Mercati/ Effetto Fed: Borse in rosso

La Borsa

 

 

Ciclone Bernanke sulle Borse mondiali. Dopo la chiusura di Wall Street ieri, la Fed ha infatti scioccato il mercato alzando il tasso di sconto (non i Fed Funds) di un quarto di punto, portandolo allo 0,75%. Immediata la reazione alla mossa a sorpresa: tutte negative le piazze internazionali, dollaro ai massimi e, ovviamente, prezzo del petrolio in calo

Tutte negative in apertura le principali borse del Vecchio Continente. Piazza Affari ha avviato infatti le contrattazioni con l’indice Ftse Mib che ha fatto registrare un -1,09% a 21.428 punti. Esordio al ribasso anche per l’All Share a -1,11% a 21.934 punti. A Londra l’indice Ftse-100 dopo i primi scambi cede lo 0,71% a 5.287 punti, a Francoforte il DAX segna un -0,90% a 5.629 punti e a Parigi il CAC40 lascia sul terreno lo 0,99% a 3.710 punti. Segno meno anche ad Amsterdam (AEX -0,88% a 321 punti) e a Madrid (Ibex35 -1,20% a 10.446 punti).

Stesso discorso per Tokyo, dove l’indice Nikkei ha perso 21,11 punti attestandosi al -2,05% (10.123,58 punti), e per Wall Street. Sul Globex i futures sugli indici delle Borse Usa sono in netta flessione: S&P-500, Dow Jones e Nasdaq perdono circa l’1%.

Tornando alla Fed, qualche parola di accompagnamento alla decisione c’e’ stata, nel senso che questa manovra ”non rappresenta un mutamento delle prospettive di politica economica”, ma le azioni sono quelle che contano e non le parole. Questa decisione anticipata di alzare i tassi puo’ essere intesa infatti come un’espressione veramente hawkish (da falco) da parte della banca Centrale Usa.

E’ comunque importante distinguere il tasso di sconto dai Fed Funds: il tasso di sconto e’ cio’ che viene applicato dalla Fed ai prestiti concessi direttamente alle banche commerciali che hanno la possibilita’ di accedere al ”discount window”.

Quello che però pesa è che si tratta del primo intervento sui tassi da parte della banca centrale americana dal dicembre del 2008. La decisione è arrivata in risposta al miglioramento delle condizioni sul mercato finanziario che permette al sistema di essere meno dipendente dalla mano della banca centrale. Questa mossa, concordano comunque gli analisti, marca chiaramente la fine dell’era delle misure d’emergenza.

Immediata, ovviamente anche la reazione del dollaro è subito schizzato ai massimi da nove mesi sull’Euro. La moneta unica e’ infatti scivolata a 1,344 sul dollaro, si tratta del minimo dei 9 mesi. In calo il prezzo del petrolio, sopra quota 77 dollari sui mercati asiatici. Il light crude, con consegna a marzo cede 1,12 dollari a 77,94 dollari al barile. Il Brent, con consegna ad aprile, perde 1,03 dollari a 76,75 dollari al barile.


affaritaliani.it

 

 

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Mercati/ Effetto Fed: Borse in rossoultima modifica: 2010-02-19T09:46:52+01:00da michelepositano
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