Governo promosso in Gran Bretagna dopo i primi cento giorni. Plebiscito per Cameron

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LONDRA – David Cameron è in vacanza ma può festeggiare, mentre Nick Clegg che lo sostituisce dovrà fare buon viso a cattivo gioco. Il Governo britannico di coalizione tra conservatori e liberaldemocratici mercoledì 18 agosto compie cento giorni. Diversi sondaggi condotti per l’occasione mostrano che il sostegno per il premier e per il partito conservatore è aumentato, mentre il suo vice e il partito liberaldemocratico stanno perdendo consensi.

Il grande esperimento di una coalizione tra conservatori e liberaldemocratici era partito con la formazione del governo l’11 maggio scorso ed è proseguito con grande determinazione e meno intoppi del previsto. Secondo un sondaggio condotto da Sky News il 54% degli elettori ritiene che Cameron stia facendo un buon lavoro mentre solo il 34% è disposto a dare la sufficienza a Clegg. Il gradimento per Cameron è tale che se si dovesse andare al voto domani, i conservatori otterrebbero la maggioranza con il 43% dei consensi, ai laburisti andrebbe il 24% mentre i liberaldemocratici avrebbero solo l’8% dei voti, un crollo verticale rispetto a maggio.

Quale che sia la performance dei due partiti, il governo viene promosso: secondo un sondaggio YouGov il 43% degli elettori ritiene che l’attuale Esecutivo sia molto migliore del precedente. I giudizi positivi dei sondaggi sono un riconoscimento delle grandi ambizioni del Governo e del decisionismo mostrato da Cameron negli ultimi cento giorni. Il premier ha sorpreso anche i fedelissimi del partito con la sua volontà di bruciare le tappe e attuare un radicale programma di tagli alla spesa pubblica e decentralizzazione dei poteri per rendere lo Stato più “leggero” dando maggiori responsabilità ai cittadini.

La priorità del governo, hanno ribadito tutti i ministri, è ridurre in tempi il più brevi possibili il deficit di bilancio record da 155 miliardi di sterline. Per farlo saranno necessari drastici tagli alla spesa. I dettagli dei tagli previsti si sapranno solo ad ottobre, quando verrà annunciata la Spending Review, ma si sa già che tutti i ministeri dovranno ridurre le spese almeno del 25% e in alcuni casi del 40 per cento. L’impatto sui servizi pubblici sarà notevole,ma l’obiettivo della coalizione è restituire credibilità alla Gran Bretagna e non mettere a rischio il suo credit rating

I critici temono che il programma accelerato di tagli soffochi la gracile ripresa economica e faccia ripiombare la Gran Bretagna in recessione, aggravando il problema della disoccupazione. L’ex cancelliere dello Scacchiere Alistair Darling ha espresso con durezza le critiche del partito laburista, sostenendo che l’attuale Governo non ha un messaggio positivo ma “si è definito in termini di tagli alla spesa e sarà ricordato” solo per la “brutale” riduzione dei servizi pubblici.

Il suo successore George Osborne è passato al contrattacco, dichiarando martedì in un discorso nella City londinese che i tagli decisi dal Governo non stanno mettendo a repentaglio la crescita, ma al contrario stanno ponendo le basi per una ripresa che abbia basi solide. Londra agirà “senza pietà” per ridurre gli sprechi, le inefficienze e l’inutile burocrazia, ma intende investire invece nei settori che garantiranno la ripresa sul lungo termine, ha detto il cancelliere.

Il Governatore della Banca d’Inghilterra aveva definito “tempestosa” la via verso la ripresa e Osborne concorda: saranno indubbiamente tempi difficili ma la coalizione non intende deviare dalla rotta tracciata per arrivare alla destinazione voluta, una ripresa sostenibile e credibile. Il vero pericolo non è tagliare troppo in fretta, come sostengono i laburisti: “Il vero rischio sarebbe stato non agire, mettere a repentaglio la reputazione della Gran Bretagna, lasciare la stabilità dell’economia alle incertezze del mercato obbligazionario, e dare per scontato che gli investitori internazionali avrebbero continuato a tollerare il maggiore deficit di bilancio del G20,” ha detto Osborne.

Secondo un sondaggio Ipsos Mori, due persone su tre sono d’accordo con il Governo sulla necessità di un programma di tagli alla spesa pubblica per ridurre il deficit ma vorrebbero fosse realizzato “più lentamente” per minimizzare l’impatto negativo sui servizi pubblici. Tra altri cento giorni, una volta caduta la scure, i sondaggi potrebbero essere meno clementi sia con Cameron che con Clegg

sole24ore

                             michele de lucia

Governo promosso in Gran Bretagna dopo i primi cento giorni. Plebiscito per Cameronultima modifica: 2010-08-18T11:11:44+02:00da michelepositano
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