa. Futuro e libertà, per ora, può contare solo sui finanziamenti provenienti dei due gruppi parlamentari di Camera e Senato. Per fare cassa, gli uomini di Fini devono dunque assolutamente vincere la partita legata all’eredità del partito di via della Scrofa: 100 milioni di euro liquidi cui vanno aggiunti 70 immobili il cui valore supera i 400 milioni di euro. Un gruzzoletto cruciale per il destino del nuovo partito di Fini.

Benedetto Della Vedova ci spiega qual è «il cavallo di battaglia del movimento di Fini»

fonte:sole24ore                  

Fini ai suoi: pronti per il voto. Bossi, ci saremmo andati comunque. Domani test per la maggioranzaultima modifica: 2010-10-06T06:47:23+02:00da michelepositano
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