Meredith/ La sentenza: “Quadro senza ombre

Processo Perugia Meredith 17

Un quadro complessivo e unitario, senza vuoti e incongruenze”. Lo scrivono i giudici di Perugia  nel fascicolo delle motivazioni della sentenza di primo grado che ha condannato rispettivamente a 25 e 26 anni di carcere Raffaele Sollecito e Amanda Knox per l’omicidio di Meredith Kercher firmato dal presidente della Corte Giancarlo Massei Secondo i giudici, infatti, il quadro emerso “comporta come esito necessario e strettamente consequenziale l’attribuzione dei fatti reato ipotizzati a entrambi gli imputati”.

Quattrocentoventisette pagine. Tante ne sono servite ai giudici della Corte d’Assise di Perugia per motivare la sentenza sull’omicidio di Meredith Kercher, avvenuto a Perugia il primo novembre del 2007. Per quel delitto compiuto “senza alcuna programmazione, senza alcuna animosità o sentimento rancoroso”, scrivono i magistrati, sono stati condannati Amanda Knox e Raffaele Sollecito rispettivamente a 26 e 25 anni di carcere. I due ragazzi si sono sempre proclamati estranei al delitto. L’insieme degli elementi emersi nel processo “evidenzia un quadro complessivo e unitario, senza vuoti e incongruenze”, hanno scritto i giudicie dal giudice a latere Beatrice Cristiani. Secondo il collegio, il quadro emerso “comporta come esito necessario e  strettamente consequenziale l’attribuzione dei fatti reato ipotizzati ad entrambi gli imputati”.

LUBUMBA- Nel provvedimento si afferma inoltre che la Knox “accusò liberamente Patrick Diya Lumumba di avere ucciso Meredith e l’accusò nella consapevolezza dell’innocenza dello stesso Lumumba”. I giudici sottolineano come non c’è stata “alcuna conferma” delle sollecitazioni che Amanda avrebbe subito dagli inquirenti per accusare Lumumba. Per la Corte d’assise di Perugia la finalità perseguita dall’americana (condannata anche per il reato di calunnia nei confronti del musicista congolese, ndr) era quella di “indirizzare gli inquirenti per una pista sbagliata, lontana da quella che avrebbe potuto portare all’accertamento della responsabilità propria e del suo fidanzato”. “Un comportamento e una scelta, quindi – scrive la Corte – meramente difensivi: Amanda aveva buoni rapporti con Lumumba dal quale era stata sempre trattata bene e pertanto non poteva esserci nessun motivo di rancore, inimicizia, rivalsa che avesse potuto giustificare una accusa così grave”.

Quello di Meredith Kercher, si legge ancora, è stato un omicidio compiuto “senza alcuna programmazione, senza alcuna animosità o sentimento rancoroso contro la vittima che in qualche modo possano essere visti quale preparazione-predisposizione al crimine”. Secondo il collegio “i fatti risultano essere stati realizzati in forza di contengenze meramente casuali”.

Nelle motivazioni si parla di “contingenze meramente casuali che andarono a saldarsi, le une con le altre, creando una situazione che, nella combinazione dei vari fattori, resero possibile i delitti in danno di Meredith: Amanda e Raffaele che improvvisamente si trovano senza alcun impegno; incontrano casualmente (non c’è traccia di alcun appuntamento preso) Rudy Guede e si trovano insieme a questo nella casa di via della Pergola dove proprio quella sera (tra il primo e il 2 novembre del 2007 – ndr) Meredith è sola”. Secondo i giudici “anche il comportamento posto in essere nei confronti di Meredith dopo le violenze e l’assassinio commessi è consistito nell’averne ricoperto il corpo senza vita evidenzia, oltre a un sentimento di pietà verso la vittima, il rifiuto e quindi una sorta di pentimento per quanto commesso: rifiuto e pentimento affidati a un tale gesto di pietà”.

IL MOVENTE E’ LO STUPRO DA PARTE DI RUDY – E’ un movente “erotico sessuale violento” quello che portò all’omicidio di Meredith Kercher “originatosi dalla scelta di male operata da Rudy Guede” e che “trovo’ la collaborazione attiva di Amanda Knox e Raffaele Sollecito”. Secondo la Corte si può ipotizzare che tale scelta di male estremo “inizio’ con il consumo di sostanze stupefacenti che si era verificato anche quella sera, come dichiarato da Amanda. Amanda Knox e Raffaele Sollecito – scrivono i giudici – parteciparono attivamente all’azione delittuosa di Rudy, finalizzata a vincere la resistenza di Meredith, a soggiogarne la volonta’ e consentire cosi’ a Rudy di sfogare i propri impulsi lussuriosi; e questo e’ da ritenere che avvenne perche’, in chi non disdegna l’uso di droga, la visione di film e la lettura di fumetti nei quali la sessualita’ si accompagna alla violenza ed a situazioni di paura e prescinde dall’incontro di persone mosse dal reciproco e libero sentimento, la prospettiva di aiutare Rudy nel proposito di soggiogare Meredith per abusarne sessualmente, poteva apparire come eccitante che, pur non previsto, andava sperimentato


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Meredith/ La sentenza: “Quadro senza ombreultima modifica: 2010-03-05T08:15:41+01:00da michelepositano
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