Di Pietro: Vendola? Prima risolva i guai giudiziari dei suoi assessori

Vendola è stato da poco rieletto Governatore della regione Puglia e per altro è più per demeriti della coalizione del Centrodestra che si è divisa che per meriti del Centrosinistra che ha guidato nei precedenti 5 anni visto che molti assessori della sua giunta poi sono finiti sotto l’attenzione della magistratura per aver fatto male il loro dovere”. Antonio Di Pietro sceglie Affaritaliani.it per commentare la candidatura a premier di Vendola.

Ritengo legittimo che Vendola possa candidarsi come tanti altri alla guida del Centrosinsitra ma solo dopo aver risolto i tanti problemi che affliggono la Puglia e mi riferisco all’economia a pezzi, ai giovani senza lavoro a cui evidentemente non può bastare la fabbriche immaginarie di Vendola ma ci vogliono quelle reali che a fine mese danno lo stipendio”.

Maurizio Pessato, amministratore delegato di Swg, analizza per Affaritaliani.it la candidatura di Vendola. “Ha peso nell’area di sinitra, è una persona molto apprezzata, di riferimento per una parte delle persone che vogliono un cambiamento E che non ritengono sufficiente la proposta del leader del Pd o adeguati i suoi dirigenti. E’ una forte candidatura che potrebbe rafforzare la voglia di cambiamento. Vendola gioca la sua partita non tanto sui dirigenti ma sull’elettore. Non è da prendere alla leggera”.

Vendola
Nichi Vendola

VENDOLA LANCIA LA SFIDA A BERSANI. Conclusi i tre giorni di dibattiti nelle ‘Fabbriche di Nichi’, riunite a Bari sotto il sole infuocato del week end di luglio. L’attesa ufficializzazione è arrivata: Nichi Vendola (Sel) si candida a premier per “ricostruire il cantiere dell’alternativa” e a “sparigliare i giochi” di un centrosinistra “asfittico” che non è stato in grado “di fare un discorso capace di interpretare la crisi”. Sottolinea l’urgenza di dare una risposta alternativa alla “crisi in cui il centrodestra si dibatte”, d’accordo sul ‘no’ all’ipotesi di governo tecnico pronunciata da Tremonti.
FRISULLO TORNA LIBERO. Revocati gli arresti domiciliari a Sandro Frisullo, ex vice presidente della Giunta regionale pugliese. Lo deciso il gip, accogliendo la richiesta dell’avvocato Michele Laforgia che aveva avuto il parere favorevole della Procura. Il gip Sergio Di Paola ritiene che sono cessate le esigenze cautelari in riferimento all’inchiesta sulla presunta corruzione all’Asl di Lecce, in concorso con Giampaolo Tarantini. L’indagine è quella dei sostituti procuratori della Repubblica Giuseppe Scelsi, Ciro Angelillis ed Eugenia Pontassuglia. Secondo le indagini, Frisullo avrebbe “orientato l’esercizio della funzione pubblica dell’Asl di Lecce (…) per soddisfare gli interessi patrimoniali dei fratelli Tarantini e delle società segnalate da Giampaolo Tarantini e da Frisullo stesso”.

Così si scopre che all’ex vice presidente della Giunta pugliese e assessore regionale allo Sviluppo economico e industriale, Tarantini promette e concede diverse “utilità”, come “prestazioni patrimoniali: 12mila euro al mese da gennaio 2008 fino a novembre 2008, 50mila euro, costosi capi di abbigliamento, buoni benzina, regali di vario genere, prestazioni di natura sessuale pagate da Giampaolo Tarantini delle prostitute Maria Teresa De Nicolò, Vanessa Di Meglio, Sonia Carpentone; la disponibilità di un’autovettura e la pulizia settimanale nel suo domicilio”. Tutto ciò, secondo gli inquirenti e gli investigatori della Gdf di Bari, per far vincere ricche gare d’appalto per la fornitura di strumenti chirurgici con l’Asl di Lecce. Appalti, questi, vinti dalle società di Tarantini e dell’imprenditore Domenico Marzocca. “Chiesi a Frisullo – dice Tarantini nell’interrogatorio – un’estensione, per forniture all’Asl di Lecce, di una delibera già fatta per il Policlinico di Bari per circa 2 milioni di euro, aggiudicata alla Tecnohospital (società poi venduta dei Tarantini, ndr)”.

In passato una precedente decisione del Riesame, aveva deciso che Frisullo non era da scarcerare. Secondo quella motivazione, venuta meno con la decisione del gip, “Frisullo dimostra di svolgere ancora oggi la sua funzione di cuscinetto tra imprenditori a lui contigui o vicini politicamente, nella fattispecie Giancarlo Mazzotta (secondo le parole di Frisullo: ‘Non solo è amico, ma insomma…lui è uno…ha un’esperienza bipartisan come si dice però alla fine nei momenti importati ha votato per noi’), e burocratici o funzionari pubblici come, nella specie, l’interlocutore, di nome Giovanni, raggiunto, peraltro, su un’utenza alla Asl di Lecce”. Questa motivazione, però, è venuta meno con la decisione del gip di revocare i domiciliari a Frisullo. E’ evidente che, secondo anche la Procura, l’ex vice presidente della Giunta non è più in grado di essere “cuscinetto” tra la Pubblica amministrazione e il mondo politico.

affaritalini.it

Di Pietro: Vendola? Prima risolva i guai giudiziari dei suoi assessoriultima modifica: 2010-07-20T08:25:46+02:00da michelepositano
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