Imma sta bene: «Sotto le macerie -ho pensato a mamma e papà»

                

 

Ho pensato che potevo morire». Imma Mauriello, la bimba di Afragola uscita illesa dal crollo della palazzina di via Calvanese, ripercorre così ai microfoni di Mediaset quelle tragiche ore trascorsi sotto le macerie. «Non potevo respirare – ha ricordato la bambina – mi sentivo mancare l’aria e non mi potevo muovere. Poi mi hanno trovata, hanno fatto un buco per farmi respirare e mi hanno detto di non avere paura. Io ho detto che volevo un gelato alla nocciola».

«Ho pensato a mamma e papà. E anche a mio fratello gemello. Con lui stiamo insieme, giochiamo e qualche volta litighiamo pure». Così la piccola Imma, la bimba di 10 anni unica sopravvissuta al crollo della palazzina di Afragola, dal lettino dell’ospedale Santobono di Napoli dove è ricoverata da ieri, rievoca quelle terribili ore trascorse sotto le macerie. «Oggi non è un bel giorno – ha aggiunto – anche se è tutto passato». La bimba ancora non sa che la nonna, con la quale viveva nell’appartamento caduto al suolo, è morta nel crollo. Ma forse comincia a realizzare e aggiunge: «Non sono contenta di come è andata a finire». Imma, ancora sotto choc per quello che le è capitato, parla dal lettino del reparto di Chirurgia dell’ospedale Santobono di Napoli. Non ha molta voglia di ricordare quanto le è successo, e ha l’aria triste mentre cerca di ingannare il tempo e di distrarsi giocando con il suo Nintendo. Le sue condizioni fisiche sono tuttavia buone: in questi giorni particolarmente difficili, inoltre, sarà assistita anche da una equipe di psicologi del Santobono. Accanto a lei, stamattina, ci sono la sorella e la mamma. Col fratello gemello, al quale è molto legata, si è vista ieri sera. E proprio al fratello Raffaele è legato un racconto della madre della piccola. «Lui, al contrario di Imma – ha raccontato – dorme con me». La bambina, infatti, era solita dormire a casa della nonna. «la notte di venerdì Raffaele era particolarmente irrequieto, mi ha svegliato. Poi ieri quando avevamo perso la speranza di rivedere Imma mi ha detto di non preoccuparmi e che sentiva la voce della sorella che mi chiamava e che diceva che stava bene». 

DIMESSA PRIMA DI FERRAGOSTO Imma Mauriello da ieri ricoverata al reparto di chirurgia del Santobono potrebbe essere dimessa dall’ospedale prima di Ferragosto. Questo quanto riferito dal vice direttore sanitario dell’ospedale pediatrico Eduardo Ruotolo. «Le condizioni della bambina – ha affermato Ruotolo – sono in continuo miglioramento e ci fanno sperare di poterla dimettere prima di Ferragosto». Si potrebbe ridurre dunque la permanenza di Imma nella stanza del reparto di chirurgia in cui è ricoverata da ieri in seguito al crollo della palazzina ad Afragola in cui viveva con la nonna. «Da tenere sotto controllo – ha aggiunto il vice direttore sanitario del Santobono – è il trauma addominale, ma al momento gli esami danno esito negativo». La bambina per tutta la giornata di oggi è stata circondata dall’affetto di familiari e amici. Nella stanza con lei insieme al papà Stefano, alla sorella Anna e al fratello gemello Raffaele anche alcuni amici di scuola. La famiglia ha chiesto riservatezza cosicchè la bambina possa riprendersi senza ulteriori traumi.(

IL PAPÀ: “SAPEVO CHE ERA VIVA” «Ho sempre saputo che Imma era viva». Stefano Mauriello è il papà di Imma la bimba miracolosamente estratta ieri dalle macerie della palazzina crollata ad Afragola. «Imma sta bene – ha detto il padre – si è soltanto molto spaventata stamattina per le telecamere. Ma ora sta bene». La bimba ha raccontato ai genitori i momenti del crollo e le lunghe ore in cui è rimasta sotto le macerie. «Imma – ha riportato il padre – era nella sua stanza quando c’è stato il crollo dell’edificio e tutto il tempo sotto le macerie è stata sveglia». La bimba come ha raccontato ha sentito per le lunghe ore le voci degli uomini dei soccorsi e delle persone che si erano radunate sul posto. Una bimba «forte» così l’ha descritta papà Stefano. «Imma – ha detto Stefano – è già una piccola donna, aiuta in casa e si prendeva cura della nonna». Al momento, la bambina non sa ancora che sua nonna Anna ha perso la vita nel crollo. Un crollo di cui papà Stefano non si dà spiegazioni. «Non so di chi sia la colpa – ha affermato – c’è chi dice che avevano costruito un solaio, chi che c’erano delle crepe. Adesso – ha concluso – il mio pensiero è soltanto che mia figlia è viva e sta bene».

