Scontri tra Turchia e separatisti curdi Centotrenta ribelli uccisi da marzo

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Il bilancio delle operazioni nel nord dell’Iraq, dove il Pkk ha le sue basi. Ocalan dalla prigione: «Stop al dialogo

MILANO – Centotrenta curdi uccisi da marzo a oggi: è il bilancio delle operazioni delle forze armate turche nei territori dove il Pkk ha le sue basi, in Turchia e nord dell’Iraq: lo ha reso noto un responsabile militare turco.

 

ATTACCHI – Venerdì l’ultimo episodio: tre “ribelli” del partito separatista dei lavoratori del Kurdistan sono stati uccisi in scontri con l’esercito nella provincia turca di Erzincan. Gli scontri sono avvenuti dopo che unità dell’esercito hanno intercettato elementi del Pkk che si stavano preparando a un attacco, stando a quanto ha riferito il governatore della provincia, Abdulkadi Demir, secondo cui i combattimenti sono tuttora in corso. Due giorni fa altri tre ribelli curdi erano stati uccisi in scontri con l’esercito nella provincia di Sirnak.

OCALAN – Le violenze nella Turchia sud-orientale sono ricominciate dopo che il leader detenuto del Pkk, Abdullah Ocalan, ha fatto sapere dalla prigione di voler abbandonare gli sforzi per instaurare un dialogo con il governo di Ankara per arrivare alla pacificazione. La Turchia, appoggiata da Ue e Usa, considera il Pkk un’organizzazione terroristica e lo accusa di essere responsabile della morte di almeno 40mila persone, per lo più curdi, dall’inizio della rivolta per la costituzione di uno Stato indipendente curdo nel sud-est del Paese, nel 1984.

 

 

Redazione online
18 giugno 2010© RIPRODUZIONE RISERVATA

Scontri tra Turchia e separatisti curdi Centotrenta ribelli uccisi da marzoultima modifica: 2010-06-18T11:56:00+02:00da michelepositano
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