Onorevole positivo alla cocaina. Una donna nel mirino

senato 

E’ caccia all’onorevole risultato positivo al test antidroga. Nel Palazzo e fuori non si parla d’altro. Tra le voci che girano in Transatlantico prevale quella che “potrebbe essere una donna” per via dell’uscita di Giovanardi sul “lungo capello”. Ma non si sa se senatrice o deputata. Perché sul nome, riservato per la tutela della privacy, secondo lo stesso Giovanardi,”è impossibile risalire alla persona”.

Ma oltre all’identità dell’onorevole positivo una domanda è ricorrente: ma chi è il malcapitato che si è sottoposto al test volontariamente? Forse uno che non sapeva che attraverso un capello lungo è possibile risalire, anche a distanza di anni, se ha assunto cocaina.

Ma il problema ora semmai è per gli altri, i quasi ottocento parlamentari che non si sono sottoposti al test del capello (in tutto sono 315 i senatori e 630 i deputati) e dei quali non si saprà mai se possono essere positivi o no all’onorevole antidoping. Il sottosegretario mette le mani avanti: “Il Parlamento non è un covo di drogati”.

lA CRONACA DELLA GIORNATA. So che uno dei 232 parlamentari che si sono sottoposti al test antidroga è risultato positivo. Ma tutto è stato fatto nel massimo rispetto della privacy, quindi non so assolutamente chi sia. Né se è un deputato o un senatore, né se è uomo o donna e né a quale partito appartenga”. A confermarlo ad Affaritaliani.it è il sottosegretario Carlo Giovanardi, che ha voluto i test antidroga. E la deputata del Pdl, Alessandra Mussolini, ad Affaritaliani.it ironizza: “Dal tenore delle dichiarazioni di Giovanardi il positivo potrebbe essere lui”.

La positività alla cocaina è emersa dall’esame del capello con due campioni ripetuti in due diversi laboratori. Al test si sono sottoposti volontariamente 232 parlamentari dal 9 al 13 novembre 2009. L’unica cosa certa è che tra i 147 parlamentari che hanno dato il loro consenso alla pubblicazione dei risultati e del proprio nome, e di cui è stata diffusa la lista, non figura l’unico positivo al test. Tra i big dell’elenco pubblicato con a fianco la voce “risultato ngativo” c’è anche il presidente del Senato Renato Schifani.

Gli accertamenti specialistici sono stati effettuati in laboratori di alto livello su urina e capelli. Massima riservatezza al momento su chi sia il deputato o senatore risultato positivo.

E’ caccia al nome dell’onorevole. Affaritaliani.it ha contattatto diversi esponenti del Pdl che hanno manifestato sconcerto per la decisioni del sottosegretario Giovanardi di rivelare i risultati del test anti-droga.

GIALLO SU DI PIETRO. Il leader dell’Idv non è tra 147 parlamentari che hanno dato il consenso per la pubblicazione dei risultati (tutti negativi) e del proprio nome. “Antonio Di Pietro non solo si è sottoposto al test, ma ha dato l’autorizzazione a rendere noto l’esito”, ricorda una nota dell’ufficio stampa Idv a proposito del test antidroga effettuato dai parlamentari. “Nel caso ci siano stati disguidi burocratici, visto che la richiesta non risulta nei tabulati pubblicati sul sito del Dipartimento delle Politiche Antidroga della Presidenza del Consiglio dei Ministri, l’onorevole Antonio Di Pietro – conclude la nota – chiederà oggi stesso, nuovamente, di rendere noti i risultati”.

Ma il dipartimento Politiche antidroga fa presente che non risulta vi sia stato alcun disguido burocratico nei suoi confronti in relazione alla comunicazione degli accertamenti eseguiti, così come non è stata fornita a questo dipartimento, a oggi, alcuna autorizzazione formale a rendere noto l’esito dell’esame.Si legge in una nota. “Si invita pertanto l’onorevole Di Pietro a ricontrollare l’avvenuto ritiro del test da parte sua”, prosegue il comunicato.
 


affaritaliani.it

Onorevole positivo alla cocaina. Una donna nel mirinoultima modifica: 2010-02-19T09:50:19+01:00da michelepositano
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