TELEFONO AZZURRO: “IMMA FUORI DA CIRCO MEDIATICO” «La piccola Imma ha solo bisogno di star fuori dal circo mediatico»: parola di Ernesto Caffo, presidente di «Telefono Azzurro», che commentando il modo in cui la bambina di Afragola superstite del crollo della palazzina è stata trattata dai media parla, senza peli sulla lingua, di «stupidità di certi giornalisti». «Quando ho saputo del crollo di Afragola – spiega Caffo all’ANSA – ho subito pensato che si sarebbe costruito su questa vicenda drammatica un evento mediatico paragonabile a quello di Vermicino. Gli elementi c’erano tutti, le emozioni, la salvezza che cancella i morti, eccetera». E così è stato, secondo il presidente dell’associazione che si occupa di tutela dei bambini: «bisognerebbe evitare di fare spettacolo sulla pelle dei bambini, e invece…». Imma, spiega, «ora ha solo bisogno di stare con i suoi cari; ha perso il contatto con la realtà che le apparteneva, il senso di morte l’ha accompagnata per ore, è in una fase molto delicata e ha bisogno di essere tutelata, protetta e sostenuta. Non dovrebbe essere sottoposta a interviste e domande. Molte volte i giornalisti non sanno trovare argomenti e fanno domande stupide, senza senso e senza rispetto per le persone coinvolte in tragedie. E questo vale ancora di più se si tratta di bambini».

LA MAMMA: «NONNA MORTA PER LEI»  Il pensiero di Imma Mauriello, la bimba di 10 anni estratta viva dopo quindici ore trascorse sotto le macerie del crollo di Afragola, è continuamente rivolto alla nonna che dormiva con lei nell’abitazione sbriciolatasi venerdì notte. Alla bimba non è stato ancora detto nulla della tragica fine della donna che non ce l’ha fatta e alla quale Imma era particolarmente legata. I suoi familiari non sanno nè quando, nè come, le daranno la triste notizia: «È ancora troppo presto – dice la sorella giunta al capezzale della bimba all’ospedale Santobono di Napoli – Lei continua a chiedere della nonna». La mamma non ha lasciato sola Imma nemmeno per un attimo da quando è arrivata in ospedale: «Per fortuna mia figlia è viva, anche se ho perso mia mamma – commenta -. Diciamo che lei è morta per salvare sua nipote».

IL PARROCO: «NON RABBIA, MA DOLORE» «C’è dolore, tanto, e solidarietà con le famiglie colpite da questa tragedia, ma non rabbia nella nostra comunità». Così il parroco della chiesa di San Giorgio, che si trova a poche decine di metri dalla palazzina crollata venerdì notte, don Massimo Vellutino. «Conoscevo Pasquale Zanfardino ed Enrica Tromba. Erano cristiani, anche se non erano assidui in chiesa. Ci veniva sempre, invece, la signora Anna Cuccurullo (la terza vittima del crollo) e ci viene per il catechismo, dove è tra i migliori, la piccola Imma. I momenti di tensione tra familiari e parenti della vittime e le forze dell’ ordine di ieri, mentre i soccorritori erano ancora al lavoro si spiegano – dice il sacerdote – con il dolore e la volontà di poter vedere un’ ultima volta quei corpi. Ma non era possibile, c’ erano teste ed arti staccati, era uno spettacolo orribile». Ci sono colpe nell’ accaduto? «Non credo – dice don Vellutino, parroco ad Afragola da 11 anni – e non bisogna alimentare odio. Qui c’è stata una gara generosa di solidarietà da subito dopo il crollo, quando la gente ha cominciato a scavare con le mani, ed un intervento immediato dei soccorsi. Certo – aggiunge – ci vorrebbero dei sopralluoghi sulle tante grotte in tufo del sottosuolo e qui, dove per tradizione molti lavorano nell’ edilizia come muratori, c’è un’ abitudine al ‘fai da tè, che non aiuta la sicurezza degli edifici». I funerali delle tre vittime del crollo di Afragola saranno celebrati nella Chiesa di San Giorgio, parrocchia dell’ omonimo quartiere, che conta circa 15 mila abitanti. La data dipende dalla magistratura, che deve autorizzare la liberazione della salme dopo l’autopsia. Si ipotizza la metà della prossima settimana.

REPORTER: “NESSUNO HA PAGATO PER FOTO” Fotografi e reporter che hanno lavorato ieri ad Afragola sul crollo della palazzina in via Calvanese smentiscono di aver pagato per guadagnare una posizione privilegiata sui balconi delle palazzine adiacenti a quella crollata in via Calvanese. «Nessuno di noi ha pagato – dice il fotografo di un quotidiano di Napoli – è vero solo che da un gruppo di persone affacciate ad un balcone ci è arrivato l’invito a salire per scattare foto, accompagnato dalla richiesta di una piccola somma di denaro, ma le facce non ci hanno convinto e nessuno di noi è salito».

