Il Nord-Est si rimette in marcia

Moderatamente ottimisti, ma prudenti. E a ragion veduta. Gli «animal spirit» del Nord Est hanno infatti chiaramente annusato la ripresa internazionale, riuscendo anche a intercettare i nuovi ordini, ma rimangono scettici sull’andamento del mercato interno.
Inoltre, tra i punti di debolezza, gli imprenditori hanno individuato pure l’occupazione che continuerà a diminuire non solo per i fisiologici ritardi del ciclo, ma anche in seguito alla cosiddetta «jobless recovery», cioè la ripresa che non produce nuovi posti di lavoro (almeno nel breve termine).

È quanto emerge dalle opinioni sulla congiuntura realizzata dalla Fondazione Nord Est (diretta da Daniele Marini) per Veneto Banca Holding. In sostanza il trend post recessione sembra continuare, ma permangono punti di debolezza, ad esempio per produzione, ordini e grado di utilizzo dei macchinari.

La rilevazione di giugno, che sarà presentata venerdì 9 luglio e che Il Sole 24 Ore è in grado di anticipare, indica una situazione in miglioramento per molti indicatori. Infatti, tutti i “saldi di opinione” (tecnicamente la differenza tra indicazioni di crescita e quelle di flessione) segnano un nuovo incremento, proseguendo la svolta del marzo 2009 quando si erano registrati i valori peggiori dall’inizio della crisi. Dalla primavera dello scorso anno, l’economia ha messo in evidenza un progressivo miglioramento.

Vediamo i numeri. Per le imprese del Nord est l’economia statunitense, e più in generale quella internazionale, registrano un saldo superiore ai 60 punti, con una quota di imprese che indicano una crescita pari al 70 per cento. Decisamente più contenuto l’andamento europeo: le indicazioni di crescita sono condivise dal 37,2% degli imprenditori e quelle sulla stabilità dal 37,9%, mentre le flessioni sono segnalate da un quarto del campione.

Risulta invece migliore il saldo registrato dall’economia del Nord Est che passa da meno 14,1 a più 17,1 punti. Per le tre regioni il 39,6% indica una crescita, mentre il 22,5% una flessione.

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Rimane però ancora critico, seppure in miglioramento, il punto di vista degli imprenditori sull’economia italiana: la percentuale di diminuzioni (31,1%), supera di 6,2 punti quella di crescita (24,9%).

Che cosa succederà in autunno? Le prospettive per la seconda parte del 2010 mettono in evidenza una ripresa rilevante del clima di fiducia dopo il leggero calo della precedente rilevazione. I saldi di opinione vanno dal minimo registrato nell’economia italiana (+15,9) al valore massimo per lo scenario mondiale (+75). Il miglioramento delle prospettive è particolarmente rilevante sull’economia mondiale (da +44,1 a +75) dove le aspettative di crescita sono condivise dal 78% del panel. I tre quarti del campione prevede una crescita per gli Stati Uniti e il 60,4% per l’Europa. Per il Nord Est e per l’Italia cresce la percentuale di aspettative di stabilità (rispettivamente 36 e 40,3%), a fronte di attese positive espresse dal 48,1 e dal 37,8 per cento.

In questo quadro complessivo, come si incastonano le valutazioni degli imprenditori nordestini sull’andamento delle proprie aziende?
Anche su tale versante, a dimostrazione della fragilità degli scenari post recessione, si registra ancora una situazione in cui le indicazioni negative superano quelle positive per la produzione (-7,6), gli ordini (-6,3), l’occupazione (-13), l’utilizzo degli impianti (-10,8) e le giacenze di prodotti finiti (-1,8).

C’è l’eccezione delle vendite estere che tornano in positivo (+6,6) dopo il meno 13,1 rilevato a marzo. Oltre a questo dato, estremamente importante perché testimonia la capacità delle imprese locali di cogliere i segnali di ripresa della domanda sui mercati internazionali, è necessario rilevare come anche per tutti gli altri indicatori si registri un miglioramento. In ogni caso risulta prevalente la quota di indicazioni di normalità.

E per il prossimo trimestre? Le prospettive segnalano un’aspettativa in miglioramento. Infatti, pur rimanendo elevate le prospettive di stazionarietà, cresce la percentuale di attese positive. Il 41,1% si attende un aumento degli ordini e il 42,8% delle vendite estere.

Il Nord-Est si rimette in marciaultima modifica: 2010-07-07T09:14:23+02:00da michelepositano
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