Legambiente/ Abusivismo: 60mila abitazioni da abbattere in Campania. Inchiesta

Il governo sta per varare un decreto legge che blocca la demolizioni in Campania. Un business del cemento che in 10 anni ha prodotto 60mila case abusive solo in Campania, con 64 clan camorristici che li gestiscono. Senza considerare che dal 1991 a oggi,  il 67% dei comuni sciolti per infiltrazione mafiosa, hanno come causa l’abusivismo edilizio.

60 MILA CASE – In dieci anni sono state realizzate circa 60mila le case abusive. Una media di 6000 all’anno, 500 al mese, 16 al giorno. Un affare gestito da ben 64 clan, il “gotha del cemento”, che hanno sviluppato un’imprenditoria complessa, che attraverso i mattoni ha voluto riaffermare il controllo del territorio. Negli ultimi 20 anni, oltre 27mila persone sono state denunciate per abusi edilizi, in pratica il 10% della popolazione residente.

Dal 2004 al 2008 per reati legati alle violazioni urbanistiche sono stati iscritti nel registro degli indagati dalla Procura di Nocera Inferiore almeno seimila persone, fra cui 35 tra funzionari comunali e amministratori pubblici. In cinque di questi tredici comuni (Angri, Nocera Inferiore, Sarno, Scafati, Roccapiemonte). Solo Legambiente Campania ha censito 3479 ordinanze di demolizione emesse a partire dal 1998 (1795 riferite a immobili completamente abusivi). Al 31 dicembre scorso solo 42 ordinanze sono state regolarmente eseguite. In pratica lo 0,8%.

demolizioni

LA MAGLIA NERA – La maglia nera tocca al Comune di Nocera Inferiore con mille ordinanze di demolizione emesse e zero eseguite.

Sul totale 610 provvedimenti sono stati sospesi a seguito dell’avvio di procedimenti amministrativi presso il Tar.

Seguono le città di Scafati (858 immobili da abbattere, la metà completamente abusivi, nessuna esecuzione) e Sarno (800 totali di cui 740 completamente abusivi e solo 20 demolizioni eseguite). Negli stessi comuni a seguito dei tre condoni (L. 47/85, 724/94 e 269/2003) sono state presentate ben 19474 richieste di condono: sostanzialmente una nuova città di medie dimensioni tutta da ri-mettere in regola. Per la gioia delle casse comunali 11.400 pratiche sono già state accolte e solo 582 respinte. I restanti fascicoli sono ancora in fase di istruttoria, accantonati nei vari uffici comunali. Stavolta i più solerti sono stati i cittadini sarnesi che hanno presentato dall’85 ad oggi 5179 richieste.

Tenuto conto che la popolazione sarnese residente si attesta da anni sui 31mila abitanti, in media quasi uno su tre ha chiesto di essere “condonato”. Due anni di lavoro della sezione operativa navale della Guardia di finanza di Salerno, dal 1° gennaio 2007 al 31 dicembre 2008.

LA COSTIERA AMALFITANA – Nel territorio della costiera amalfitana e cilentana, annoverato dall’Unesco come Patrimonio dell’Umanità, sono state denunciate 377 persone, sequestrate 127 strutture immobiliari, tra pertinenze di complessi turistici- alberghieri, stabilimenti residenziali, unità immobiliari a più livelli e 214 ecomafia 2009 Certo è che il tragico evento del maggio ’98 poco o nulla ha insegnato ai cittadini sarnesi. In quell’anno i cantieri abusivi scovati dai vigili urbani furono 74, tra opere completamente o parzialmente abusive e violazioni di sigilli. Da allora, come se nulla fosse accaduto, si è continuato a costruire in altre zone. Nel 2003 i sequestri furono più di 400, l’anno successivo 300, nel 2008 se ne sono contati altri 300.

NESSUNA DEMOLIZIONE –  Senza contare che ogni anno l’industria del mattone selvaggio produce in Campania 6.000 nuove abitazioni. Accanto ai palazzinari senza scrupoli non è raro imbattersi nei cosiddetti abusivi di necessità. L’assenza di strumenti urbanistici adeguati, di un piano regolatore che individui e regolamenti le aree edificabili, unita ad una cronica penuria di abitazioni, al fenomeno delle case sfitte o dell’affitto selvaggio hanno spinto spesso i cittadini a scegliere la strada dell’illegalità. Una conferma diretta arriva dalla ricerca effettuata da Legambiente Campania presso gli uffici tecnici dei principali comuni delle province di Napoli e Salerno, con particolare riferimento ai comuni della Costiera amalfitana, della Penisola sorrentina e delle isole del Golfo di Napoli.

Un campione d’indagine significativo se si pensa che i comuni che hanno risposto rappresentano oltre un milione e mezzo di abitanti, ossia il 25% della popolazione regionale. Agli uffici tecnici delle amministrazioni comunali sono state posti quesiti in merito alle ordinanze di demolizioni emesse, quelle effettivamente eseguite e le richieste avanzate per i due condoni (Craxi-Nicolazzi e Berlusconi-Radice).

Lo scenario ottenuto è da vero incubo. Sono ben 32.176 le ordinanze di demolizioni emesse dai comuni ma solo 669 quelle eseguite. Questo significa che in queste province solo il 2% delle ordinanze emesse dagli enti locali contro le costruzioni abusive hanno avuto una concreta attuazione. Si tratta di un dato disarmante, frutto sia di una diffusa “disattenzione” verso questo fenomeno da parte degli enti locali, sia dell’oggettiva difficoltà, che rasenta spesso l’impossibilità di fatto, a reperire in questi territori imprese edili disponibili a demolire costruzioni fuorilegge. Non è migliore il quadro che emerge dall’analisi delle richieste di condono edilizio del 1985 e del 1994.

IL CONDONO – Complessivamente sono state presentate ben 183.436 domande così suddivise: 106.878 riguardanti il condono Craxi-Nicolazzi e 76.558 relative al condono Berlusconi-Radice. Si va dal piccolo muretto, alla finestra, dalla veranda alla villa di tre piani interamente realizzata senza autorizzazione. Insomma in oltre dieci anni in Campania è spuntata dal nulla una vera e propria città abusiva. Solo il 9% di queste richieste di condono edilizio (pari a 17.508) è stata accolta; quelle respinte sono state 16.622, pari allo 0,8%. Sono in fase di accertamento, invece, 164.306 domande pari all’89%. In 10 anni 60mila case abusive, 64 clan che gestiscono il ciclo del cemento, dal 1991 a oggi il 67% dei comuni campani sciolti per infiltrazione mafiosa hanno come causa l’abusivismo edilizio.

affaritaliani.it

 

LEGAMBIENTE- “Gli abbattimenti non fanno piacere a nessuno e, considerata l’importanza della prevenzione, vorremmo che non si arrivasse mai alla demolizione di strutture, ma quando sono abusive occorre farlo per lanciare un segnale forte contro la cemento connection che fa affari illegali e violenta il territorio. Il lavoro della Procura è anche la risposta concreta ed efficace alla nuova ipotesi di sanatoria messa in moto dal Governo che rischia di spianare il campo a nuovi sfregi sul territorio”.


Legambiente/ Abusivismo: 60mila abitazioni da abbattere in Campania. Inchiestaultima modifica: 2010-04-24T17:15:28+02:00da michelepositano
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