LUTTO CITTADINO È lutto cittadino ad Afragola, dove il Comune ha cancellato gli spettacoli dell’estate, che sono stati rinviati a settembre. I funerali delle tre vittime del crollo di venerdì notte si svolgeranno nella chiesa di San Giorgio, a pochi metri da via Calvanese dove ha ceduto la palazzina di due piani, a spese dell’ammministrazione comunale appena l’autorità giudiziaria libererà le salme. Ieri al sindaco Vincenzo Nespoli, senatore del Pdl, sono giunte le telefonate del premier Silvio Berlusconi e del ministro delle Infrastrutture Altero Matteoli. Stamattina il vicesindaco Antonio Pannone si è recato all’ospedale Santobono di Napoli dove è ricoverata la piccola Imma Mauriello, recuperata dalle macerie quindici ore dopo il crollo. Tecnici del comune e geologi stanno lavorando per cercare di risalire alle cause del crollo. Ma tutti confermano che non c’era nessuna cavità sottostante alla palazzina, ma solo un piccolo cantinato, che non ha influito nel cedimento della struttura.

VICINI: “SEGNALI PREMONITORI” Da qualche giorno il cancello della palazzina crollata venerdì notte in via Calvanese ad Afragola non chiudeva bene. Un segnale premonitore di un possibile cedimento delle strutture. Lo raccontano alcuni vicini e lo confermano alcuni tecnici al lavoro per eseguire la demolizione di due palazzine adiacenti disposta ad horas dal Comune. La palazzina – come mostrano spezzoni di travi e di pilastri che affiorano dalle macerie era stata costruita dice il geometra dell’ufficio tecnico comunale Antonio Esposito – con una tecnica degli anni 60-70, utilizzando un «ferro liscio» che non si usa più da decenni. Sotto la palazzina, però non c’era nessuna cavità, e dunque il crollo è dovuto, molto probabilmente, ad un cedimento delle strutture, che sarebbe confermato dalla caduta in avanti della palazzina. L’edificio originario era stato costruito in tufo, come buona parte delle costruzioni di Afragola. Lo conferma il geologo Antonio Boemio, conoscitore delle cavità del Comune dell’entroterra napoletano. Il violento nubifragio di venerdì notte – secondo il geologo – sarebbe stata comunque una concausa del crollo.

NOTTE OK PER IMMA Ha trascorso una notte tranquilla la piccola Imma Mauriello, la bimba di 10 anni uscita illesa dal crollo della palazzina di Afragola, nel Napoletano. Nonostante il trauma addominale e lo schiacciamento di un piede, le sue condizioni sono giudicate complessivamente buone dai sanitari dell’ospedale napoletano Santobono dove è ricoverata da ieri. «La situazione è buona – ha detto Eduardo Rotolo, vicedirettore sanitario del Santobono – e le sue condizioni sono migliorate. La bambina – ha proseguito – ha riposato tranquillamente, è sotto terapia e sotto l’effetto degli antidolorifici. Resterà comunque sotto osservazione per le prossime 24 ore per il trauma addominale che ha riportato e per verificare eventuali complicanze che al momento non ci sono». Per Imma la prognosi è di trenta giorni, ma la piccola – questo almeno è l’auspicio dei medici – in assenza di complicazioni potrebbe essere dimessa prima.

Imma Mauriello, la piccola coinvolta nel crollo della palazzina ad Afragola, è stata trasportata, a bordo di un’ambulanza del ‘118’, in ospedale, fra la commozione e gli applausi della gente. La folla che si è raccolta in via Calvanese e ha seguito il lavoro di scavo ha salutato con un forte applauso i soccorritori. Fonti della protezione civile hanno confermato all’ANSA che le condizioni generali di salute della bambina sono apparse buone. Con le lacrime agli occhi, raggiante, lo zio di Imma Mauriello racconta ai giornalisti le fasi del salvataggio della nipotina. «Aveva il piede bloccato da una grossa e pesante trave, l’hanno sollevata a poco a poco i vigili del fuoco ed i volontari della Protezione civile. Sono stati tutti bravi» dice senza riuscire a trattenere le lacrime. «Ringrazio tutti» aggiunge lo zio mentre l’ambulanza con Imma si allontana a sirene spiegate.

BIMBA NON SA CHE LA NONNA È MORTA «Mia figlia ha chiesto della nonna perchè non lo sa che è morta. Lei è salva ma io ho perso mia madre. Avrei voluto che si fossero salvate entrambe…». A parlare nel cortile dell’ospedale napoletano Santobono è Carmela, la madre di Imma la bambina di 10 anni estratta viva dalle macerie del crollo della palazzina a Afragola. «Ha fame, vuole qualcosa da mangiare – ha affermato la madre – mi ha dato un bacio forte e vuole stare sempre con me. Chiunque siano i responsabili, ormai è successo». La donna ha detto che il palazzo era stato da poco ristrutturato come avevano voluto i coniugi Zanfardino, morti nel crollo dell’edificio.

PROCLAMATO LUTTO CITTADINO È lutto cittadino ad Afragola per le tre vittime del crollo della notte scorsa in via Calvanese. Sull’edifico del Comune è stata innalzata la bandiera a mezz’asta. I funerali delle tre vittime, per le quali si attende l’esito dell’autopsia disposta dalla magistratura, si terranno in un giorno non ancora precisato della prossima settimana. In serata il sindaco Vincenzo Nespoli ed il presidente della Provicia di Napoli, Luigi Cesaro, si recheranno a far visita alla piccola Imma Mauriello ricoverata nell’ospedale Santobono.

