Alla ricerca dell’acqua perduta: le nuove tecnologie

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COSì GLI INDIANI SFIDANO L`EMERGENZA IDRICA

Non hanno il problema di ripulire il Golfo del Messico dalla gigantesca marea nera di petrolio, ma devono dare da bere acqua pulita e potabile a 1,2 miliardi di persone. E per questo i tecnici indiani le stanno pensando tutte. L`ultima, in ordine di tempo, sono microfiltri al carbonio per rimuovere batteri, virus e impurità varie dalle acque. Un assillo per il Paese i cui indici demografici sono in costante e vertiginosa crescita, insieme ai consumi di risorse idriche. La soluzione, discussa sulle pagine della rivista specialistica International Journal of Nuclear Desalination, sembra ormai obbligata: particelle microscopiche di minerali e metalli per filtrare l`invisibile all`occhio umano. Carbonio, titanio e le meno conosciute zeoliti, minerali cristallini, sono secondo gli ingegneri del Sanghvi College of Engineering di Bombay il futuro della tecnologia per depurare. I testi su nanotubi rivestiti di carbonio, ad esempio, si stanno rivelando positivi per rimuovere dalle acque batteri, virus, ma anche tracce di petrolio e contaminanti organici.

Il vantaggio di queste strutture impercettibili rispetto ai mezzi convenzionali “sono la necessità di una minore pressione per spingere l`acqua attraverso il filtro e una maggiore efficienza”. Anche la pulizia dalle scorie trattenute è più semplice e rapida. Punti di forza che si traducono in un minor fabbisogno di energia elettrica per alimentare i macchinari, che vuol dire meno costi, ma anche minor inquinamento per produrla.

Alla ricerca dell’acqua perduta: le nuove tecnologieultima modifica: 2010-08-28T18:34:32+02:00da michelepositano
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