Riciclaggio, Silvio Scaglia è arrivato a Roma. Prima notte in carcere

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Silvio Scaglia è arrivato a Roma. L’ex amministratore delegato della società telefonica Fastweb coinvolto nell’inchiesta su un presunto maxi riciclaggio di circa 2 miliardi di euro, è giunto all’aeroporto romano di Ciampino nella notte con un volo privato proveniente dalle Antille dopo uno scalo tecnico a Casablanca. Scaglia è stato prelevato direttamente sotto bordo dell’aereo dalla Guardia di Finanza ed è stato fatto uscire da un varco secondario, lontano dai numerosi cameraman e giornalisti che lo attendevano nel settore dell’aviazione generale.

Secondo quanto si è appreso l’ex numero uno di Fastweb si sarebbe costituito alla Gdf e poi trasferito nel carcere di rebibbia.

SCHIFANI – Intanto il Presidente del Senato Renato Schifani scrive al Presidente della Giunta per le immunità, Marco Follini, invitandolo “a riprendere sollecitamente l’esame della questione relativa alla contestazione e alla proposta di annullamento” dell’elezione di Di Girolamo “affinchè della questione stessa possa essere investita l’Assemblea già nel corso della prossma settimana”. Schifani chiederà alla Conferenza dei Capigruppo “la calendarizzazione per la giornata di mercoledi’ di questo dibattito. In questo momento – prosegue Schifani – credo sia dovere di tutti, del Presidente del Senato, del Presidente della Giunta, della maggioranza e dell’opposizione, fare in modo che l’aula possa rivedere un giudizio assunto in passato sull’eleggibilita’ al ruolo di senatore del senatore Di Girolamo, in presenza oggi di un quadro probatorio completamente diverso rispetto a quello di mesi orsono”. Schifani aggiunge: “Si faccia immediatamente chiarezza in tempi brevissimi sulla decadenza o meno del senatore Di Girolamo. Mi auguro che la prossima settimana si discuta in aula di questo aspetto perche’ sono emersi dall’indagine nuovi elementi sulla dubbia elezione di questo signore. Le conseguenze le potete trarre voi stessi: se dovesse decadere, Di Girolamo tornerebbe ad essere un normale cittadino e quindi perderebbe lo scudo dell’immunita’ parlamentare”.

FINI – Dal presidente della Camera Fini arriva invece una precisazione in merito alla notizia di una telefonata tra Pugliese e Mokbel in cui sarebbe stato citato: «In relazione ad alcune frasi intercettate e pubblicate su alcuni quotidiani, il presidente della Camera Gianfranco Fini esclude in modo categorico di aver direttamente, o tramite la propria segreteria, o terzi, telefonato al senatore Di Girolamo, ed esclude altresì di averlo convocato nei propri uffici o altrove per incontri o riunioni» scrive il portavoce Fabrizio Alfano. Mercoledì Fini aveva detto di non ricordare di aver conosciuto o convocato Di Girolamo

SCAJOLA – “Ogni iniziativa giudiziaria che vuole riportare la legalità è ben accolta ma non c’è dubbio che ogni iniziativa giudiziaria ha dei contraccolpi. C’è bisogno di una moralità più forte ma anche di non destabilizzare il sistema”. È durissimo il richiamo del ministro dello Sviluppo economico Claudio Scajola a margine del secondo forum economico del Mediterraneo, in merito all’inchiesta su presunti episodi.

80 INDAGATI – Si è appreso che sono 80, complessivamente, i soggetti coinvolti nella maxi-inchiesta della procura di Roma. Ai 56 destinatari di una misura cautelare, firmata dal gip Aldo Morgigni, va aggiunta infatti un’altra trentina di persone al momento indagate a piede libero. L’attività istruttoria dei magistrati della Dda è in pieno svolgimento. Oggi il procuratore aggiunto, Giancarlo Capaldo, è all’estero (in una localita’ imprecisata) per prendere visione del corposo materiale sequestrato in occasione di alcune perquisizioni e per seguire da vicino la procedura estradizionale di alcuni degli arrestati. Secondo il ministro dello Sviluppo Economico, Claudio Scajola, e’ necessaria una maggiore moralita’ stando attenti anche a non destabilizzare il sistema. Tema della legalita’ “fondamentale” pure per Confindustria: Emma Marcegaglia esprime totale e piena fiducia nella magistratura e l’auspicio che le persone coinvolte possano dimostrare la loro estraneita’ ai fatti. “C’e’ un problema di accertamento delle responsabilita’ ma c’e’ anche un problema della salvaguardia del futuro dell’azienda, dell’occupazione dei lavoratori”, sottolinea Guglielmo Epifani, segretario generale della Cgil. “E’ un’inchiesta molto seria su reati molto seri”.