30 GIORNI DI PROGNOSI PER LA PICCOLA IMMA La piccola Imma Mauriello, rimasta coinvolta nel crollo della palazzina ad Afragola ed ora ricoverata nell’ospedale Santobono di Napoli, ha riportato un trauma da schiacciamento ad un piede ed è da valutare se abbia riportato un trauma toraco-addominale con eventuali conseguenze al fegato. I medici valutano discrete le sue condizioni e ipotizzano una prognosi di 30 giorni. La bambina è apparsa lievemente disidratata ed il risultato degli esami neurologici non desta preoccupazioni. È attualmente ricoverata nel reparto di Chirurgia ed è in compagnia dei genitori mentre sono in corso ulteriori accertamenti. «La piccola ha reagito bene dal punto di vista fisico – dice Eduardo Ruotolo, vice direttore sanitario del Santobono – è una bambina forte. Ricorda tutto ciò che è accaduto ed è rimasta cosciente durante tutto il tempo passato sotto le macerie».

PROCURA DI NAPOLI APRE INCHIESTA La procura della Repubblica di Napoli ha aperto una inchiesta per l’ipotesi di omicidio colposo plurimo sul crollo della palazzina di Afragola avvenuto la scorsa notte. Il fascicolo, al momento «contro ignoti», è stato affidato al pm di turno, Giuseppina Loreto che si è recata sul luogo poche ore dopo la sciagura. Il procuratore Giovandomenico Lepore, al quale il sostituto ha illustrato la situazione, ha sottolineato la tempestività e l’efficienza dei soccorsi. Il pm acquisirà presto tutta la documentazione riguardante lo stabile e, con ogni probabilità, affiderà a consulenti tecnici l’incarico di esaminare la struttura per accertare le cause del crollo. Oggi ai giornalisti gli esperti dei vigili del fuoco hanno spiegato che l’alluvione può essere stata solo una concausa de disastro. «Un palazzo non crolla per la pioggia – ha detto il comandante dei vigili del fuoco Giovanni Fricano – questo edificio ha avuto un cedimento strutturale e bisognerà verificare cosa l’abbia provocato».

IL SINDACO: «CEDIMENTO STRUTTURALE» Il sindaco di Afragola Vincenzo Nespoli, deputato del Pdl, afferma che «le cause del crollo sono da ricondursi al cedimento strutturale della palazzina di due piani di via Calvanese». «Dagli atti del Comune non risultano – afferma Nespoli – costruzioni abusive in questa zona. Ma la costruzione, va detto, risale agli anni ’40 ed ha subito una trasformazione edilizia negli anni ’60»’. Nel 2006, invece, Pasquale Zanfardino, una delle vittime del crollo, aveva acquistato l’immobile ed aveva eseguito lavori che il sindaco definisce di «riattazione interna». Un tecnico mostra ai giornalisti le travi di legno che venivano utilizzate ancora negli anni ’40 e ’50 spezzate dal crollo, che appaiono anche in parte marce. «Sopra quelle travi è stato caricato un solaio – aggiunge – il cui peso non è stato retto dalle strutture». I tecnici del Comune di Afragola escludono, dunque, che il crollo della palazzina di via Calvanese, al civico 5, sia dovuto ad infiltrazioni di acqua o alla prEsenza di cavità sottostanti all’edificio. Lo ha ribadito ai giornalisti il sindaco Vincenzo Nespoli. «È stato un cedimento strutturale – ha affermato Nespoli in una conferenza stampa nella sede del Municipio – non risultano agli atti del Comune lavori di ristrutturazione, anche se nel 2006 dopo l’acquisto dell’immobile Pasquale Zanfardino aveva svolto lavori di riattazione ma senza che la Dia (Denuncia di inizio attività) fosse pervenuta al Comune». La palazzina accanto a quella crollata, al civico 7 di via Calvanese, parzialmente danneggiata dal crollo, sarà abbattuta ad horas. Il sindaco ha già firmato l’ordinanza. «La palazzina dove abitavano i coniugi Zanfardino – ha ancora detto il sindaco – è stata realizzata su vecchie preesistenze agricole, trasformate negli anni Quaranta in abitazioni. Poi negli Sessanta c’è stato un intervento di ristrutturazione ma il patrimonio edilizio di Afragola è vetusto. Esiste un problema di sostituzione degli immobili che il Comune non pu• affrontare con i fondi a disposizione senza la partecipazione dei privati». Testimoni del crollo della notte scorsa hanno riferito che il cedimento della palazzina di via Calvanese è stato preceduto da un boato, un segnale che, secondo i tecnici, confermerebbe, insieme con la polvere e la mole delle macerie, il crollo improvviso delle strutture.

