Cento anni di impresa (per l’Italia) in un documentario firmato da Gianni Riotta

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Confindustria compie cento anni. Cento anni di storia che hanno fatto grande l’Italia e che vengono raccontati in un video che porta la firma di Gianni Riotta, il direttore del Sole 24 Ore. Un video che, non a caso, si intitola Cento anni di impresa. Per l’Italia. Con il punto che vuole indicare come l’impresa sia un patrimonio non del singolo imprenditore, ma dell’intero paese.

La storia delle imprese e delle industrie italiane è, infatti, anche la storia dello sviluppo sociale, civile, culturale di una nazione che in cento anni ha cambiato profondamente il suo volto, la sua identità, il suo stesso modo di essere: ancora all’inizio del Novecento l’Italia era un paese agricolo che, per dirla con lo stesso Riotta, «doveva ancora mettere assieme il pranzo con la cena» e che cinquant’anni dopo si troverà al centro di un boom economico che in poco tempo la proietterà ai vertici dell’economia mondiale. Il filmato, che dura circa 25 minuti, propone gli snodi salienti di questi 100 anni – lunghi e allo stesso tempo cortissimi – accompagnando la narrazione dei fatti con contributi tratti dagli archivi Luce e Confindustria.

Fatti che riguardano l’industria, che si intersecano con gli avvenimenti economici e le vicende sociali, offrendoci una chiave di lettura fondamentale per comprendere da un lato il percorso che ha condotto all’Italia di oggi, dall’altro all’identità attuale e alle potenzialità del nostro Paese. Una storia complessa e affascinante fatta di persone, simboli, valori e avvenimenti. E dove Confindustria emerge come protagonista sin dalla sua fondazione, con gli Agnelli, i Perrone, i Falco e poi ancora gli Olivetti, i Pirelli, i Pesenti, i Conti, i Motta gli Edison, i Dante Ferraris. Una storia fatta di grandi sfide e duelli, come quelli degli anni ’50 fra gli allora presidenti della confederazione Giuseppe Mazzini e Andrea Costa e i leader sindacali Bruno Buozzi e Giuseppe di Vittorio.

Una storia che conoscerà i primi fasti negli anni ’60 quando il boom economico lancia il made in Italy e porta agli italiani la vespa, la tv, gli elettrodomestici. E alla lira l’oscar della miglior valuta. Ai momenti belli si alterneranno quelli più difficili, come le conseguenze degli shock petroliferi dei primi anni ’70 e le domeniche a piedi, la marcia dei 40mila alla Fiat e la «stagione fosca degli anni di piombo», che farà pagare al nostro paese un tributo di sangue particolarmente alto. Spartiacque importanti saranno rappresentati dalla caduta del muro di Berlino (1989) e dalla nascita dell’euro, che per la prima volta nella storia unirà l’Europa senza che questo implichi il ricorso a una guerra. Sono anni che vedono alla presidenza di Confindustria Sergio Pininfarina, l’uomo che vara il Codice etico e costringe le imprese a tenere standard morali rigorosi. I primi anni ’90 saranno invece quelli della Concertazione e vedranno protagonisti Luigi Abete e il non ancora presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi.

Sul finire del secolo si apre poi l’era delle privatizzazioni e la globalizzazione si fa sempre più serrata: i paesi del Bric – Brasile, Russia, India e Cina – ci costringono a correre alla loro velocità. Pena la marginalizzazione della nostra economia. È la grande sfida dei nostri giorni: uscire dalla crisi costruendo un’Italia più dinamica, innovativa, competitiva. Una sfida che vede ai vertici di Confindustria, per la prima volta nella sua storia, una donna: Emma Marcegaglia. Una donna che, come l’Italia, prova a guardare al mondo globale come un luogo in cui far prosperare al meglio la nostra cultura e il nostro lavoro.
«Cento anni di impresa. Per l’Italia» è, per dirla ancora con Riotta, una «straordinaria cavalcata» della nostra industria. Una cavalcata che non cessa di stupire. E che promette di durare ancora a lungo. (Stefano Natoli)

Cento anni di impresa (per l’Italia) in un documentario firmato da Gianni Riottaultima modifica: 2010-07-23T11:35:44+02:00da michelepositano
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