Ue, la ripresa non porta occupazione

Ue: la ripresa non porta occupazione

Eurostat: il tasso di disoccupazione dell’Eurozona è fermo al 10%. Italia all’8,4% ma Spagna e Irlanda tremano

L’Europa è in leggera crescita economica, ma il tasso di disoccupazione resta alto, intorno al 10%. Sempre più elevato rispetto a quello di Stati Uniti e Giappone fissati al 9,5% e 5,2% rispettivamente. L’analisi del Wall Street Journal calza a pennello con gli ultimi dati Istat italiani che a fronte di una piccola ripresa, non vedono diminuire significativamente la disoccupazione nel nostro Paese, che invece vede crescere a livelli record il numero degli inattivi, quelli che non sono cioè in cerca di un lavoro e quindi non rientrano tra i disoccupati.

DATI EUROSTAT – Le statistiche dell’Eurostat del resto non concedono dubbi di sorta. La disoccupazione dell’Eurozona a luglio è rimasta stabile al 10%, confermando il dato di giugno. Nel luglio 2009 la disoccupazione era pari al 9,6%. Per l’Italia il dato di luglio 2010 è pari all’8,4%, in lieve diminuzione rispetto all’8,5% di giugno ma superiore al 7,9% del luglio 2009. Il dato italiano, però, avverte Eurostat, deve essere considerato provvisorio. Anche per l’Ue a 27 stati membri, a luglio la disoccupazione è rimasta stabile rispetto al mese precedente al 9,6%. Era al 9,1% un anno fa. Eurostat stima i disoccupati nell’Ue a luglio in 23.05 milioni di cui 15.83 milioni nell’Eurozona, con un calo rispetto a giugno di 45.000 unità nell’Ue a 27 e di 8.000 unità nell’Eurozona. Rispetto a luglio del 2009 l’aumento è stato di 1 milione e centomila unità nell’Ue a 27 di cui 660 mila nell’Eurozona. All’interno della stessa Eurozona però bisogna sottolineare che si sono enormi divergenze: il tasso di disoccupazione francese è al 6,9%, quello dell’Italia all’8,4%, quello della Germania al 10%, mentre l’Irlanda è al 13,6% e la Spagna addirittura al 20,3%.

GLI INATTIVI – Se poi guardiamo da vicino il dato sulla disoccupazione italiana secondo i dati dell’Istat, osserviamo invece che il numero degli inattivi cresce a 14.948.000 con un aumento di 76 mila persona (+0,5%) rispetto a giugno 2010. Il livello degli inattivi – rileva l’Istat – raggiunto nel mese anche grazie all’effetto scoraggiamento, ovvero al fatto che le persone rinunciano a cercare un lavoro, è il più alto dall’inizio delle serie storiche (2004).

INFLAZIONE – Notizie positive arrivano invece sul fronte dell’inflazione che è in lieve calo ad agosto. Nel mese i prezzi al consumo in Italia sono aumentati dello 0,2% rispetto a luglio e dell’1,6% rispetto agosto 2009. Lo comunica l’Istat nella stima preliminare, ricordando che l’inflazione è in calo rispetto all’1,7% su base annua, registrato a luglio, soprattutto grazie al calo dei prodotti energetici e al generale rallentamento nel settore dei servizi.

 corriere.it

Redazione online

Ue, la ripresa non porta occupazioneultima modifica: 2010-08-31T19:59:46+02:00da michelepositano
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