ESTRATTA VIVA DALLE MACERIE Imma Mauriello, la bimba di 10 anni, è stata estratta viva dalle macerie del palazzo crollato la scorsa notte a Afragola. Fonti della Protezione civile hanno detto all’ANSA che la bimba, ad un primo esame, appare in discrete condizioni. Le operazioni di recupero della piccola Imma si sono svolte con grande cautela, soprattutto perchè una gamba era rimasta impigliata nelle macerie. Ai volontari della Protezione civile che hanno collaborato con i vigili del fuoco ad estrarla, Imma è apparsa in buone condizioni. Durante il recupero è stata sentita chiamare a voce alta la nonna.
La piccola Imma Mauriello è attorniata in questi minuti dai medici che la stanno visitando. È perfettamente vigile e cosciente ma ha ancora quattro dita del piede sinistro impigliate tra le macerie. I soccorritori stanno facendo ogni sforzo per evitare che il piede possa riportare danni. La bambina parla e dovrebbe essere trasferita nel giro di poco in ospedale con un’ambulanza che è ferma a pochi metri. La bambina è circondata dai medici e dai soccorritori. Nel braccio le è stata posta una flebo contenente una soluzione salina ma le sue condizioni generali appaiono buone. L’estremità del piede sinistro è ancora bloccata da una trave ed i soccorritori stanno facendo ogni sforzo per evitarle danni. La bambina appare vigile e sta scherzando con i soccorritori che cercano di distrarla.

IL VIGILE CHE HA SALVATO LA BIMBA Carlo Sepe, uno dei soccorritori della piccola Imma, la bimba estratta dalle macerie del crollo di Afragola, esprime tutta la sua felicità. «Ce l’abbiamo fatta – dice all’ANSA – senza farle del male, aveva soltanto delle escoriazioni sulle gambe ma stava bene». Intorno a lui donne e uomini della Croce Rossa e della Protezione Civile hanno le lacrime agli occhi e si stringono la mano. «Abbiamo visto prima la testa della bambina – spiega – e abbiamo capito che era viva, poi abbiamo cominciato a tirare fuori il corpo. La gambetta sinistra per fortuna è stata protetta da un materasso di gomma piuma che abbiamo tagliato a poco a poco. Ma era incastrata sotto una trave».

LA SORELLA: “E’ ANCORA VIVA” I soccorritori che procedono alle operazioni di scavo hanno improvvisamente urlato tutti insieme «è viva», riferendosi alla piccola di 10 anni individuata tra le macerie. Ciò smentirebbe la notizia diffusa in precedenza dalle forze dell’ordine del ritrovamento del corpo della bimba sepolta sotto il crollo della palazzina di Afragola. Anna, la sorella della bambina ha confermato:«l’hanno sentita lamentarsi, è viva». Al momento i vigili del fuoco non confermano la notizia diffusa dalla sorella.
«Parla – ha detto ancora Anna, la sorella della piccola Imma – C’è un medico che si è avvicinato a lei, ancora incastrata tra le macerie, e le ha somministrato ossigeno. È molto spaventata, e il medico ha cercato di rassicurarlà». Non sono ancora chiare le condizioni della piccola: protezione civile, vigili del fuoco e parenti continuano ad operare sul luogo del crollo per tirarla fuori al più presto.

BIMBA HA CHIESTO UN GELATO I vigili del fuoco hanno finalmente avvistato la piccola Imma, di 10 anni, viva ma ancora incastrata sotto le macerie della palazzina crollata la notte scorsa. Liberare la bambina dalla posizione in cui si trova e mettere in sicurezza l’area circostante sta richiedendo un intervento molto delicato. Imma, comunque, parla e ha addirittura chiesto a chi la sta soccorrendo di poter avere un gelato. Dall’esterno continuano a somministrarle l’ossigeno con una grossa bombola arrivata pochi minuti fa con ulteriori soccorsi.

ASSESSORE: PIOGGIA NON C’ENTRA «Il crollo della palazzina ad Afragola è sicuramente dovuto al pessimo stato della costruzione: la pioggia è solo l’ultima motivazione»: così l’assessore regionale alla Protezione Civile, Edoardo Cosenza, sul crollo di stanotte ad Afragola. «Gli edifici – spiega – non crollano mai per i nubifragi. Il patrimonio edilizio va adeguatamente controllato e mantenuto se si vogliono evitare tragedie come questa. È nostro intendimento, perciò, incentivare la sostituzione degli edifici fatiscenti». «La Protezione civile della Regione Campania e le associazioni di volontariato hanno lavorato senza sosta. D’intesa con il presidente Caldoro, abbiamo disposto i primi, immediati soccorsi. Il dirigente della Protezione Civile Generoso Schiavone è giunto sul posto immediatamente e ha seguito personalmente tutte le operazioni» conclude l’assessore.

GEOLOGI: CAVITA’ FATISCENTI L’area di Afragola, nel napoletano, dove è avvenuto il crollo di questa notte, «presenta una serie di cavità che destano preoccupazione oltre a un problema che abbiamo sempre denunciato della fatiscenza della rete idrica e delle reti fognarie». Lo ha detto il presidente dell’Ordine dei geologi della Campania, Francesco Russo, interpellato sulla sciagura. Russo ha quindi annunciato di aver inviato una squadra sul posto sottolineando comunque che ora «la priorità sono gli interventi di soccorso». «Al momento – ha aggiunto Russo raggiunto telefonicamente – tutte le ipotesi non sono supportate dai fatti ma si può dire che i terreni di quell’area, tutti di materiale vulcanico, sono assimilabili alle sabbie e bastano poche infiltrazioni di acqua per far perdere le caratteristiche ai materiali e creare vuoti e cedimenti in fondazione». In questo caso poi, ha sottolineato l’esperto, si parla di «una quantità di acqua notevole in tempi brevissimi su un terreno già predisposto». «Ancora una volta purtroppo – ha quindi concluso il presidente dei geologi campani – si conferma come il modello geologico del sottosuolo, che indica l’idoneità per le costruzioni, sia una priorita».

