Medici in sciopero, oggi in ospedale solo l´emergenza

medici-pensione_emblema_672.jpg

Negli ospedali e nelle altre strutture sanitarie italiane oggi è garantita solo l’emergenza. Tutto il resto, comprese le visite e interventi chirurgici già programmati, è a rischio per lo sciopero unitario proclamato dai medici contro la manovra economica che attende ora solo il via libera della camera: un “rischio” molto elevato, visto che per la prima volta da anni l’agitazione è riuscita a raccogliere l’adesione di tutte le 13 sigle sindacali in cui è divisa la professione. «Chiediamo scusa ai cittadini per i disagi – spiega Massimo Cozza, segretario della Fpcgil medici – ma è in gioco il bene prezioso della sanità pubblica».

Per «farsi sentire», i medici hanno organizzato per la mattina di oggi un presidio in camice bianco davanti a Montecitorio, dove la camera avvierà la discussione finale del testo della manovra correttiva arrivato da Palazzo Madama.

Lo sciopero dei medici, il primo a riunire tutte le organizzazioni sindacali da quando è in carica il quarto governo Berlusconi, mescola in realtà temi di carattere generale ad altri di impronta più professional-rivendicativa.

Tagli al precariato

Gli ospedali non fanno eccezione nella pubblica amministrazione per quel che riguarda la gestione dei contratti flessibili: anche ospedali e aziende sanitarie, come i comuni o i ministeri, nel 2011 dovranno tagliare del 50% le spese sostenute per le varie forme di dipendenti a termine. L’insieme di queste misure, a sentire i sindacati, «determinerà nei prossimi quattro anni una carenza di almeno 30mila medici e dirigenti sanitari necessari a far funzionare gli ospedali e i servizi territoriali». Sul personale, pesano anche le prospettive di applicazione della stretta al turn over.

Blocco degli aumenti

I medici, però, condividono con i magistrati e i dirigenti pubblici la protesta per il congelamento salariale, che nei prossimi tre anni bloccherà le progressioni economiche mantenendo la busta paga ai livelli del 2010. La misura, che stoppa i rinnovi contrattuali e cancella gli automatismi legati all’anzianità che ancora caratterizzano molti settori del pubblico impiego, dai docenti universitari a prefetti e diplomatici, ha incontrato l’opposizione di tutte le categorie, ma per il momento solo gli insegnanti e i magistrati sono riusciti a spuntare un correttivo: per questi ultimi la manovra inciderà solo sull’indennità «giudiziaria», una voce accessoria della busta paga che sarà sottoposta a un taglio crescente nei prossimi tre anni.

Austerità in busta paga

Un’altra misura che riguarderà molti medici, soprattutto quelli con incarichi direttivi nelle strutture sanitarie, è il taglio agli stipendi pubblici che superano i 90mila euro lordi l’anno. Per la quota che va da 90mila a 150mila euro, la manovra correttiva prevede una limatura del 5%, mentre quando si superano i 150mila la sforbiciata arriva al 10 per cento. Tradotto in cifre: per una busta paga da 160mila euro, come quella del direttore sanitario di una struttura di medie dimensioni, si tratta di un sacrificio da 4mila euro l’anno, mentre per il dirigente medico di un presidio con stipendio da 130mila euro l’obolo annuale scende a 2mila euro.

Il ministro Fazio: blocco del turn over solo nelle Regioni in rosso

sole24ore             

Medici in sciopero, oggi in ospedale solo l´emergenzaultima modifica: 2010-07-19T09:07:37+02:00da michelepositano
Reposta per primo quest’articolo

Lascia un commento