Fiat/ Rinviata di due mesi l’uscita dalla Confindustria. Pomigliano fuori dall’associazione della Marcegaglia

fiat

La Fiat ha deciso di prendersi due mesi di tempo per stabilire se uscire o meno da Confindustria e disdettare così il contratto nazionale per la gestione di tutti i suoi impianti in Italia (è già pronta la lettera da consegnare a Viale dell’Astronomia, ha fatto sapere il Lingotto). Ha messo in sostanza in stand by la decisione, dopo che ieri Sergio Marchionne ha incontrato Emma Marcegaglia, per 60 giorni. Periodo in cui il Lingotto verificherà come andranno le trattative con i sindacati per la realizzazione del progetto Fabbrica Italia.

marchionne2

In sostanza, spiegano gli osservatori, la Fiat vorrebbe un accordo quadro che definisca le condizioni per attuare il progetto Fabbrica Italia: massimo utilizzo degli impianti, flessibilità, garanzie. E, nell’ambito di questo verrebbero poi definite intese specifiche a livello di stabilimento. Praticamente “esportare – come ha spiegato il responsabile auto della Fiom Enzo Masini – il modello Pomigliano a tutto il gruppo”.

Questo è soltanto uno dei punti emersi dal lungo incontro a Torino tra il capo Fiat delle relazioni industriali Paolo Rebaudengo e i sindacati che si sta svolgendo a Torino all’Unione degli Industriali. Un’altra cosa comunicata dal Lingotto è che Fabbrica Italia Pomigliano, la nuova compagnia nella quale saranno riassunti i lavoratori dello stabilimento campano Fiat, non sarà iscritta sempre all’associazione guidata da Emma Marcegaglia. Un escamotage giuridico per riassumere i 5000 lavoratori campani ma senza adottare il contratto nazionale. Infine il gruppo ha anche disdettato gli accordi sul monte ore dei permessi sindacali negli stabilimenti di Pomigliano e di Arese.

Le assunzioni dei lavoratori nella newco Fabbrica Italia Pomigliano inizieranno a settembre 2011, quando inizierà la produzione della Futura Panda e avverranno attraverso la cessione dei contratti individuali. I 5.200 lavoratori dello stabilimento Gian Battista Vico, oggi tutti in cassa integrazione straordinaria (poi diventerà cassa in deroga), passeranno gradualmente da Fiat Group Automobiles alla newco. Sarà quindi necessario l’assenso dei lavoratori. Se qualcuno dovesse non accettare resterà in cassa integrazione e poi andrà in mobilità perdendo quindi il posto di lavoro. Alla newco passerà anche gran parte dei lavoratori della Ergom di Napoli.

Questa mattina il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi aveva però escluso la possibilità di una uscita del Lingotto da Viale dell’Astronomia: “La Fiat non rinuncia ad essere associata – ha detto a margine di un convegno Unioncamere – non cerca strade al di fuori delle relazioni industriali”. Secondo il ministro, che si è detto “molto soddisfatto” del tavolo convocato ieri a Torino per parlare del futuro di Mirafiori, è stato confermato che “c’è una piattaforma riformista pronta a sostenere le politiche di investimento nel nostro Paese e fatta da tutte le grandi organizzazioni sindacali. Vorrei tanto che vi partecipasse anche la Cgil”. Per Sacconi “questa piattaforma c’è perchè Confindustria ha saputo offrire un ombrello adeguato alla Fiat”. Per Sacconi, inoltre, si deve andare avanti nella trattativa su Pomigliano “per individuare modi e tempi in cui effettuare l’investimento e insieme affidabili relazioni industriali e un’affidabile pieno utilizzo dell’impianto”.

Dal fronte sindacale, durante l’incontro di questa mattina la Uil ha ribadito la disponibilità “ad un massimo di 18 turni e a un’organizzazione del lavoro e della flessibilità necessaria in occasione dei picchi di mercato. Non ci saranno però accordi fotocopia”, ha spiegato Eros Panicali, responsabile auto del sindacato. Riguardo alla sospensione della decisione su Confindustria, Panicali ha osservato: “Questa minaccia è accantonata”, ha sottolineato. Immutata, invece, la contrarietà della Fiom: “L’azienda ha confermato che Pomigliano è un modello che intende esportare, al momento per tutto il settore auto, e probabilmente poi per tutto il gruppo. Su questo noi non li seguiamo”, ha ribadito Enzo Masini, responsabile auto della Fiom.

 “Siamo nelle stesse condizioni, non c’è nessuna novità – ha aggiunto il sindacalista di Corso d’Italia-. L’azienda vuole legare gli investimenti al poter fare deroghe al contratto nazionale. Noi abbiamo ribadito che ci sono tutte le condizioni per operare dentro al contratto nazionale e abbiamo proposto un terreno di confronto”. Per Masini “invece di avere una fase tranquilla per raggiungere uno sviluppo industriale, che continua ad apparire lontano nel tempo, si rischia di avere una situazione di conflitto negli stabilimenti. La Fiat sta usando in modo del tutto spregiudicato la crisi per cambiare i rapporti di forza all’interno del mondo di lavoro, tra sindacato, lavoratori e impresa. Le loro condizioni – ha concluso – sono inaccettabili”.

 

 affaritaliani.it

Fiat/ Rinviata di due mesi l’uscita dalla Confindustria. Pomigliano fuori dall’associazione della Marcegagliaultima modifica: 2010-07-29T20:21:32+02:00da michelepositano
Reposta per primo quest’articolo

Lascia un commento