Bersani: il berlusconismo porta alla fogna-Pdl: politica è fogna se c’è uno come lui

Non si placa lo scontro tra Generazione Italia e il ministro Brambilla. Ieri la fondazione finiana aveva denunciato un tentativo di contestazione nei confronti di Fini che sarebbe stato organizzato dalla Brambilla; lei aveva ribattuto parlando di «meschini attacchi» e preannunciando querele. Oggi Generazione Italia torna all’attacco: «Confermiamo tutto e dimostreremo che le accuse sugli squadristi sono vere» scrive sul sito della fondazione il direttore Gianmario Mariniello. Intanto Pier Luigi Bersani lancia l’allarme sui rischi del “secondo tempo” del berlusconismo: «Fa regredire – dice – la politica, il tessuto sociale e il senso civico».

Bersani: il berlusconismo fa regredire la politica alla fogna. «Al di là delle denunce di un governo che si denuncia da solo, francamente, abbiamo visto in questo agosto terrificante come il secondo tempo del berlusconismo possa far regredire la politica alla fogna»: lo ha detto stamattinail segretario del Pd, Pierluigi Bersani, nel suo discorso di inaugurazione della nuova sede a Firenze del Partito democratico regionale e metropolitano.

«In autunno mobilitazione straordinaria».
«Questo è il rischio che abbiamo davanti – ha incalzato Bersani – Un deterioramento ulteriore della politica, del tessuto civile e del senso civico, della fiducia, della speranza mentre il Paese sta scivolando ed è da tempo che scivola. Noi, credibilmente con un quadro di alleanze, con proposte politiche, dobbiamo realizzare il progetto “nuova riscossa italiana”. Su questo progetto e sulle idee e le proposte lavoreremo nelle prossime settimane. Per l’autunno proporremo una mobilitazione straordinaria per presentare le nostre proposte».

Cicchitto: la politica è fogna quando c’è uno come Bersani.
«La politica diventa una fogna quando c’è uno come Bersani che, essendo segretario del partito democratico, parla in questo modo. Evidentemente al peggio non c’è mai limite»: replica così Fabrizio Cicchitto, capogruppo Pdl alla Camera, alle parole di Bersani.

Berlusconi: Fini? Non l’ho cacciato io. Dopo la prudenza di ieri, Berlusconi sceglie la linea dell’intransigenza con Fini: nessuna trattativa, nessuno slittamento del processo ai finiani ormai di esclusiva competenza dei probiviri, nessuna tregua, il tutto dettato dalla convinzione che a Mirabello Gianfranco Fini non dirà nulla di risolutivo. Il premier oggi non a caso ha scelto di ricevere a Palazzo Grazioli Ignazio La Russa e Daniela Santanchè, due tra i più duri nei confronti del cofondatore del Pdl.

Chi sta con noi sta con noi, ragiona Berlusconi anche alla presenza del coordinatore Denis Verdini, e chi non sta con noi, a partire dal processo breve, è fuori. Non ci sono trattative ma la prova dei fatti sarà in Aula, nei voti sui provvedimenti determinanti. E io sono certo che avremo lo stesso i numeri per portare avanti l’azione di governo. Questa la convinzione del premier, disposto tuttavia anche a correre il rischio di un voto anticipato. Un’ipotesi che certo non prenderà corpo per la nascita a Mirabello del nuovo partito finiano, che il Cavaliere ed i vertici del Pdl non si aspettano. Fini non strapperà – ragionano nel pomeriggio a Palazzo Grazioli – non dirà cose particolarmente nuove, perchè non vuole rompere ma logorare. Il tempo serve a lui, non a noi. Insisterà nel dire che è stato cacciato ma c’è nero su bianco il documento della direzione di Aprile che fa capire come sono andate le cose: noi lo abbiamo votato tutti, loro hanno votato contro e così facendo si sono messi fuori dal Pdl. Nessuno ha cacciato nessuno. Il pronunciamento dell’ufficio politico di fine luglio che parla dell’incompatibilità di Fini e deferisce Bocchino, Briguglio e Granata è un passo successivo. Quindi, a Fini che chiede come precondizione di sciogliere il nodo politico della sua cacciata dal Pdl, si replica che è stato lui stesso a mettersi fuori, non votando il documento che fu approvato con 12 voti contrari e 157 sì.

Generazione Italia: «La Brambilla querela? Dimostreremo le accuse sugli squadristi». «Il ministro Brambilla annuncia querele. Non può farci altro che piacere. Dimostreremo in un’aula di tribunale la veridicità del nostro articolo di ieri, con tanto di testimonianze, acquisendo i tabulati telefonici e tutto quanto servirà ad accertare la verità. Abbiamo fiducia nella magistratura (almeno noi) e crediamo nella verità. Non inventiamo falsi scoop e l’intervista di oggi di Vitale Mattera al “Secolo d’Italia” conferma la notizia che abbiamo dato ieri»: lo scrive il direttore di Generazione Italia, Gianmario Mariniello, nel suo editoriale di oggi sul sito internet della fondazione. «Se il ministro Brambilla è davvero estranea alla vicenda – scrive Mariniello – non dovrebbe denunciare noi di Generazione Italia che ci siamo limitati a riportare un fatto, ma dovrebbe citare in Tribunale chi ha usato il suo nome per dare forza e credibilità a un’iniziativa patetica, eversiva e squadrista. Quanto al resto della sua intervista (un po’ confusa), confidiamo alla Brambilla una cosa: se fossimo stati “cattivi” per davvero, avendo saputo dell’iniziativa, l’avremmo fatta celebrare. V’immaginate il partito di maggioranza relativa che organizza una contestazione alla terza carica dello Stato? Avrebbero – gli amici del Pdl – fatto ridere il mondo. Oddio, forse non la Libia, né la Russia, ma di sicuro avrebbe riso tutto il mondo occidentale».

Berselli: di fatto il Fli è già un altro partito. Secondo Filippo Berselli, presidente della commissione Giustizia al Senato, per decenni presenza fissa alla Festa ferrarese di Mirabello che fu dell’Msi e di An, con la Festa di quest’anno (dove domenica Gianfranco Fini terrà un atteso discorso) Futuro e libertà diventa «già un altro partito. Hanno passato il Rubicone. Dalla storica Festa ferrarese , ha spiegato Berselli, sono scomparsi i simboli del Pdl, quindi nei fatti sono già un altro partito. E’ una delusione vedere questi che si sono appropriati di una cosa che non è loro. Era cominciata come una piccola festa, negli anni è diventato uno degli appuntamenti più importanti della destra. Adesso è diventata una festa di scissionisti».

«Nessuno ha organizzato presenze a Mirabello per contestare Fini, credo che non ci saranno fischi, perché chi non è d’accordo con il presidente della Camera starà a casa» dice Berselli, che esclude l’ipotesi di gruppi organizzati e reputa che i contenuti dell’atteso discorso di Fini non saranno dirompenti. «Domenica – pronostica Berselli – non accadrà nulla. L’unica cosa che il Fli paventa sono le elezioni, loro non vogliono far cadere il governo, ma vogliono logorarlo. Quello che dirà Fini è secondario, non determinerà una rottura. Non farà una scissione, che però c’è già nei fatti».ilmattino.it

Bersani: il berlusconismo porta alla fogna-Pdl: politica è fogna se c’è uno come luiultima modifica: 2010-09-03T09:38:53+02:00da michelepositano
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