Rifiuti, guerriglia a Terzigno/Video

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Bomba carta alla tenda del sindaco
Provincia occupata da 3 sindaci vesuviani

Il primo cittadino di Boscoreale colto da malore per lo sciopero della fame. Massi in strada per bloccare i camion
Caldoro: presto appalto per il termovalorizzatore a Napoli

 Ancora scene di guerriglia. Sulle strade di Terzigno visibili le tracce dell’ennesima notte di aggressioni L’intifada dei rifiuti non conosce battute di arresto. Cresce la tensione contro la paventata realizzazione della seconda discarica di Terzigno, nel Parco nazionale del Vesuvio.
Questa sera i sindaci dei comuni di Boscoreale, Boscotrecase, Trecase e il vice sindaco di Terzigno hanno occupato la sala riunioni della Provincia di Napoli. La protesta continuerà per tutta la notte e fino a domani, quando è in programma la riunione di un tavolo tecnico. A provocare la drastica decisione il mancato impegno della Provincia di Napoli a non aprire la seconda discarica, in località Cava Vitiello, che dovrebbe inghiottire oltre 3 milioni di tonnellate.

L’emergenza rifiuti si è tradotto sul versante giudiziario in un vertice dei pm che indagano sugli scontri anti-discarica. Nel mirino degli investigatori ci sono i gruppi antagonisti: una lista di nomi di una ventina di persone che secondo le indagini si sarebbero infiltrate durante le manifestazioni di piazza. Sulle strada di accesso alla discarica ignoti hanno sistemato un grosso masso e hanno cosparso d’olio l’asfalto per bloccare i compattatori diretti allo sversatoio.

In mattinata è stato dal procuratore De Chiara
il dirigente della Digos di Napoli Buonfiglio con un dossier relativo proprio ai dati raccolti nei giorni caldi della guerriglia. Sul piano economico questa emegenza, tra roghi e guerriglia, costa un milione di euro al giorno. Gli assalti e gli straordinari per i lavoratori sono già costati 2.980.000 euro mentre per la società Enerambiente è pronta una maximulta. Per i mezzi bruciati a Terzigno il valore di ogni autocompattatore è di 200mila euro.

Bomba carta esplode vicino sindaco Boscoreale. Una bomba carta è stata fatta esplodere ieri notte a pochi metri di distanza dalla tenda in cui da giorni è accampato il sindaco di Boscoreale Gennaro Langella provocando un gran botto e susseguente spavento al sindaco e agli operatori del nucleo comunale di Protezione Civile che erano con lui. Lo rende noto lo stesso primo cittadino del comune vesuviano protagonista della protesta anti discarica. Langella – spiega una nota del Comune – da sabato è accampato in una tenda del nucleo comunale di Protezione Civile installata in Piazza Pace, ed è al terzo giorno dello sciopero della fame per protestare contro l’apertura di una seconda discarica rifiuti nel Parco Nazionale del Vesuvio.

«È un episodio grave che la dice lunga sul clima di tensione che si sta vivendo su questo territorio – ha affermato il sindaco -. Mi ritrovo in mezzo tra cittadini, movimenti e comitati che invocano la mia presenza in prima fila sulle barricate di lotta, e le istituzioni che pressano, paventando anche provvedimenti estremi quali lo scioglimento del Consiglio comunale, affinché abbia fine la protesta. Non sono per niente intimidito – ha aggiunto il sindaco – da quanto accaduto la scorsa notte e sono sempre più determinato a continuare con quella che ritengo sia una giusta protesta, nell’assoluto silenzio delle istituzioni, per tutelare la salute dei miei concittadini ormai allo stremo dopo mesi e mesi di sofferenze provocate dai miasmi provenienti dalla discarica Sari e preoccupati dalla paventata apertura anche della ex cava Vitiello, che segnerebbe la morte per questo territorio».

Malore per il sindaco. Lieve malore per il sindaco di Boscoreale. Il primo cittadino di Boscoreale è stato soccorso da alcuni specialisti, tra cui un cardiologo, che ne hanno constatato lo stato di stress accumulato in questi giorni. In mattinata il sindaco si era sottoposto a dei prelievi. «Langella sta meglio – si apprende dal suo portavoce – e per il momento non intende recedere dalla protesta».

La scorta continua. La protezione degli autocompattatori è legata alla situazione di emergenza dei rifiuti ma potrà chiaramente avere un tempo determinato e poi andrà rivista. È quanto ha detto il questore di Napoli, Santi Giuffrè. «È chiaro – ha detto – che continueremo a fornire la scorta ai compattatori fino a quando dura questa situazione di emergenza che dovrà però avere un termine. A quel punto rimoduleremo il nostro intervento».

Giuffrè ha spiegato anche che le indagini sulle cause dell’emergenza e sugli scontri di Terzigno proseguono su un doppio binario: «Quello delle infiltrazioni della criminalità organizzata, che sembrano più forti a Napoli, e quello delle infiltrazioni di elementi dei centri sociali che si stanno verificando nei luoghi della discarica».

Caldoro: presto appalto per termovalorizzatore. «La questione rifiuti riguarda prevalentemente, se non esclusivamente, il Comune di Napoli. Stiamo subendo i ritardi di anni accumulati in passato da parte della Regione Campania, ma ci stiamo adoperando al meglio per recuperare questo tempo perso». A dirlo il presidente della Regione Campania, Stefano Caldoro, in visita, questa mattina, nell’aeroporto di Salerno-Costa d’Amalfi in occasione dell’inaugurazione del primo nucleo aereo di Protezione Civile. «C’è ancora tanto da fare, ma stiamo accelerando i tempi. Entro 20/30 giorni andrà in appalto il termovalorizzatore di Napoli Est (fermo da anni per problemi di suoli e concessioni) e quello di Salerno dove a breve ci sarà, appunto, il capitolato d’appalto».

Sulla questione Salerno e le rivendicazioni dell’amministrazione comunale, Caldoro rimarca che: «Se la legge dice che devono essere le province ad occuparsene, allora la legge parla chiaro e va rispettata. Non credo che il Comune abbia alcun interesse a bloccare l’iter di quello che stiamo portando avanti. Sono convinto che alla fine prevarrà la ragione e faremo partire subito la gara d’appalto, visto che c’è il suolo e ci sono le procedure già avviate». Sulle recenti vicende accadute nel Comune di Terzigno, il presidente aggiunge: «C’e stata addirittura un’aggressione e anche qualche indagato, con il sospetto che dietro questi fatti ci sia anche la malavita organizzata».

Rifiuti, guerriglia a Terzigno/Videoultima modifica: 2010-09-28T07:57:59+02:00da michelepositano
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