TROVATO CORPO DELLA NONNA Sono stati trovati poco fa ad Afragola i corpi senza vita della bambina e della nonna rimaste sepolte nel crollo della palazzina. Si tratta di Anna Cuccurullo, di 75 anni, e di sua nipote Imma Mauriello, di 10 anni. Momenti di grandissima emozione, ad Afragola, al momento del passaggio della salma, sistemata su un’ambulanza, di Anna Cuccurullo. Il corpo della nipotina Imma, invece, non è stato ancora estratto dai soccorritori.

CORDOGLIO DELLE ISTITUZIONI Il Presidente del Senato Renato Schifani fortemente colpito dalla notizia del tragico crollo di una palazzina nel Comune di Afragola avvenuto nella notte, ha espresso i sentimenti di profondo cordoglio, suoi personali e dell’intera Assemblea di Palazzo Madama, per le vittime di una sciagura che ha colpito profondamente tutta la cittadinanza e l’intero Paese.
Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, appresa la notizia del tragico bilancio del crollo di una palazzina ad Afragola, ha chiesto al Prefetto di Napoli di rappresentare alla cittadinanza la propria vicinanza e ai famigliari delle vittime i suoi sentimenti di partecipazione al loro grande dolore.
Il Presidente della Camera dei deputati, Gianfranco Fini, ha inviato al Sindaco di Afragola un telegramma nel quale ha espresso, a nome suo personale e della Camera dei deputati, la più intensa vicinanza, unitamente ai sentimenti del più profondo cordoglio ai familiari delle vittime del crollo della palazzina. Il Presidente Fini ha, inoltre, inviato il sincero augurio di una pronta guarigione a quanti sono rimasti feriti nel tragico incidente.
«Sono profondamente addolorato per la tragedia di Afragola». Così il presidente della Regione Campania Stefano Caldoro, dopo aver appreso della notizia del crollo della palazzina. «Ai familiari delle vittime va il mio personale cordoglio e quello dell’intera giunta regionale della Campania – aggiunge -. Ho già disposto i dovuti accertamenti per verificare le cause del crollo e dato mandato agli uffici di assicurare gli interventi necessari a sostegno delle famiglie così dolorosamente colpite dalla tragedia». «Sono in contatto – ha concluso Caldoro – da stanotte con la Protezione civile della Campania, che mi aggiorna costantemente sull’evolversi della vicenda».
Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ha espresso ai familiari delle vittime del tragico crollo di Afragola il suo personale cordoglio e quello dell’intero governo, assicurando vicinanza e sostegno da parte dell’Esecutivo.

GENTE SCAVA A MANI NUDE La gente di Afragola (Napoli), i volontari della Protezione civile e i vigili del fuoco hanno scavato tutta la notte e a mani nude e solo dopo nove ore sono stati estratti i corpi senza vita di due sposi, rimasti uccisi nel crollo di una palazzina avvenuto la notte scorsa. Pasquale Zanfardino, di 33 anni, e la moglie Enrica Tromba, di 29, sono stati trovati abbracciati nel loro letto e tirati fuori a fatica: erano rimasti incastrati tra le pietre di tufo e il cemento armato. Le ricerche continuano, per individuare anche le altre due persone certamente coinvolte nel disastro: Anna Cuccurullo, di 75 anni, e la nipotina di 10, Imma Mauriello. A lungo si è ritenuto che tra i dispersi potessero esserci anche tre immigrati, provenienti dal Marocco e dal Ghana, che risultano all’anagrafe abitanti nell’edificio distrutto. Tuttavia, secondo le ultime informazioni raccolte di carabinieri, almeno due degli stranieri sicuramente non si trovavano nell’edificio al momento del crollo. Subito dopo l’incidente, le forze dell’ordine avevano parlato del possibile coinvolgimento di un bimbo di otto mesi: in realtà si è saputo in mattinata che i coniugi Zanfardino non avevano figli. Secondo alcune voci diffuse nel quartiere, che non trovano per ora conferma, Enrica era incinta. Le operazioni di soccorso si svolgono in un clima di grandissima agitazione. La rabbia dei parenti delle vittime più volte è sfociata in invettive anche nei confronti delle forze dell’ordine. In via Calvanese, la strada dove si trova la palazzina, le strutture contigue all’edificio crollato sono pericolanti e sono state fatte sgomberare subito dopo il disastro. Fra i parenti che attendono dalla notte scorsa di conoscere la sorte dei loro cari, vi è la madre della piccola Imma, Carmela: nell’incidente sono state coinvolte sua madre e sua figlia. La bambina infatti aveva l’abitudine di dormire dalla nonna per farle compagnia. Carmela ha aspettato tutta la notte, in lacrime, seduta sul marciapiede di via Calvanese assieme alle sorelle e alle nipoti, in attesa di notizie sulla sua bambina. Il padre della piccola lavora a Grosseto e si è messo in viaggio appena ha appreso della sciagura. Il crollo ad Afragola è avvenuto durante il diluvio della scorsa notte, durato diverse ore. Alcuni abitanti della zona hanno raccontato di aver sentito una forte esplosione subito dopo aver visto un fulmine. Secondo i vigili del fuoco, comunque, il temporale può essere soltanto una concausa. «Un palazzo non crolla per la pioggia – ha detto il comandante dei vigili del fuoco Giovanni Fricano – questo edificio ha avuto un cedimento strutturale e bisognerà verificare cosa l’abbia provocato».

