Catastrofi naturali, soccorsi più efficienti grazie a un software peer-to-peer

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Tecnologia per collegare banche dati e movimenti di organizzazioni e agenzie coinvolte nei soccorsi

BRUXELLES – L’Unione europea ha finanziato applicazioni software che consentano alle squadre di pronto intervento, in caso di catastrofe naturale, di coordinarsi tra loro per salvare vite umane. In situazioni di emergenza la velocità di azione assume un ruolo fondamentale. «In caso di terremoto, incendio boschivo o inondazione, dobbiamo utilizzare tutte le risorse a nostra disposizione al fine di salvare il maggior numero possibile di vite umane e fornire servizi di pronto soccorso», ha detto Neelie Kroes, Commissario europeo per l’Agenda digitale.

TECNOLOGIA PEER-TO-PEER – Il progetto Workpad ha sviluppato una tecnologia peer-to-peer che consente di mettere in connessione banche dati di più autorità civili, organizzazioni non governative e agenzie che convergono verso una stessa scena di una catastrofe. L’intercomunicazione viene nettamente migliorata con la presenza di un centro raccolta dati. Le energie delle forze in campo vengono massimizzate, se ne guadagna in efficienza e prontezza di azione. Quando si manifesta un sisma è prioritario localizzare i superstiti sotto le macerie per poterli trarre in salvo. Utilizzando la rete peer-to-peer tutte le squadre possono avere le informazioni a disposizione sulla situazione e possono coordinarsi per un intervento mirato evitando situazioni di caos nei soccorsi. Oltre alla geolocalizzazione sia dei superstiti che delle squadre, sono a disposizione informazioni relative alle generalità delle persone, per esempio elenchi con i nomi degli abitanti di un edificio colpito da un terremoto. Si possono reperire anche carte geografiche e tabulati telefonici. La rete collega i diversi sistemi di back-office che fanno capo a un centro di raccolta dati. Le squadre di pronto intervento sul campo traggono informazioni dalle banche dati utilizzando computer palmari. Il software può designare anche i compiti delle singole squadre di soccorso in base alla specifica situazione di emergenza. L’aggiornamento dell’applicazione avviene in tempo reale e può indicare altre azioni da compiere quando avvengono ulteriori situazioni urgenti.

FONDI – Nel progetto Workpad la Commissione ha investito 1,85 milioni di euro e vi hanno partecipato anche l’Università La Sapienza di Roma, università dell’Austria, piccole e medie imprese spagnole e ceche. «I fondi Ue per la ricerca hanno contribuito allo sviluppo di uno straordinario strumento grazie al quale le operazioni di pronto intervento vengono ulteriormente migliorate e velocizzate. E la commissaria Kroes ha anche indicato che «è in questo modo che la ricerca e l’innovazione partecipano alla costruzione dell’agenda digitale europea». Dal 2006 al 2009 il progetto ha avuto l’aiuto anche della Regione Calabria. Non è un caso che la regione, situata alla punta dello Stivale, sia coinvolta: nel Sud Italia i boschi vengono spesso colpiti da incendi estivi e ci sono zone a rischio sismico. Le applicazioni software sviluppate con il progetto di ricerca Workpad sono pronte e i più interessati a dotarsene sembrano essere proprio la Calabria e la Repubblica Ceca.

Giovanni de Paola

Catastrofi naturali, soccorsi più efficienti grazie a un software peer-to-peerultima modifica: 2010-08-05T11:05:55+02:00da michelepositano
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