Foto osé su Facebook: «Si è suicidata

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Emma Jones temeva l’arresto. La madre accusa l’ex fidanzato di aver pubblicato le immagini su internet

MILANO – Si è uccisa ingerendo del liquido detergente per paura della galera, dopo che il suo ex fidanzato aveva messo su Facebook delle foto di lei nuda. Questa pare essere stata la tragica fine di Emma Jones, un’insegnante inglese di 24 anni che lavorava all’International School di Choueifat ad Abu Dhabi, anche se le circostanze esatte della sua morte potrebbero non essere mai chiarite completamente, stando a quanto è emerso nell’udienza di mercoledì a Cardiff. Per la verità, in aula la madre della ragazza, Louise Rowlands, ha accusato apertamente l’ex della figlia, Jamie Brayley, del procurato suicidio.

 

PASSAPORTO IN TASCA – «Ha messo una chiavetta nel computer di Emma – ha detto la signora Rowlands – e ha copiato alcune sue foto osé, mettendole poi su Facebook. Un uomo che lavorava nella scuola di mia figlia le ha viste e lei mi ha detto che temeva di venir accusata di prostituzione, perché con quest’uomo (tale George, ndr) non andava d’accordo. Piangeva mentre me lo raccontava ed era una cosa che mi spezzava il cuore. Le ho detto che la situazione non poteva essere così brutta e di tornare a casa, ma lei mi ha detto che non poteva lasciare il paese e che l’avrebbero sbattuta in prigione. Per questo si è uccisa». Una ricostruzione che, però, Brayley ha categoricamente smentito, definendola «di pura fantasia». L’uomo ha sì ammesso di aver usato il computer della Jones, ma ha negato di aver scaricato alcunché, a maggior ragione delle foto di lei in pose compromettenti «perché Emma non mi ha mai mandato delle immagini indecenti, non era affatto nel suo carattere». Ma il mistero attorno alla morte dell’insegnante resta, sebbene le autorità di Abu Dhabi abbiano escluso l’omicidio, visto che Emma aveva il passaporto nella tasca dei jeans e le valigie fatte quando è stata ritrovata morta sul pavimento di casa dalla sua coinquilina, un’insegnante iraniana di nome Mona Moshki, a cui la ragazza aveva confidato le sue paure.

«TEMEVA L’ARRESTO» – «Per qualche motivo, Emma temeva di essere sul punto di venire arrestata e sbattuta in prigione – ha spiegato alla corte il vice coroner Thomas Atherton – e perciò si era resa conto che la soluzione migliore fosse quella di lasciare Abu Dhabi e tornare in Gran Bretagna. Ecco perché aveva preparato i bagagli e aveva il passaporto in tasca. Non mi sembrano comportamenti di una persona che stesse contemplando il suicidio. Penso, piuttosto, che Emma possa aver bevuto accidentalmente il detergente, scambiandolo per acqua, dato che la bottiglia era senza etichetta». Come riporta il Daily Express, il medico ha emesso un verdetto aperto, aggiungendo inoltre di non ritenere il signor Brayley responsabile della morte della Jones, mentre l’autopsia eseguita dal patologo Thomas Hockey dell’ospedale di Llandlough, vicino a Cardiff, ha confermato che la ragazza avrebbe ingerito una sostanza velenosa, ma nessuno potrà mai stabilire se lo abbia fatto volontariamente o per un fatale errore.

corriere.it

Foto osé su Facebook: «Si è suicidataultima modifica: 2010-02-26T12:10:36+01:00da michelepositano
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