Alluvioni in India, c’è una vittima italiana-Altri otto connazionali bloccati dal fango

«India, una vittima italiana»Altri otto bloccati dal fango

Duecento i turisti italiani che attendono soccorsi nel Ladakh, regione del Kashmir devastata dalle inondazioni

Un italiano morto (su un totale di 165 vittime) e almeno altri otto bloccati dal fango del Kashmir indiano, tra le valli himalayane: è questo il bilancio parziale che emerge dalle informazioni diffuse dalla Farnesina e dalle autorità indiane, dopo le alluvioni che hanno travolto il Ladakh, una delle zone più turistiche dell’India, famosa per i monasteri tibetani e per il trekking. Il corpo della vittima italiana non sarebbe stato ancora recuperato (anche se i familiari sono già stati contattati): esistono testimonianze concordanti secondo cui un ragazzo che faceva parte di una comitiva in una zona lontana da Leh sarebbe stato portato via da un torrente d’acqua o da un fiume di fango. Nella zona sono in corso affannose ricerche. «Alcuni cadaveri sono stati recuperati – ha detto una fonte all’Ansa -, altri sono ricercati». «Il corpo di questo italiano comunque – ha assicurato la stessa fonte – non è stato ancora rinvenuto».

200 ITALIANI ATTENDONO I SOCCORSI – Secondo i dati forniti dagli uffici governativi del Kashmir, quattro uomini e tre donne di nazionalità italiana, tra i 26 e i 43 anni, sono bloccati a Pang, a circa 4.400 metri di altezza, mentre un’altra connazionale si trova invece a Biamah. Mettersi in comunicazione con loro risulta alquanto difficile. Starebbero tutti bene, invece, i circa 200 turisti italiani contattati dall’Unità di Crisi della Farnesina e dall’Ambasciata italiana a New Delhi, anche se alcuni di loro sono ancora bloccati e aspettano l’arrivo dei soccorritori. Molti, comunque, i connazionali che sono già riusciti a rientrare nella capitale indiana autonomamente. Alcuni gruppi si stanno spostando invece a Leh, da dove saranno poi trasferiti a New Delhi

DRAMMA PER LE POPOLAZIONI LOCALI – Al di là degli stranieri, continua il dramma per le popolazioni locali. Il bilancio delle vittime delle alluvioni causate da forti piogge cadute nella notte tra giovedì e venerdì è salito ulteriormente lunedì con il ritrovamento di altri corpi sotto la spessa coltre di fango e detriti che ha ricoperto parte della vallata di Leh e spazzato via alcuni villaggi come quello di Choglomsar e aumenta di ora in ora il numero degli sfollati. In totale, l’esercito e l’aeronautica militare hanno portato in salvo lunedì circa 420 escursionisti indiani e stranieri da diverse vallate. Sono stati impiegati sei elicotteri Cheetah (particolarmente adatti al terreno) che hanno effettuato circa 60 voli dalla valle di Zanskar e dalla base di Skyu alla città di Leh. I soccorsi sono resi più difficili dal fatto che gli elicotteri rischiano di rimanere impantanati nel fango. E i recuperi devono spesso essere effettuati in volo. Sul posto operano i Medici Senza Frontiere (MSF): l’organizzazione sta fornendo assistenza umanitaria e medica d’emergenza agli abitanti dei villaggi più colpiti a Leh e dintorni. MSF sta distribuendo tende, cucine da campo e kit igienici a 2.000 famiglie tra le più vulnerabili. I kit contengono coperte, sapone, taniche, alcuni indumenti, utensili da cucina e teli di plastica. Di ben più vaste proporzioni resta invece l’emergenza che da due settimane ha messo in ginocchio la Cina e soprattutto il Pakistan. Secondo l’Onu, per numero di persone disastrate, le inondazioni sono state più devastanti del terremoto di Haiti e dello tsunami.

Redazione online     corriere.it

Alluvioni in India, c’è una vittima italiana-Altri otto connazionali bloccati dal fangoultima modifica: 2010-08-10T17:01:18+02:00da michelepositano
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