Vacanza in Italia? Bella ma cara

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Città d’arte, dolce vita, bottiglie di Docg, balli tradizionali. Nei sogni degli stranieri l’Italia conserva ancora tutte le sue dolcezze. Ciascuno, però, con i suoi gusti. I giapponesi, per esempio, snobbano le nostre spiagge: quando vogliono sole e mare, guardano a posti più vicini a casa, come la Thailandia o la barriera corallina australiana. Gli inglesi preferiscono alle nostre le montagne della Francia, e se sono giovani e vogliono divertirsi in testa hanno solo la Spagna. E i tedeschi? Arrivano in auto, gioco forza che prediligano il Nord Italia e non si spingano fino alle punte estreme del meridione.

Ma quando si tratta di valutare il rapporto fra qualità e prezzo dei nostri servizi, dagli alberghi ai ristoranti, dai trasporti ai musei, tutti, non importa la provenienza, su un punto concordano: siamo diventati troppo cari.

Tra i blog di viaggiatori e le confidenze di chi dirige le sedi estere del nostro ente nazionale per il turismo, è questa la “pagella” che i vacanzieri stranieri assegnano all’Italia. Un esercito che per fortuna quest’anno sembra tornare a crescere, dopo un 2009 nero: secondo l’ultima indagine dell’Enit su 117 tour operator, quest’estate la vendita dei pacchetti per il nostro paese è aumentata nel 79% dei casi.

Dormire su questi allori sarebbe però sbagliato. I dati ci dicono che la crisi ha lasciato lo stesso il segno e che tra i nostri clienti più affezionati – tedeschi, francesi, inglesi, americani e giapponesi – si è insinuato il dubbio che non basta aver sede a due passi da piazza della Signoria per chiedere 300 dollari a notte, non parlare una parola di inglese e a colazione offrire solo pane, burro e caffè, come lamenta un turista del New Mexico su uno dei forum di About.com. Ancora più esplicito l’ultimo sondaggio Post Office Travel Money, apparso sulla stampa inglese: «A parità di spesa media giornaliera per un pasto al ristorante, un giornale e un caffè – racconta il vicedirettore dell’Enit di Londra, Giuseppe Impellizzeri – l’Italia ha il paniere più caro d’Europa: 76 sterline al giorno, contro per esempio le 39 della Spagna».

Se le città d’arte restano il motivo numero uno del viaggio in Italia, nuovi trend si affacciano all’orizzonte. «Tra i giapponesi – spiega Enrico Martini, direttore della sede Enit di Tokyo – cresce l’interesse per la montagna, in particolar modo quella piemontese, grazie al battage promozionale condotto dagli enti locali». Tra i tedeschi e gli inglesi salgono esponenzialmente le quotazioni della Puglia, forte dei nuovi voli low cost su Bari e Brindisi. Mentre sul blog Thorn Tree della Lonely Planet è tutto un pullulare di scambi di informazioni su strade del vino e corsi per imparare a fare la pasta in casa, a riprova che il segmento dell’enogastronomia è tra i più fiorenti del turismo made in Italy.

Il marketing sarà anche all’origine dello sbarco sulle Alpi torinesi, a partire dal prossimo ottobre, dei turisti indiani, grazie a un’intesa fra la Regione Piemonte e il maggior tour operator di New Delhi. «Un fenomeno piuttosto nuovo – ricorda Salvatore Ianniello, direttore dell’Enit in India –: fino al 2000 l’Italia era solo una semplice tappa di più ampi pacchetti europei». E pensare che oggi vanno forte i tour della penisola in Ferrari. Nuovo e crescente è anche il turismo russo, che con quello cinese e quello indiano condivide un punto: nessuno si lamenta del fattore prezzi. «Chi viaggia è la fascia abbiente – spiega Carlo Biraschi, direttore dell’Enit di Mosca – e si appoggia a tour operator che garantiscono la qualità dei servizi. Per esempio, fanno sempre trovare qualcuno che parla russo alle reception».

«I francesi non tollerano i menù raccontati a voce in molti nostri ristoranti, spesso fonte di brutte sorprese al momento del conto», ricorda Domenico Di Salvo, direttore dell’Enit di Parigi. Un tema caro ai media tedeschi – dice il direttore Enit di Francoforte, Marco Montini – è invece quello dei divieti strampalati in vigore in alcune località: litigare in pubblico a Pordenone, mangiare il gelato per strada a Trapani. Mentre fra gli inglesi e gli olandesi un’indignazione regna sovrana: quella delle multe nelle aree a traffico limitato dei centri storici, universalmente riconosciute come mal indicate.

Gli americani, si sa, con le nuove tecnologie sono avanti. Così qualcuno, su Martha’s Italy Travel Blog, mette in guardia: il Gps non prende bene tra le vecchie mura dei centri storici. Gli fa eco un connazionale su About.com: attenzione, le connessioni a Internet degli alberghi italiani bloccano l’utilizzo di Messenger e Skype. E i cinesi? Vanno a sposarsi in Sardegna. Tutto merito del reality “Amore Sabato” prodotto dalla Huai Hai e ambientato tra i mari cristallini dell’isola. A Pechino, l’anno scorso, l’hanno guardato in 175 milioni.
micaela.cappellini@ilsole24ore.com

Vacanza in Italia? Bella ma caraultima modifica: 2010-08-09T12:51:33+02:00da michelepositano
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