Il Sudafrica ha vinto il suo Mondiale

Se è vero che “Il Sudafrica è stato sconfitto tre a zero ma è tornato nel mondo”, come dice padre Efrem Tresoldi, conoscitore del Sudafrica e direttore di una radio locale, alla MISNA, come si può valutare la prima settimana dei Mondiali? Ne è davvero valsa la pena? I risultati calcistici, sia della squadra ospitante che delle altre squadre africane, sembrano disattendere le aspettative. Ma il Mondiale non è solo un momento di sport, soprattutto per il paese ospitante.

Sudafrica tifosi

Il Sudafrica ha investito moltissime risorse pubbliche in questi Mondiali. Secondo alcune stime, si tratta di una cifra che oscilla tra i 3 e i 4 miliardi di euro. Le entrate, sempre secondo le stime  – che verranno però verificate dopo l’11 di luglio – dovrebbero pareggiare le uscite. Ma, secondo molti in Sudafrica e non solo, può uno dei Paesi più diseguali al mondo, dove un abitante su 5 vive con meno di un dollaro al giorno, permettersi di spendere tanto per ospitare un evento, tutto sommato, frivolo? Soprattutto perché le risorse investite sono pubbliche, mentre i guadagni, privati. E anche perché la FIFA, che guadagnerà tre volte quanto ha speso da questi Mondiali, non ha sostenuto nessuna delle spese per l’organizzazione.

L’affermazione che l’Africa sia troppo povera per potersi permettere di giocare a calcio è pretestuosa e in un certo senso anche saccente. A chi è povero possono mancare i mezzi per ottenere un determinato risultato, ma non per questo si può negare la possibilità di sperare di raggiungerlo, un giorno. Certamente, c’è il timore che alcune delle stime della vigilia, relative ai ricavi, siano state gonfiate: ci si aspettava l’arrivo di 100mila tifosi in più (400mila), e la crisi forse ridurrà la disponibilità a spendere anche di quelli che sono arrivati.

Non si possono però misurare questioni di carattere contabile con l’importanza che questo evento assume per il Sudafrica a livello planetario. Per dire che il Sudafrica non è più quello della ribellione di Soweto di 34 anni fa nulla è più potente dei tifosi, bianchi e neri, che affollano gli spalti dei 10 stadi del Paese. Far toccare con mano la realtà del Sudafrica di oggi, certo pieno di contrasti, ma nella quotidianità molto meno estremizzato di quanto i media occidentali propongano, è una cosa importantissima.

Perché i turisti si rendono conto che non c’è la criminalità e la disperazione che si racconta. Perché la disorganizzazione che tutti si aspettavano non si è ancora fatta viva. Perché il Sudafrica è una nazione che oggi siede a pieno diritto nel G20. Perché l’Africa non è solo fame e malattie, ma anche l’entusiasmo e la voglia di festeggiare che riempie i nostri schermi. Per dire questo, dirlo con la forza necessaria a superare decenni di stereotipi costruiti intorno all’Africa e al Sudafrica, i soldi spesi per organizzare i Mondiali sono pochi.


Il Sudafrica ha vinto il suo Mondialeultima modifica: 2010-06-20T11:52:58+02:00da michelepositano
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