Nuove rivelazioni sulla morte di Lady -Diana. Quell’inchiesta fu una farsa

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Almeno 500 prove furono censurate. Lo denuncia, in un libro, uno scritto australiano. E chiede l’apertura di un nuovo processo. In Francia

Nel mese in cui ricorre il tredicesimo anniversario della morte di Lady Diana, il prossimo 31 agosto, spuntano nuove ed inquietanti rivelazioni circa la prematura scomparsa della principessa del Galles, ex moglie di Carlo d’Inghilterra, nell’incidente stradale sotto al tunnel dell’Alma di Parigi, nel quale persero la vita anche il fidanzato, Dodi Al Fayed e l’autista della limousine, Henri Paul. Stando, infatti, al Daily Express, che riprende le indiscrezioni contenute nel libro Diana Inquest: The Documents The Jury Never Saw dello scrittore australiano John Morgan, ci sarebbero almeno 500 prove di rilevante importanza che sarebbero state volutamente nascoste durante il processo di Londra del 2008, fra cui le testimonianze del patologo francese Dominique Lecomte e del tossicologo Gilbert Pepin che analizzarono il corpo di Diana e che si rifiutarono di comparire in aula, oltre all’accusa che i campioni di sangue prelevati dal corpo dell’autista per confermarne l’eccessivo tasso alcolico (l’uomo è stato ritenuto responsabile dell’incidente) sarebbero stati, in realtà, presi da un altro cadavere.

GIURATI BENDATI – Da qui, la richiesta di una nuova inchiesta, da tenersi questa volta in Francia, visto che il processo inglese sarebbe stato costellato di errori ed omissioni a causa di un insabbiamento di origine francese. «Nel mio libro vengono pubblicati più di 100 documenti importanti – ha spiegato Morgan al giornale – oltre ad una lista di altri 400 a cui la giuria avrebbe dovuto avere accesso se si voleva raggiungere un vero verdetto. Gli avvocati dicono che la giustizia è cieca, ma in questo caso ho le prove che sono stati i giurati ad essere stati bendati, visto che l’inchiesta ufficiale è stata un’autentica farsa». Nelle 700 pagine del libro, il quarto di una serie che intende analizzare ogni aspetto della morte di Diana e Dodi, Morgan esprime le sue perplessità sulla cura minuziosa delle indagini, tanto che a suo dire sarebbero molto più significativi i documenti che non sono stati resi pubblici di quelli, invece, mostrati.

 

LA CORTE INTERNAZIONALE DI GIUSTIZIA – «A quel tempo, la gente si aspettava un vero verdetto nell’inchiesta sulla morte di Diana – ha proseguito l’autore – ma con una tale censura, che ha nascosto un numero così grande di prove, la giuria non aveva alcuna possibilità di raggiungere un verdetto equo, imparziale e, più di tutto, vero ed è stata tenuta all’oscuro di tutto. Ecco perché il solo modo per ottenere giustizia e per stabilire la verità una volta per tutte è quello di avviare un’inchiesta indipendente, condotta magari dalla Corte Internazionale di Giustizia, questa volta su suolo francese, visto che l’incidente è accaduto in Francia e i testimoni sono francesi e, quindi, sarebbero così costretti a testimoniare». Una convinzione che è anche di Mohamed Al Fayed, il padre di Dodi, che non ha mai creduto nella veridicità delle conclusioni inglesi riguardanti la morte del figlio e della principessa Diana. «Morgan per questo caso ha fatto molto di più della polizia francese e inglese – ha spiegato l’ex proprietario di Harrods al giornale – dimostrando come gli investigatori fossero più interessati a coprire quello che era davvero accaduto che a scavare per cercare la verità».

di Simona Marchetti

Nuove rivelazioni sulla morte di Lady -Diana. Quell’inchiesta fu una farsaultima modifica: 2010-08-07T15:14:40+02:00da michelepositano
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