TENSIONE CONTRO FORZE DELL’ORDINE Momenti di forte tensione si stanno registrando in via Calvanese, ad Afragola, dove sono stati estratti i corpi delle prime due vittime rimaste sotto le macerie della palazzina crollata la notte scorsa. Alcuni parenti e amici delle persone coinvolte hanno manifestato rabbia e dolore aggredendo verbalmente e anche fisicamente le forze dell’ordine che, però, hanno trattenuto l’impeto della folla riportando la calma nella pur stretta strada del centro di Afragola, dove alcuni palazzi sono tuttora pericolanti per le conseguenze del crollo. Una donna è stata colta da malore ed è stata soccorsa dagli uomini della Protezione civile. La concitazione del quartiere è esplosa dopo il passaggio della seconda barella, sulla quale veniva trasportato il corpo senza vita di Pasquale Zanfardino. Le forze dell’ordine non hanno consentito alla gente di avvicinarsi troppo al corpo e la rabbia è esplosa.

LA FOTO Dopo oltre sette ore di scavi emerge, dalla macerie del palazzo crollato ad Afragola, una fotografia formato gigante degli sposi che sono tra i dispersi: Pasquale ed Enrica, immortalati nel giorno delle nozze. L’immagine è strappata e non si vede il volto dello sposo che abbraccia la sua compagna avvolta in un vestito bianco di seta ricamato. Lei è bruna, con i capelli lisci, lunghi e sorride. C’è anche un’altra fotografia: si tratta anche in questo caso di una coppia di sposi, e in mezzo a loro c’è Anna Cuccurullo, l’anziana donna rimasta anch’essa coinvolta nel crollo. Escono fuori dalle macerie cassetti carichi di vestiti, libri, quaderni, oggetti che parlano della vita delle persone che, con un enorme sforzo collettivo, la gente di Afragola sta cercando tra le rovine, sperando di salvarle.

SORELLA BIMBA IN LACRIME Non è infatti confermata la presenza del bimbo di otto mesi, di cui avevano parlato in un primo momento gli inquirenti. Sul posto è arrivata invece la sorella della piccola I.M., la bambina di 10 anni che secondo la testimonianza della parente dormiva dalla nonna, Anna Cuccurullo, che abita invece al piano terra. La ragazza piange disperata, mentre aspetta il padre in arrivo da Grosseto, dove lavora. La mamma, invece, è tornata a casa dopo aver visto l’enorme cumulo di macerie.

SOCCORRITORE COLTO DA MALORE Uno dei soccorritori intenti a scavare da stanotte tra le macerie della palazzina crollata ad Afragola (Napoli) è stato colto da un malore durante le operazioni. L’uomo è stato soccorso dagli operatori del 118, e portato via in barella d’urgenza. Giovanni, questo è il nome del soccorritore, era caduto in una piccola voragine che si è creata fra le rovine, ed è stato portato in ospedale da una delle ambulanze che si trovano sul posto per soccorrere le vittime del crollo, che ancora non sono state trovate. In via Calvanese si vivono momenti di grande concitazione: i parenti delle vittime attendono a diversi metri dal luogo dell’incidente, in lacrime. Molte donne sono sopraffatte dalla disperazione, dopo oltre 7 ore di ricerche senza esito. Si continua a scavare alternando l’intervento della ruspa e le mani nude dei volontari della protezione civile e dei vigili del fuoco. Fra le macerie, avvolti da una polvere che rende l’aria irrespirabile, sono all’opera anche parenti delle persone rimaste coinvolte dal disastro. Contribuiscono ancora alle operazioni 4 cani della protezione civile.
 
DISPERSI TRE IMMIGRATI Si cercano anche tre immigrati, due marocchini ed un ghanese, i cui nomi risultano all’anagrafe fra gli abitanti della palazzina crollata ad Afragola la notte scorsa. Gli inquirenti non sono ancora sicuri che i tre stranieri, regolari, si trovassero effettivamente nella struttura al momento del crollo. Si tratta di Hassan Mayoufi, 43 anni, di Mina Mayoufi, 35 anni, entrambi del Marocco e di Jeff Kwame Kwakye, originario del Ghana.

