Autunno tra intrighi di Palazzo e crisi-le imprese cadono come foglie

Politica bloccata, crisi economica che continua a mordere. Giovani in cerca di lavoro e lontani dagli affari di Palazzo che si “consolano” con l’iPhone 4. Ma che non sono affatto stupidi. Leggono e sono tra i più colti d’Europa. Per il resto, non rinunceranno mai al buon cibo. E non fanno a meno di seguire i must della moda.

Autunno politico/ Niente elezioni né governo tecnico. Fini non si dimette, caos a sinistra

Il politologo Roberto Chiarini svela ad Affaritaliani.it che cosa avverrà nei prossimi mesi nel Palazzo e non solo. “E’ difficile che si voti senza un accordo con il Quirinale, ma è da escludere anche un esecutivo tecnico. Nessuna vera pace fra Berlusconi e Fini, che però non può permettersi di lasciare il proprio ruolo istituzionale”. E sull’opposizione: “Resterà ancora senza un vero leader. Vendola? Sarebbe una catastrofe”. E quanto alla Lega Nord… L’intervista

Sarà un autunno caldissimo, sul fronte politico, questo in cui stiamo per inoltrarci. Niente elezioni anticipate, niente governi tecnici, ma una tensione che è destinata a crescere nella maggioranza di governo e anche nell’opposizione. Questo il pronostico che Roberto Chiarini, docente di Storia contemporanea all’Università di Milano, ha confidato ad Affaritaliani.it.

Silvio Berlusconi

A destare interrogativi è innanzitutto la tenuta dell’esecutivo guidato Silvio Berlusconi. Una sopravvivenza che si è fatta critica dopo la rottura fra il premier e il presidente della Camera, Gianfranco Fini. “Non credo in un accordo pacifico che stabilizzi la situazione in maniera fattiva e serena”, esordisce Chiarini. “Su temi centrali come il federalismo e la giustizia – spiega – il gruppo finiano darà filo da torcere”. Questo perché Fini “non vuole rompere, ma intende comunque marcare la propria diversità“.

Se questa convivenza sofferta è l’ipotesi più probabile, nemmeno si può escludere una rottura definitiva. Che sarebbe “particolarmente dolorosa, piena di dossier, insinuazioni, fango”. Qualcuno ipotizza che si voti già in autunno. “E’ molto difficile. Bisognerebbe che ci fosse un accordo, sia politico, sia istituzionale con il presidente della Repubblica… e non è facile“. Altrettanto ardua la strada verso un governo tecnico: “Ormai non ci crede più nessuno – osserva il politologo -. Al massimo, un governo di responsabilità nazionale o che si limiti a gestire la fase elettorale”. 

Gianfranco Fini

Ci si domanda quanto durerà l’offensiva de Il Giornale contro l’ex capo di An. “Se si arriverà a un accordo, si attenuerà. Ma in nessun caso Fini si dimetterà dalla presidenza della Camera, una carica che per lui è vitale”. Già, perché “la sua visibilità è tutta lì, non credo che abbia un grande seguito politico”. Anzi, se si dimettesse, “rischierebbe di perdere tutto il proprio gruppo, fedelissimi a parte”. Un percorso, quello di Futuro e Libertà, tutto da decifrare. “Al momento è ancora un fenomeno di palazzo. Su tanti temi non si conoscono le sue posizioni: dalla politica economica, al federalismo, al peso fiscale“. Sembra una forza sbilanciata verso il Sud.

“Al Nord Fli non ha spazio: tra Lega e Pdl, non c’è grasso da mordere. Nel centro del Paese c’è il Pd. Resta il Meridione. E quindi Fli sarà costretto a tenere una linea assistenzial-clientelare“, sentenzia Chiarini. Nel rapporto con i finiani, Berlusconi oscilla fra i falco e la colomba. “Sì, ma in cuor suo è più vicino ai falchi, anche per tagliar subito l’erba sotto i piedi dei finiani”.

Bersani Pd

La maggioranza è in crisi, ma l’opposizione fatica a trovare una linea e un leader comuni in vista delle elezioni. “Non c’è tempo e non hanno idee. Da quella parte si va da Emma Bonino, radicale, a Nichi Vendola, classista postmaterialista. Leader che hanno idee totalmente opposte su un tema per loro vitale: la riforma elettorale”. Già. La nuova legge. Se ne parla tanto ma nessuno vuol rinunicare al proprio modello preferito. “L’unico punto su cui c’è un certo accordo è il ritorno a una qualche forma di elezione invece che di nomina dei parlamentari. Epperò, reintrodurre la preferenza significa aprire la voragine del finanziamento illecito. Perché oggi la campagna elettorale con la preferenza significa spendere cifre inimmaginabili rispetto anche a vent’anni fa”.

Nel Pd Pierluigi Bersani sta provando a fare il leader. “Da Bersani tutti compreremmo una macchina usata, ci andremmo volentieri a cena e lo sceglieremmo come sindaco. Ma come leader ha dimostrato scarso appeal e il Pd è una Babele“. Insomma: “E’ un leader provvisorio”. C’è Nichi Vendola, nuovo condottiero in pectore del Centrosinistra. “Come ha detto Massimo D’Alema, Vendola è una carta insostuibile per coprirsi il fronte dell’estrema sinistra”. Ma come candidato premier “sarebbe un disastro elettorale e politico perché impedirebbe l’alleanza con Casini e farebbe fuggire gli ex margheritini”.

Umberto Bossi felice

E invece Luca Cordero di Montezemolo? “Nel vuoto della politica, chi parla ottiene visibilità. Ma i voti sono un’altra cosa. E nessuno ha intenzione di candidarlo a capo di uno schieramento serio”. In questo bailamme, l’unico partito che sembra in crescita inarrestabile è la Lega Nord. “Sì, cresce o almeno tiene. Ma ora deve portare a casa qualche risultato. Sono vent’anni che parla di federalismo. Qualcosa comincia a vedersi, ma se non ottiene un che di sostanzioso, le elezioni non le andranno sempre bene“.


Francesco Cocco

Autunno tra intrighi di Palazzo e crisi-le imprese cadono come foglieultima modifica: 2010-08-22T07:53:00+02:00da michelepositano
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