Mondiali 2010 – “Calamity” Green stecca alla prima di Capello

L’Inghilterra si illude con Gerrard, ma non va oltre l’1-1 con gli Stati Uniti nel Gruppo C per colpa di una papera incredibile del proprio portiere, che nel finale di primo tempo regala il pareggio a Dempsey. Non basta un assedio nella ripresa, il pareggio arriva abbastanza meritato

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Rispetto a 60 anni fa è anche andata bene. Ma se si considerano le aspettative che gravitavano sugli uomini di Fabio Capello, il pareggio con gli Stati Uniti al debuto non può che essere un’enorme delusione. Eppure è così. E l’1-1 di Rustenburg è anche un risultato giusto. L’Inghilterra (come sempre) è arrivata al Mondiale in pompa magna, ma il suo debutto nel Gruppo C testimonia che le magagne ci sono eccome. Senza riferirsi esclusivamente all’errore mostruoso del portiere Robert Green.

FUORI JOE COLE, GREEN TITOLARE – Capello opta per la solidità e lascia in panchina la freschezza di Joe Cole, così come i centimetri di Crouch. Con un Barry ancora in fase di recupero, il modulo è un classico 4-4-2. Green va tra i pali, mentre King prende il posto di Ferdinand e il duo Lennon-Milner va in fascia a centrocampo. Davanti spazio alla coppia Rooney-Heskey. Bob Bradley risponde con un modulo speculare, nel quale viene confermato l’appena recuperato Onyewu al centro della difesa e si punta forte sulla qualità di Donovan e Dempsey, piazzati sulle fasce.

IN PRINCIPIO FU GERRARD – In gol al primo tentativo. Non è come sbancare alla slot-machine con una monetina da un centesimo, ma quasi. All’Inghilterra però l’impresa riesce eccome. Si parte, passano 120 secondi e da una rimessa laterale nasce il gol del vantaggio britannico. Batte Johnson, Lampard prova a servire Rooney che non la prende. Ci pensa Heskey, che la mette in profondità per il taglio di Gerrard. Onyewu si addormenta, il neo-capitano no. Entra chirurgicamente e con l’esterno destro fa l’1-0. Tutto fin troppo facile, perché gli inglesi danno quasi l’impressione di addormentarsi sugli allori. Gli Stati Uniti, invece, reagiscono eccome. Passano al 4-3-3 e con Donovan in costante appoggio a Findley e Altidore mettono i brividi alla lenta retroguardia britannica. Nessuna grossa occasione – sia chiaro – a parte un colpo di testa di Altidore e uno di Onyewu.

ECCO A VOI “CALAMITY” GREEN – Capello non è contento. E al 30’ prende provvedimenti, togliendo un Milner costantemente saltato dal terzino Cherundolo e mettendo Wright-Phillips. La mossa è giusta, gli inglesi prendono in mano il gioco e tengono il campo a meraviglia. Peccato che non abbiano fatto i conti con il loro peggiore “tallone d’Achille”, il portiere. Al 40’ Dempsey ci prova da fuori con un sinistro che sa tanto di preghiera. Quanto basta per sorprendere Green, che si fa sfuggire la palla regalando il gol dell’1-1. Si va all’intervallo in pari. Grazie al degno sostituto di “Calamity James”.

ASSEDIO STERILE – Dagli spogliatoi non rientra l’acciaccato King, al posto del quale c’è Carragher. L’Inghilterra attacca a testa bassa, ma senza grandi idee. Rooney non è il fulcro della manovra offensiva e ne risente, mentre Heskey si fa notare soprattutto per un pallone sparato in bocca a Howard (52’). Gli uomini di Capello fanno la partita, eppure l’occasionissima è ancora statunitense. Al 65’, quando Altidore brucia un pessimo Carragher e prende la traversa dopo una deviazione del redivivo Green. Tutto il resto è di marca britannica. Un assedio sterile al quale Capello a dieci minuti dal termine aggiunge Crouch, inserito per Heskey. Cambia poco, anzi nulla. Finisce 1-1. Un risultato che sorprenderà solo chi non ha avuto modo di vedere la partita.

CAPELLO, QUANTE MAGAGNE – Inutile girarci attorno, le magagne ci sono eccome in questa Inghilterra. E anche la gestione di Capello non è parsa impeccabile in questo debutto. Perché è stato lui a scegliere non solo Green tra i pali, ma anche gli acciaccati (e sostituiti già al 45’) King e Milner. Senza dimenticarsi del persistere della difficile convivenza tra Lampard e Gerrard (quando gioca bene l’uno, gioca male l’altro) e dei problemi di un Rooney parso poco a suo agio nel ruolo di seconda punta. L’attaccante del Manchester United, attesissimo in Sudafrica, avrà sì messo a segno 34 gol quest’anno. Ma non va in rete dal 30 marzo. Qualcosa vorrà dire, no?

Mattia Fontana / Eurosport

Mondiali 2010 – “Calamity” Green stecca alla prima di Capelloultima modifica: 2010-06-13T08:20:19+02:00da michelepositano
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