IL CROLLO Quattro persone, tra le quali un bambino di pochi mesi, risultano disperse a seguito del crollo di una palazzina avvenuto poco dopo l’una della scorsa notte ad Afragola, nel Napoletano. I dispersi sono al momento una coppia di sposi – Pasquale Zanfardino, di 33 anni ed Enrica Tromba, di 29 – il loro figlioletto di pochi mesi ed una anziana donna, Anna Cuccurullo, di 75 anni. I carabinieri ed i tecnici del Comune stanno facendo comunque accertamenti per verificare se nell’edificio si trovassero, al momento del disastro, altre persone. Secondo alcuni vicini di casa, infatti, tra le macerie potrebbe essere rimasta anche una bambina di 10 anni, nipote della Cuccurullo, che, pur non risiedendo nell’edificio di via Calvanese, si sarebbe trattenuta in casa con la nonna per farle compagnia durante la notte. I vigili del fuoco stanno scavando con le mani nel tentativo di raggiungere le persone che dovrebbero trovarsi sotto le macerie. Vengono utilizzate anche unità cinofile per tentare di identificare i punti nei quali potrebbero essere i dispersi. Il crollo dell’edificio sarebbe stato provocato da un cedimento strutturale dovuto alle infiltrazioni di acqua piovana. Su tutto il Napoletano, nelle prime ore della notte, si è abbattuto un fortunale caratterizzato da pioggia battente e da fortissime raffiche di vento. Sul posto sono all’opera due squadre dei vigili del fuoco di Napoli, 20 volontari della protezione civile, carabinieri, polizia, vigili urbani e tecnici del Comune di Afragola. Una gran folla di persone – per la maggior parte abitanti della zona – è scesa in strada e chiede di poter partecipare alle operazione di soccorso. I vigili del fuoco, però, hanno fatto sgombrare la zona, anche perchè c’è il pericolo che un edificio contiguo a quello crollato possa a sua volta subire un cedimento. In un silenzio surreale si cerca di percepire gemiti o richieste di aiuto che potrebbero provenire da sotto le macerie.

 

La piccola sopravvissuta: «Non sono contenta di come è andata a finire». I medici: potrebbe essere dimessa presto

MILANO – Ha passato una notte tranquilla in ospedale. E al suo risveglio, ha ricordato quelle ore terribili sotto le macerie. «Ho pensato a mamma e papà. E anche a mio fratello gemello. Con lui stiamo insieme, giochiamo e qualche volta litighiamo pure». La piccola Imma, la bimba di 10 anni unica sopravvissuta al crollo della palazzina di Afragola costato la vita a tre persone, parla dal lettino dell’ospedale Santobono di Napoli dove è ricoverata. «Oggi non è un bel giorno – ha aggiunto – anche se è tutto passato». La bimba – che è stata estratta viva dai soccorritori dopo aver passato 15 ore sotto le macerie – ancora non sa che la nonna, con la quale si trovava nell’appartamento al momento del crollo, è morta. Ma forse comincia a realizzare e aggiunge: «Non sono contenta di come è andata a finire».

LE SUE CONDIZIONI – Nonostante il trauma addominale e lo schiacciamento di un piede, le condizioni della piccola sono giudicate complessivamente buone dai sanitari dell’ospedale napoletano «Le sue condizioni sono migliorate – afferma Eduardo Rotolo, vicedirettore sanitario del Santobono. – La bambina ha riposato tranquillamente, è sotto terapia e sotto l’effetto degli antidolorifici. Resterà comunque sotto osservazione per le prossime 24 ore per il trauma addominale che ha riportato e per verificare eventuali complicanze che al momento non ci sono». Per Imma la prognosi è di trenta giorni, ma la piccola – questo almeno è l’auspicio dei medici – in assenza di complicazioni potrebbe essere dimessa prima. E magari tornare a casa da papà e mamma per Ferragosto.
IL PALAZZO – Intanto emergono nuovi particolari sulle pessime condizioni della struttura. A quanto pare, il cancello della palazzina in via Calvanese 8 non chiudeva bene e gli abitanti dell’edificio stavano pensando di sostituirlo. Non si rendevano conto che era un segnale del cedimento strutturale. Il particolare emerge dalle testimonianze dei vicini, e trova riscontri nei primi rilievi dei tecnici del comune, impegnati nella messa in sicurezza delle strutture pericolanti accanto alla palazzina crollata. Le ruspe lavorano alacremente per portare via detriti e calcinacci, la strada è transennata, qualcuno degli sgomberati alla spicciolata porta via masserizie nelle buste della spesa, e qualcuno ha lasciato ceri e fiori attaccati alle transenne di protezione. Rose rosse in particolare a Pasquale e Katia, sposati l’8 maggio dello scorso anno, dalla zia Patrizia, che nel biglietto scrive che «il Signore ha voluto a se due angeli». «C’è stato un cedimento strutturale, credo – dice Antonio Esposito, geometra dell’ufficio tecnico comunale – l’edificio doveva essere stato ristrutturato negli anni ’60, come indicano le strutture in ferro liscio trovate nel cemento armato vecchio. Non è collassato su di sé, ma in avanti, e avrà collaborato qualche infiltrazione copiosa d’acqua. Del resto i cadaveri sono stati trovati 5 metri più avanti della linea del cancello, che lì sotto è sprofondato di un metro in avanti anch’esso».

Redazione online
01 agosto 2010© RIPRODUZIONE RISERVATA

Imma sta bene: «Sotto le macerie -ho pensato a mamma e papà»ultima modifica: 2010-08-01T19:07:38+02:00da michelepositano
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