Al via il grande occhio fiscale per combattere l’evasione e il lavoro nero

occhio-avatar-672.jpg

La mega-banca dati integrata per combattere l’evasione prodotta dal lavoro sommerso passa all’azione. A tradurre in pratica la strategia delineata nel protocollo d’intesa della settimana scorsa da ministero del Lavoro, Inps, Inail e agenzia delle Entrate sono gli accordi operativi, come il primo siglato ieri tra agenzia delle Entrate e Inail. L’amministrazione finanziaria alimenterà il database con gli identikit fiscali contenuti nell’anagrafe tributaria, mentre l’Inail metterà a disposizione i dati su quasi 4 milioni di aziende, i frutti delle verifiche condotte negli ultimi quattro mesi (36.350 dal 1° aprile) e il mezzo milione di denunce annue di nuovo lavoro temporaneo.

Obiettivo della nuova strategia è quello di totalizzare entro fine anno almeno 300mila controlli, con l’idea di far emergere più di 100mila lavoratori in nero e produrre un extragettito contributivo da 1,4 miliardi, cioè una fetta importante dei 6 miliardi che l’Inps conta di recuperare complessivamente. Obiettivi ambiziosi ma, rivendica il ministro del Lavoro Maurizio Sacconi, la strategia del governo è quella della «tolleranza zero, tradotta prima di tutto nel piano straordinario di vigilanza in agricoltura ed edilizia. Più che limare le unghie alle zanzare, queste attività sono impegnate nella caccia agli elefanti».

Il nuovo strumento non parte comunque da zero: Inps, Inail e Lavoro hanno già iniziato a operare fianco a fianco, e questa collaborazione ha già prodotto nei primi sei mesi dell’anno 150mila verifiche; a questi si aggiungono i risultati ottenuti dalle Fiamme Gialle, che da gennaio a luglio hanno scoperto 18.395 lavoratori totalmente in nero (+6% sullo stesso periodo del 2008) impiegati da 4.847 datori di lavoro (+30%).

Una «caccia», quella evocata dal ministro, che si indirizza in quattro settori strettamente correlati fra loro: l’evasione contributiva, naturalmente, che è il primo frutto del lavoro sommerso e che, secondo le stime più recenti, vale da sola almeno un terzo delle risorse sottratte ogni anno al bilancio pubblico dall’economia in ombra. La fotografia delle reali forze di lavoro in campo, poi, permetterà di determinare le dimensioni effettive del business delle imprese controllate, offrendo informazioni utili anche per l’evasione Ires e per l’analisi condotta con gli studi di settore. Lavoro nero, poi, significa anche mancata Irpef, su un territorio in cui la lotta al sommerso incrocia l’azione condotta con accertamenti sintetici e redditometro

La dinamica verifica-contestazione non esaurisce però gli obiettivi del mega-database perché, come sottolinea il direttore delle Entrate, Attilio Befera, «l’incrocio delle informazioni permette di realizzare analisi di rischio puntuali e coordinate, e incoraggia anche la tax compliance dei contribuenti».

Intanto emergono nuovi dati su un altro fronte caldo per l’Inps, quello delle truffe per ottenere prestazioni indebite (soprattutto falsi invalidi e braccianti). Pratiche che, secondo i numeri diffusi ieri, costano quest’anno all’istituto più di 100 milioni e che, nei primi sette mesi dell’anno, hanno messo sotto indagine più di 5mila persone.
© RIPRODUZIONE RISERVATA sole24ore

                         miki de lucia

Al via il grande occhio fiscale per combattere l’evasione e il lavoro neroultima modifica: 2010-08-12T08:47:58+02:00da michelepositano
Reposta per primo quest’articolo

Lascia un commento