La carica dei candidati delusi “I test? Sono impossibili”

Atenei, caos per le prove d’ingresso al numero chiuso. Parla una candidata,  Chiara: “In 2.300 per 360 posti, Medicina è un rebus

3 settembre 2010 – «SONO SICURA: quest’anno non passo». Lo dice col sorriso Chiara Vischioni, 19 anni da Desenzano del Garda, provincia di Brescia, appena uscita dal test di Medicina e chirurgia all’Università degli studi di Milano: 2.300 candidati per 360 posti nel corso di laurea. Non una parola contro il numero chiuso: è rassegnata come quasi tutti i neodiplomati che sfilano schivando i distributori di volantini pronti a riempirli di piani B, dalla laurea in Professioni sanitarie in Svizzera ai corsi privati per diventare osteopata. A scoraggiarli è la concorrenza di chi è al secondo tentativo, con mesi di corsi universitari alle spalle. E un anno di interregno lo mettono in conto anche loro come parte del percorso di studi.


Dici che non passi, allora che farai?

«Come tutti: mi iscrivo a Biologia e riprovo l’anno prossimo. Almeno avrò le basi».


Adesso non le hai, le basi?

«Ho fatto il liceo delle scienze sociali».

Beh, 40 domande su 80 erano di cultura generale. Chi ha detto ‘Parigi val bene una messa’, la musica dodecafonica…
«Cose che non c’entrano niente con la medicina, appunto. Finché ti chiedono il significato di una parola, la grammatica, passi, un medico queste cose deve saperle. Ma che c’entrano la musica, la storia, o la letteratura? A me non è mai piaciuta».


E la parte scientifica?

«I quesiti di chimica e fisica erano tosti».


Non ti eri preparata?
«Hai voglia! Ho studiato tutta l’estate. Libri dei quiz, i libri di testo del mio ragazzo, che ha fatto un istituto tecnico e mi ha dato anche lezioni. I libri me li sono portati pure in vacanza. Ed erano le vacanze della maturità».


Dove sei stata?
«A Mykonos, poi a Milano Marittima».

E in spiaggia eri quella con l’abbronzatura affettata dal librone…
«Per fortuna ero in compagnia. Anche le mie amiche studiavano per i test: una psicologia, l’altra medicina».


Tu quando hai deciso di studiare medicina?

«Da sempre, fin da piccola. Mio zio è medico, mia nonna infermiera: sono cresciuta in questo mondo».
 

Avresti anche un’idea della specializzazione?
«Dermatologia. Oppure Oculistica. Anche fare la nutrizionista non mi dispiacerebbe».


Ancora così scoraggiata?

«Beh, magari avrò un colpo di fortuna».

quotidiano.net

La carica dei candidati delusi “I test? Sono impossibili”ultima modifica: 2010-09-03T09:27:37+02:00da michelepositano
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