LE INTERCETTAZIONI – In questo clima si riascoltano con attenzione telefonate intercettate. E ne spuntano alcune con riferimenti a nomi di politici: l’ex leader di An, e ora presidente della Camera, Gianfranco Fini. Il ministro per lo Sviluppo Economico Claudio Scajola, il sindaco di Roma, Gianni Alemanno e il senatore Pdl Aldo Scarabosio. Il nome di Fini viene speso in una telefonata del 16 aprile del 2008. Quando cominciano ad arrivare le prime notizie relative all’elezione di Nicola Di Girolamo. Il boss della ’ndrangheta Franco Pugliese parla con il neo-senatore. Poi chiama Gennaro Mokbel, il dominus dell’operazione, e si lamenta di non essere stato informato della vittoria: “Ho perso la voce pe ste c… e votazion… e voi non mi chiamate manco”… Mokbel si giustifica. E aggiunge che Di Girolamo sarebbe stato chiamato dal leader di An: “Mo’ ha chiamato Fini… stamattina…”. Il nome di Scajola viene invece fatto da Gianluigi Ferretti. A Di Girolamo, riassume il gip, propone “un pranzo o una cena con il senatore Scarabosio che, essendo amico di Scajola, probabile futuro presidente del Senato, gli potrebbe essere molto utile per i futuri rapporti parlamentari”.

È Mokbel, invece, in una telefonata con Paolo Colosimo a fare il nome di Alemanno: “C’ho la stanza mia che ce stanno tre dei suoi qua dentro che stanno a fa’ delle telefonate… di Gianni … di Alemanno”. Tra gli ex An la notizia dei sospetti dei magistrati suscita sorpresa. Il relatore del provvedimento che avrebbe fatto decadere Di Girolamo da senatore era Andrea Augello. Ma se l’aula avesse approvato la sua relazione Di Girolamo sarebbe fuori dal Senato. Venne votata invece una mozione “garantista” che rinviava il voto a dopo che le indagini della magistratura si fossero chiuse. Ma ci sono anche altri versanti delicati nell’inchiesta. Ci sono riferimenti a uomini del Sisde. Come un certo Alessandro del quale avrebbe parlato Luca Berriola, il finanziere finito in manette. Ieri a Regina Coeli molti arrestati si sono avvalsi della facoltà di non rispondere, compreso Mokbel. Gli interrogatori riprenderanno venerdì.

LE FOTO COL BOSS-  Per il Gip Di Girolamo “unitamente al Mokbel ed al Colosimo, si è recato in Calabria presso Franco Pugliese, legato alla cosca ’ndranghetista degli Arena, allo scopo di ottenere un appoggio politico, in particolare presso gli emigrati calabresi in Germania, alla sua elezione a Senatore nella circoscrizione Europa”. La candidatura di Di Girlamo – scrive ancora il Gip – era “assolutamente strumentale agli interessi del sodalizio”. Di Girolamo tira dritto, e si difende dalle accuse. “Non ho mai avuto contatti nè con la mafia nè con la ’ndrangheta nè con la camorra”, dice il parlamentare del Pdl. “Sono stato una sola volta ospite in Calabria di un collega per una colazione elettorale e ci sono tornato, successivamente per ringraziare dopo l’elezione”.

IL TESORETTO- Un primo ‘tesoretto’ dell’organizzazione responsabile del maxi riciclaggio facente capo a Gennaro Mokbel è stato sequestrato a Roma dai carabinieri del Ros. Si tratta di migliaia di dipinti, serigrafie, sculture di artisti famosi frutto, secondo gli inquirenti, del riciclaggio.

 


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Riciclaggio, Silvio Scaglia è arrivato a Roma. Prima notte in carcereultima modifica: 2010-02-26T11:31:33+01:00da michelepositano
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