Tinto Brass: meglio un culo che una faccia di culo

Tinto Brass manifesto 

Meglio un culo che una faccia di culo” ha fatto scrivere Tinto Brass, candidato con la lista Bonino-Pannella in Veneto, sul manifesto-modello dove campeggia un sedere di donna sul quale poggia una mano con il caratteristico sigaro che ama sfoggiare.

Il regista dell’eros deve ancora raccogliere le firme che gli permettano di correre in Veneto, ma lui giura che è pronto e che intende battersi “contro l’arrogante doppiezza della casta dei potenti”. E vuole farlo a colpi di culo. “Non mi scandalizzano certo i festini di Berlusconi, i trans di Marrazzo, i massaggi di Bertolaso – spiega – quanto l’ipocrisia di chi quelle cose le fa e poi nega di farle, o le sa ma se la prende con le tresche sessuali piuttosto che con quelle affaristico-politiche di cui le prime sono solo la ciliegina sulla torta…”.

Tinto Brass manifesto
Il manifesto di Tinto Brass

A differenza delle facce, maschere ipocrite che sanno fingere e mentire, il culo non mente e non inganna; è lo specchio fedele della nostra anima. Vessillo spavaldo di trasgressione, rabbia, insofferenza. Filosoficamente il culo è laico, è l’anticoncezionale per eccellenza e, in quanto assolutamente naturale, in linea perfino con i precetti della Chiesa cattolica”.

Ha fatto pervenire le foto dei suoi manifesti al sito Dagospia. Eros è liberazione, ha puntualizzato. E poi giù un elenco di ‘qualità’ del posteriore: “Metaforicamente è un formidabile grimaldello semantico per scassinare la cassaforte arrugginita della nostra cultura che è vecchia, stantia, polverosa, muffita, accademica, elitaria, noiosa, triste, piagnona, quaresimale, punitiva, lugubre, cipigliosa, catastrofista, funeraria e lassativa». Politicamente, poi? Niente di più esaltante del sedere per il regista: «È l’emblema “contro” più libertario-libertino che ci sia: contro la partitocrazia, le ingerenze del Vaticano, lo scippo di legalità e laicità, le convinzioni, le convenienze e le connivenze, l’ufficialità e il politically correct, l’affarismo, la corruzione, il bigottismo di chi getta il sasso (o il sesso) ma poi nasconde la mano…”.


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Tinto Brass: meglio un culo che una faccia di culoultima modifica: 2010-02-26T12:06:55+01:00da michelepositano
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