Bossi: niente elezioni. Avanti senza l’Udc

 

Per ora niente elezioni anticipate, ma – come anticipato da Affaritaliani.it nessuna apertura all’Udc di Pierferdinando Casini. Dal vertice tra Silvio Berlusconi e Umberto Bossi a Villa Campari, residenza del Cavaliere sul Lago Maggiore, giunge infatti una frenata sia rispetto a un eventuale ritorno alle urne sia all’ipotesi di ampliare la maggioranza ai centristi.
 
Per il momento non ci saranno elezioni anticipate, spiega il leader della Lega, la maggioranza “va avanti così”, ma “senza Casini e senza l’Udc, per realizzare il programma”. Prevale quindi la cautela su entrambe le questioni discusse a pranzo dai due leader. Pdl e Lega quindi preferiscono andare a vedere i numeri, ma anche il clima, che si determinerà in Parlamento alla verifica di metà settembre sui cinque punti programmatici esposti la scorsa settimana dal premier. Anche perché negli ultimi giorni sono giunte dalla componente finiana voci dissonanti e non sono mancate segnali di disponibilità da parte sia dell’Udc che dell’Api di Rutelli non ad entrare nella maggioranza, ma a valutare nel merito – e in caso sostenerle – le riforme che il governo presenterà in Parlamento.
 
La strategia messa a punto dal presidente del Consiglio e dal Senatùr è dunque quella di cercare di dividere i finiani e di ridurre il numero dei fedelissimi di Gianfranco Fini. L’ipotesi delle elezioni politiche in autunno è soltanto rimandata, anche perché il premier non vuole essere (o sembrare agli occhi dell’opinione pubblica) il killer della maggioranza. Se ci sarà una rottura – o sulla Giustizia o sul federalismo – dovrà essere fatta dall’ex leader di Alleanza Nazionale, in modo che rimanga con il cerino in mano per accusarlo nell’eventuale campagna elettorale di aver tradito il patto con i cittadini.
 
BOCCHINO (FLI): BENE BOSSI,VELLEITA UDC A POSTO NOSTRO

‘Le parole di Bossi sul voto anticipato sono piu’ che condivisibili, non c’e’ ragione di andare alle elezioni anticipate. La maggioranza ha gli stessi voti della prima fiducia, solo che ora i soggetti che la formano non sono piu’ tre ma quattro: Pdl, Fli, Lega e Mpa. E’ velleitario sostituire Fini con Casini’. Cosi’ Italo Bocchino, presidente dei deputati di Fli, al telefono con l’ANSA.
 
‘Noi garantiamo la nostra fiducia sul programma di governo fino all’ultimo giorno di legislatura cosi’ come siamo pronti a discutere di altri temi secondo le prerogative dei parlamentari ma non a subire aut aut’, aggiunge Bocchino.
‘E’ velleitaria l’idea di qualcuno dell’entourage di Berlusconi di voler sostituire Fini con Casini e va contro la volonta’ dell’elettorato – spiega ancora Bocchino – Sostituire Fini con Casini, come forse pensava di fare qualcuno, non interessa a Casini e non interessa neanche alla Lega’.

‘Diverso sarebbe un ragionamento ‘tatarelliano’ di allargare la maggioranza a quell’area moderata che rappresenta il 65% degli italiani – continua Bocchino – in quel caso se ne puo’ discutere ma non sarebbe una novita’. Lo stesso Berlusconi lo ha proposto a Casini che gli ha detto no, a Rutelli che gli ha detto no e ultimamente a Riccardo Villari, senatore rimasto deluso dal Pd. Ecco, nel caso Berlusconi volesse allargare la maggioranza senza rinunciare a chi e’ stato votato dall’elettorato, se ne puo’ discutere’.

Prima del vertice di Lesa, sui problemi del governo era intervenuto il ministro dell’Interno Roberto Maroni, ospite del meeting di Cl a Rimini. ”Io non sono certo che si riesca a ricomporre la situazione politica“, ha detto Maroni, “credo anzi che ci sia un’operazione in corso per far fuori Berlusconi e dobbiamo capire come muoverci”.
 
“Non è un complotto – ha detto Maroni – ma un progetto che a me non piace, ma che è sostenuto da molti”. Il ministro dell’Interno ha ribadito la posizione sul Carroccio su un esecutivo diverso da quello attuale. “Non è accettabile che chi ha perso le elezioni governi”, ha spiegato Maroni, “chi ha vinto deve governare e tutto ciò che è diverso da questo sa molto di palazzo romano e poco di democrazia”.
 
”La Lega – ha aggiunto Maroni – la sua indicazione l’ha già data, se non c’è una maggioranza che venga certificata bisogna andare subito a nuove elezioni”. Per quanto riguarda invece il rapporto con l’Udc, Maroni ha tagliato corto: ”Bossi ha parlato chiaro”.
 
Nessuno stupore per le critiche di “Famiglia Cristiana” a Berlusconi. ”Ci sono abituato”, ha detto Maroni, “ho letto cose ben peggiori da Famiglia Cristiana che un anno e mezzo fa mi ha definito peggio di Hitler o cose del genere e sono stato costretto a sporgere querela”.
 
Marcegaglia: il governo deve andare avanti. E’ il monito che arriva alla presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, ospite del meeting di Cl a Rimini. Il governo ”ha ricevuto per tre volte la fiducia della maggioranza degli elettori”, ha detto la leader degli industriali, “su un programma che contiene elementi di riforma: il Governo deve andare avanti e governare”. ”In un momento in cui – ha spiegato la Marcegaglia –
si parla di recessione Usa e di ripresa debole, parlare di elezioni, politica degli insulti e non concentrarsi sui
problemi veri, giovani, disoccupazione, e’ inaccettabile. Noi non crediamo a governi tecnici che debbono fare riforme elettorali. Noi non siamo per il proporzionale, ma per il maggioritario, per l’alternanza”.
 
Anche il segretario dell’Udc Lorenzo Cesa boccia stoppa l’ipotesi che i centristi possano entrare nella maggioranza. “Se qualcuno pensa che all’Udc interessi la politica dell’aggiungi un posto a tavola” dice Cesa, “non ha capito proprio niente”.


Casini al mare con una forma non proprio perfetta

Bossi: niente elezioni. Avanti senza l’Udcultima modifica: 2010-08-26T08:09:36+02:00da michelepositano
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